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Appello Lombardo, avv. Benedetti: “Rosario Di Dio pentito ad personam”

Il 24 novembre (inizio h 11) i giudici della terza sezione della Corte d’Appello di Catania (presidente Tiziana Carrubba) scioglieranno, con un’ordinanza, la riserva sulle nuove accuse che la Procura Generale ha rivolto all’ex Presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, condannato in primo grado a sei anni e otto mesi per concorso esterno all’associazione mafiosa.

In particolare, ci sono due verbali (uno del dicembre 2014 e l’altro nel luglio successivo) del boss Rosario Di Dio. Che non è pentito. Che ha fatto dichiarazioni, però, contro Lombardo. Oggi, su questo –e anche sugli altri verbali di collaboratori- si è soffermata la difesa dell’ex governatore, con l’avv. Alessandro Benedetti. Che, in aula, ha prestato il consenso solo all’acquisizione dei verbali di Di Dio, esprimendo comunque la contrarietà a risentire lo stesso.

Su questo punto, il legale ha dichiarato ai cronisti:” è la prima volta nella storia del nostro Paese che un mafioso senza pentirsi, senza dissociarsi, non parla di nessuno, ma fa dichiarazioni su una singola persona, pentito ad personam.” E ha continuato: “peraltro è la prova più limpida e nitida che il presidente Lombardo con la mafia non c’entra niente perchè un mafioso non va ad accusare ad personam un altro mafioso se lo è effettivamente”.

L’avvocato Benedetti poi ha ribadito l’opposizione ai seguenti verbali: “quelli di Sciacca-Biondi e Russo perché parlano di voci correnti nel pubblico e questo il nostro codice di procedura penale non lo ammette; Scollo e Nizza parlano di avere saputo da persone, non si sa chi sono queste persone, loro dicono di averlo saputo da una persona ma chi questa persona lo abbia riferito non è dato saperlo; Galatolo dice che Aiello (indicato come responsabile provinciale del clan Santapaola, ndr) gli avrebbe detto che i servizi segreti gli avrebbero offerto 500 mila euro in biglietti da 500 euro per scogionare ma la sua etica gli ha impedito di ricevere questi 500 mila euro;

Maltauro cosa dice? Dice che un suo dipendente gli avrebbe riferito che Basilotta averebbe potuto procurargli un colloquio con Lombardo. Ora il presidente ha sempre chiarito che lui aveva rapporti con Basilotta (imprenditore in odore di mafia, deceduto, ndr) di tipo assolutamente formale perchè mediati e originati dal rapporto con il consuocero Anastasi che era un vecchio sindacalista di Castel di Iudica. Il figlio di questo sindacalista sposa la figlia di Basilotta e anche questo ragazzo, Anastasi, marito della figlia di Basilotta, entra in politica, con il partito di Lombardo. Per questo che Lombardo ha rapporti con questa persona e quindi indirettamente con Basilotta”. E sui presunti rapporti Lombardo-Basilotta?

Che non esistano l’avv. Benedetti ha sottolineato che “in sette anni di tabulati telefonici, 350 mila telefonate, non vi è nessuna telefonata con Basilotta”.

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Marco Benanti

45 anni, ex operaio scaricatore alla base di Sigonella, licenziato in quanto “sgradito” al governo americano per “pensieri non regolari”, ex presunto “biondino” dell’agenzia Ansa, ex giocatore di pallanuoto, ex 87 chili. Soggetto sgradevole, anarchico, ne parlano male in tanti, a cominciare da chi lo ha messo al mondo: un segno che la sua strada è giusta. Ha, fra l’altro, messo la sua firma come direttore di tante testate, spesso solo per contestare una legge fascista di uno Stato postfascista che impone di fatto un censore ad un giornale (e in molti hanno, invece, pensato che lo ha fatto per “mettersi in mostra”). E’ da sempre pubblicista, mai riconosciuta alcuna pratica per professionista, nemmeno quelle vere. Pensa di morire presto, ma di lui – ne è certo- non fregherà niente a nessuno. Nemmeno a lui.

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