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Iris e arancino: quello che non tutti sanno!

Carlo Cannavò pasticcere di esperienza e comproprietario di “Carlo e Cicco – I re dell’Iris”, da anni nelle migliori pasticcerie di Catania, da Mantenga a Sant Moritz, da 10 anni in un laboratorio privato produce in modo artigianale prelibatezze dolci, dal cannolo al panzerotto, dalla cassata all’iris.

E in virtù di questa esperienza fortificata negli anni, anche partecipando a fiere e sagre in giro per la Sicilia, da giugno a settembre ogni anno, per il secondo anno consecutivo sarà presente con il suo stand di iris e arancini, alla Festa di Tremestieri. E saranno proprio gli Iris e gli Arancini ad essere i protagonisti della festa.

Lui stesso, in qualità di artigiano e produttore, sarà in prima linea nel suo stand proponendo prodotti artigianali tra tradizione e innovazione di gusti e sapori.

L’iris sarà presente in 8 gusti: i tradizionali bianco e cioccolato, pistacchio, pistacchio e nutella, ricotta, ricotta e nutella, crema di nocciola e solo nutella.

Mentre per gli arancini, accanto ai tradizionali gusti ragù e a burro e spinaci, per non deludere i palati più curiosi anche salmone, funghi, pistacchio – sottolinea velocemente molto richiesto è un successo”– e l’immancabile gusto alla norma.

Il gusti preferiti restano comunque i tradizionali, su tutti quello al ragù e confessa che è anche il suo gusto preferito e aggiunge alcuni consigli per assaporare al meglio l’arancino: “ Il primo morso tutti solitamente lo danno alla punta, solo pochi lo capovolgono e iniziano dalla base, ma in realtà l’arancino va morso lateralmente per prendere subito al primo assaggio il condimento!
E aggiunge tra birra e vino? “Un calice di vino rosso è perfetto per accompagnare questo bontà”.

Il signor Cannavò mi racconta la storia dell’arancino, e mentre lui parla si percepisce la passione per quello che fa, la dedizione, la conoscenza e la cultura che c’è dietro un prodotto artigianale che è simbolo di tradizioni e storia, e lui la storia la conosce bene e parte dalle origini:

“… Arabe, con le dominazioni arabe in Sicilia, con i Saraceni che usavano preparare  i loro banchetti con un piatto unico a base di riso aromatizzato con zafferano, fiori d’arancio, e carne bianca. Lo stesso Re Federico II –continua con l’enfasi di un cantastorie– ne rimane entusista tanto che durante le sua battute di caccia decide di far preparare questo stesso piatto, ma è lui che fa a aggiungere la panatura esterna” . Infatti si narra che la panatura croccante avrebbe assicurato un’ottima conservazione del riso e del condimento, oltre ad una migliore trasportabilità.

Lo interrompo per chiedere della diatriba che incuriosisce tra serietà a ilarità il web e il salotti siciliani: si dice arancina o arancino? Per lui non ci sono dubbi e senza esitazione esclama Arancina!.  E lui continua ed argomenta pure:  “Si dice arancina per l’aroma di arancia che ha origini nella storia del piatto stesso portato dagli arabi, arancina da arancia!”. 

Io non aggiungo altro e lui approfitta della mia pausa per dirmi “E la storia dell’iris la conosce? Anche li c’è una storia che non tutti sanno -e continua- ha origini a Palermo!”  E quel Palermo lo dice sospirando.  “Il dolce prende il nome da un grande pasticcere Antonio Lo Verso,  un uomo che per quanto ha lavorato e la dedizione messa nel suo lavoro ha ricevuto il titolo di Cavaliere del Lavoro –e ci tiene a sottolineare- quando quel titolo di “Cavaliere del Lavoro” lo si riceveva per meriti e non si acquistava come adesso. Il pasticcere Cavaliere andando ad assistere all’opera di Pietro Mascagni ne restò rapito tanto da dare il nome dell’opera, appunto Iris, alla sua pasticceria. Era il 1901 e il pasticcere Lo Verso inventò questo dolce fritto, ovvero un panino svuotato e farcito da creme dolci. Anche l’Iris arrivò a Catania, e qui l’Iris per la prima volta venne farcito con ricotta, perché si sa -…- il catanese deve aggiungere sempre il suo tocco, il suo estro! ”

Per l’anno prossimo tante nuove idee non solo per i gusti, sia per l’iris che per l’arancino, ma sopratutto un’attenzione anche per  i celiaci. Infatti è sensibile -per prima sua figlia ne soffre- e vicino a chi cerca prodotti di qualità in versione gluteen free senza rinunciare la gusto!

Non vi resta che passare a trovare il Signor Carlo alla Festa dell’iris e dell’arancino a Tremestieri dal 29.10 al 02.11 e assaggiare le sue bontà e ascoltare le storie e dettagli che si nascondano dietro tanta eccellenza culinaria.

 

 

 

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Giada Condorelli

Un incrocio di razze, culture e religioni, fa di me una curiosa cronica. Padre siculo normanno, da Lui eredito creatività ed amore per l'arte in tutte le sue forme. Madre libica di origine armena, da Lei eredito la forza di volontà ed il valore dell'arricchimento reciproco. Una Laurea in Politica e Relazioni Internazionali, un matrimonio d'amore, un Blog e infiniti sogni. Del multitasking ho fatto una filosofia di vita. Appassionata di moda senza esserne schiava, beauty addicted, amante del healthy food, per necessità, con mise en place chic! Foto e lifestyle sono parte integrante delle mie giornate...Pinterest ed Instagram la mia ossessione. Riesco a trovare la bellezza in ciò che vedo e la positività in ciò che accade. "L'eleganza è la sola bellezza che non sfiorisce mai" ( Audrey Hepburn )

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