fbpx
NewsPolitica

Arcidiacono: “Analisi del contesto urbano approssimativa”

Catania – Nell’Aula consiliare del palazzo degli Elefanti si è tenuto l’incontro organizzato dal Vice presidente vicario del Consiglio comunale Sebastiano Arcidiacono e del presidente della commissione consiliare Lavori Niccolò Notarbartolo, sui temi legati all’approfondimento del piano d’intervento del nuovo sistema di raccolta dei rifiuti che è in fase di esame del civico consesso.

Numerosi rappresentanti di associazioni hanno risposto all’invito e che hanno contribuito con numerosi e competenti interventi tra i quali: l’ing. Sebastiano Spina (Zerowaste), Dott. Tamburino di Legambiente, l’Ing. Sgroi (estensore del Piano d’Azione per l’energia sostenibile del Comune di Catania), il Dott. Bruno Catara (ordine professionale dei chimici), Il dott. Claudio Melchiorre (MEC),  Dott. Achille Parisi (Federconsumatori), Il Dott. Maggiore (Codacons), Giusy Pedalino (WWF), Emanuele Bonomo (Adiconsum), Manuela Coci (Microbeco), Mario Francese (Direttore IPPOEngineering), Matteo Ianniti (Catania Bene Comune), Maurizio Caserta (Economista-Officine siciliane), Rapisarda (ordine dei Biologi), Avv. Lanza (Confconsumatori), Aurelio di Fato (Officine siciliane), Maria Luisa Falcone (ADOS), Tania Paternò LAVIA (Italia Nostra), Salvo Cocina (presidente Kalatambiente), Salvo Sambataro (Cittadinanzattiva).

Nel corso dell’incontro erano presenti anche i consiglieri Anastasi Sebastiano, Sgroi Carmelo e Antonino Vullo espressione di gruppi consiliari diversi a concreta testimonianza del valore dell’iniziativa.

Gli organizzatori hanno evidenziato la necessità di un cambiamento di metodo per le grandi questioni che riguardano la città, e che le criticità sul Piano emerse dal dibattito vanno trasformate in proposte concrete necessarie a superare le tante criticità presenti.

“L’analisi del contesto urbano è approssimativa  – spiega Sebastiano Arcidiacono –  ed incapace di rappresentare una caratterizzazione funzionale agli obiettivi di un piano di intervento adeguato ai bisogni della città. Non aver suddiviso in maniera puntuale i diversi quartieri della città e le diverse zone all’interno degli stessi individuando i diversi contesti urbanistici, le differenti  tipologie abitative e di insediamento, frappone un ostacolo insormontabile alla di realizzazione di  un servizio di raccolta adeguato con il rischio che la gestione del servizio necessiti di costose rivisitazioni in corso d’opera e l’azienda ed il Comune debbano operare costantemente in variante.

Non vi è accenno -continua – dell’opportunità del Comune di avanzare proposte per una gestione del Rifiuto organico per la produzione del Biogas in alternativa o insieme al conferimento per il compostaggio che presenta elevati profili di criticità che non sono stati affrontati adeguatamente; tutto il carico tributario del servizio ricadrà su quei catanesi onesti che pagano l’imposta e che dovranno sobbarcarsi pure l’onere derivante dall’elevata evasione e dalla incapacità di accertare correttamente i soggetti che producono a vario titolo i rifiuti e che sono sconosciuti al Comune. Non è stato immaginato un sistema che permetta di superare l’attuale fragilità impositiva del Comune. Chi si interfaccia con le persone che producono rifiuti deve fornire l’informazione all’ufficio tributi del Comune che così potrebbe distribuire equamente il carico fiscale della Tari su tutti i soggetti che producono rifiuti e non solo su quelli che puntualmente versano  l’imposta.

La tracciabilità del rifiuto deve necessariamente spingersi fino alla fine del ciclo di raccolta e smaltimento dello stesso. La raccolta differenziata non può rappresentare un esercizio fine a sé stesso ed il rifiuto differenziato non può finire in discarica. Bisogna rendere evidente al cittadino il valore sociale ed economico che la differenziazione comporta.

E’ necessario sin da ora -conclude –  identificare un sistema di premialità che valorizzi adeguatamente i comportamenti virtuosi ed al contempo preveda un sistema sanzionatorio efficace e disincentivante. Molti degli interventi dei partecipanti si sono soffermati sulla importanza di avviare tempestivamente azioni di sensibilizzazione coinvolgendo le scuole e l’Accademia, in modo da veicolare una reale cultura ambientale con messaggi chiari e incisivi . Al contempo è stato sottolineato come l’educazione ambientale non può essere rivolta solo agli studenti, ma deve coinvolgere tutti i cittadini che vanno coinvolti e di cui va incentivata la partecipazione attiva. Rilanciando in qualche modo la proposta avanzata anni orsono da molti consiglieri comunali dell’istituzione degli ispettori ambientali, che oggi è rimasta impantanata tra pareri non dati di uffici inerti e la resistenza dell’Amministrazione Comunale.”

Gli organizzatori dell’iniziativa hanno infine richiesto la disponibilità dei tanti soggetti presenti a proseguire il confronto  avviato insieme, nell’idea che la partecipazione democratica alla vita del Comune non possa concludersi semplicemente con una discussione, ma che sia necessario permettere a tutti quei soggetti che hanno competenze e capacità di metterle a disposizione della città dando loro gli strumenti per incidere in maniera trasparente sulla delibera e sull’iter amministrativo.

Mostra di più

Redazione

Quotidiano on-line siciliano

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button