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Orofino fa volare alto i suoi Aquiloni, al Teatro Coppola

Si dice che quando l’arte è tale non ha bisogno di spiegazioni; Aquiloni di Nicola Alberto Orofino, con Francesco Bernava e Alice Sgroi può essere spiegato in molti modi e approfondito attraverso le sue citazioni e declinato a più livelli nella sua chiave di lettura eppure resta uno spettacolo che urla dentro l’anima senza, forse, un apparente perché.

17796256_10212844195928475_6127045482269733323_nAquiloni è un incontro di due anime, dice il foglio di sala, un rincorrersi tra Salvatore che non ha mai salvato nessuno ma che una volta Salvo diventa mezzo per la redenzione di una Maria detta Maddy, una traviata risorta e in cerca d’amore come la Violetta Valery di Giuseppe Verdi.

Si rincorrono la Vita e la Morte, la citazione che cita se stessa nel fluire della vita proprio come quella Violetta verdiana che è in se Margherita, signora delle camelie e che, come attraverso uno specchio opaco viene inseguita e insegue il suo salvatore.

Un perfetto spettacolo pasquale verrebbe da dire, per altro dentro ad un teatro che fu, non dovrebbe essere ma è prepotentemente vivo.

17799249_10212903483927455_733117448793067723_nSplendida l’interpretazione di Alice Sgroi, tagliente nella sua superba fragilità, misurata in sguardi e gesti, ha dominato la tensione della prima sapendola trasformare in energia purissima.

A Francesco Bernava, protagonista di un ruolo non certo facile, va il merito di aver articolato un personaggio tra serio, serissimo e fanciullesco. Capace di maneggiare abilmente una lama a doppio taglio in questo stile di recitazione poiché la ricerca del fanciullesco in teatro spesso scade nella recitazione infantilistica e artefatta. Bernava apparentemente senza sforzo, invece, ha saputo con arte scenica, dotare il suo Salvatore detto Salvo della giocosità come ricerca di semplicità che è voglia di scrollarsi di dosso i pesi del mondo.

17883754_10212903483447443_1778612224908556473_nSempre perfettamente adeguate e d’impatto, essenziali e funzionali le scene di Arsinoe Delacoix, espressione di un teatro, quello contemporaneo che sa sfruttare le sue necessità per farne più che virtù, espressione e materia quasi viva.

Riempie tutti gli spazi possibili la regia di Orofino. Non accontentandosi del palco fa scendere i suoi attori nel proscenio invadendo la platea di luce, fumo e la sua caratteristica onnipresente musica. La Regia di Orofino trasforma la drammatizzazione in una esperienza a tutto tondo per il pubblico che vi assiste che ne viene immerso totalmente con ogni senso possibile.

Assolutamente consigliato, Aquiloni, sarà in replica anche sabato 15 aprile al teatro Coppola in via Vecchio Basione.

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Alfredo Polizzano

Siciliano di nascita in un tempo indefinito, libraio eclettico ha fatto della curiosità la sua ragione di vita e della bellezza la sua guida. Due grandi passioni professionali, i libri e il teatro, in cui la vita è l'eterno presente di un tempo che non è mai stato ma che sarà per sempre.

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