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Appello per mafia nella festa di Sant’Agata e Mulino Santa Lucia

Al processo per il Mulino Santa Lucia hanno discusso il Pg e l’avvocato Salvatore Trombetta per “Acqua Marcia”. Rinvio al 7 maggio per la posizione dell’avvocato Arena ed in seguito la sentenza.

Il processo mafia alla festa di Sant’Agata è stato rinviato al 19 marzo

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Stamane, in Corte d’Appello, due processi che hanno suscitato interesse per ragioni diverse: da un lato, il secondo grado del procedimento che ipotizza infiltrazioni mafiose nella festa di S.Agata. L’8 febbraio 2013, in primo grado, gli imputati sono stati tutti assolti, perché il fatto non sussiste. La Procura ha fatto appello.

Facciamo cronaca: il 20 novembre 2012 erano state avanzate le richieste della Procura della Repubblica, con il Pm Antonino Fanara. Eccole: una richiesta di condanna (per Pietro Diolosà, ex presidente del circolo Sant’Agata, imputato di concorso esterno), sei (Nino e Francesco Santapaola, Salvatore Copia, Enzo, Alfio e Vincenzo Mangion imputati di associazione mafiosa finalizzata ad ingiusti vantaggi) di non doversi procedere perchè l’azione penale c’è già stata per lo stesso fatto, un’assoluzione (Agatino Mangion, imputato di associazione mafiosa finalizzata a ottenere ingiusti vantaggi) per non avere commesso il fatto.

Il dato -confermato anche dal Pm- è casomai quello dell’affermazione sociale del Potere mafioso al fine di dominare la scena in altri campi. Ma questo con la definizione precisa e concreta di vantaggi patrimoniali come si definisce e dimostra giudizialmente? Lo avevamo scritto e lo confermiamo. Finale: tutti assolti. Vedremo il secondo grado.

Oggi, nuova udienza anche per l’appello cosiddetto del “Mulino S. Lucia”, il grande centro direzionale e commerciale del gruppo Caltagirone. Nello scorso dicembre, era stato rinviato per questioni legate alla composizione del collegio giudicante della seconda sezione della Corte d’Appello di Catania.

In primo grado, nel maggio del 2003, tutti gli imputati sono stati assolti “perché il fatto non sussiste”- dai giudici della terza sezione penale del tribunale per l’accusa di abuso d’ufficio. La Procura ha presentato appello.
Cinque gli assolti in primo grado: Giovanni Beneduci, amministratore della Acqua Marcia holding spa; Giovanni Cervi, amministratore della Grand Hotel Bellini; Maurizio Pennesi amministratore della Italgestioni; l’allora avvocato capo del Comune, Mario Arena, in qualità della componente la commissione edilizia; e Vito Padalino funzionario in pensione dell’ufficio urbanistico del Comune. A Beneduci, Cervi, Padalino e Pennesi era contestata anche la lottizzazione abusiva.
L’immobile, un grande centro direzionale e commerciale del gruppo Caltagirone, che dovrebbe ospitare uffici e negozi, secondo l’accusa poteva avere un uso soltanto industriale, portuale e ferroviario. Secondo la Procura sull’ex Mulino Santa Lucia sarebbe stata compiuta un’operazione non conforme agli indici urbanistici del Piano regolatore generale di Catania.
Invece, in primo grado sono cadute le accuse di abuso d’ufficio e lottizzazione abusiva ed è stato disposto il dissequestrato l’immobile.

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Marco Benanti

45 anni, ex operaio scaricatore alla base di Sigonella, licenziato in quanto “sgradito” al governo americano per “pensieri non regolari”, ex presunto “biondino” dell’agenzia Ansa, ex giocatore di pallanuoto, ex 87 chili. Soggetto sgradevole, anarchico, ne parlano male in tanti, a cominciare da chi lo ha messo al mondo: un segno che la sua strada è giusta. Ha, fra l’altro, messo la sua firma come direttore di tante testate, spesso solo per contestare una legge fascista di uno Stato postfascista che impone di fatto un censore ad un giornale (e in molti hanno, invece, pensato che lo ha fatto per “mettersi in mostra”). E’ da sempre pubblicista, mai riconosciuta alcuna pratica per professionista, nemmeno quelle vere. Pensa di morire presto, ma di lui – ne è certo- non fregherà niente a nessuno. Nemmeno a lui.

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