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Politica

Arcidiacono: “A Catania la popolazione diminuisce ma si continua a gettare cemento”

Catania – Una città che decresce in termini di popolazione ma non certo nel cemento. Il consigliere comunale Sebastiano Arcidiacono (Gruppo misto) fa un’analisi sui dati della popolazione e sulla relativa programmazione urbanistica.

“La città di Catania negli ultimi 40 anni – spiega –  ha perso circa 80 mila abitanti, passando dai 400 mila dei primi anni settanta agli attuali 320 mila. E mentre la gente lasciava l’area urbana, a Catania si provvedeva, contraddittoriamente, a realizzare nuovi insediamenti abitativi di edilizia popolare e convenzionata nei quartieri di Librino, San Giorgio, San Nullo e tutt’oggi attraverso i piani costruttivi ai sensi della L.R. 22/96. Si continua a gettare cemento nel pieno rispetto delle leggi a causa dell’assenza di pianificazione urbanistica e attraverso l’uso delle varianti non curanti dell’esistente che andrebbe riqualificato”.

Riqualificazione che dovrebbe passare attraverso un piano regolatore e “la conferma di assenza di pianificazione perché a fronte di una edilizia privata restano carenti i servizi.”

“I parcheggi scambiatori da realizzare, per esempio, sono stati azzerati nel piano triennale 2015/17 per un importo complessivo di 169 milioni di euro, come se non fossero più utili anche ad immaginare una nuova mobilità a Catania”

Secondo Arcidiacono, le gare per lavori pubblici sarebbero evidentemente diminuite, con l’utilizzo di appena un centinaio di addetti all’edilizia.

“Allora, serve o no un piano regolatore (anche con un saldo a cubatura zero) che renda armonica la città? E’ pensabile migliorare Catania in assenza di uno strumento di pianificazione del territorio volto a rigenerare il tessuto urbano, rendendolo antisismico e a risparmio energetico senza attendere la chimera di quello metropolitano che non arriverà se non in tempi lunghissimi? La città per ritornare a essere una città in cui tornare a vivere, soprattutto i nostri giovani, ha bisogno di servizi, parcheggi, mobilità sostenibile, decoro e pulizia, di lavoro vero, di un Comune in grado di investire non 8/9 milioni attuali ma 100 milioni e per un periodo quantomeno decennale!
A tal proposito, che fine ha fatto Corso dei Martiri di cui abbiamo notizie solo per le innumerevoli conferenze stampa che si sono svolte? E il PUA, lo vogliamo ancora o non se ne deve fare niente? Questi progetti valgono 1Mld di euro, gran parte dei quali risorse di private che produrrebbero alcune migliaia di posti di lavoro!
Tutto questo serve subito, quantomeno per evitare di finire silenziosamente nel baratro, giustificandosi dicendo che è stata una disgrazia. E invece no, era tutto previsto e anche chiaramente evitabile!”

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Redazione

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