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Appello Dopo Annullamento Cassazione Per “Dionisio”

Stamane, davanti ai giudici della terza sezione della Corte d’Appello (Presidente Giuliana Fichera, a latere Dagnino e Zumbo) l’Accusa con il sostituto procuratore generale Gaetano Siscaro e il sostituto procuratore Agata Santonocito ha prodotto ulteriori verbali –oltre quelli a cui abbiamo fatto riferimento nel pezzo di stamane- fra cui alcuni dell’imprenditore Enrico Maltauro.  Le difese si sono opposte all’acquisizione dei verbali dei collaboratori di giustizia, in particolare, l’avv. Carmelo Calì ha chiesto un termine a difesa per i verbali prodotti stamane.

Prossima udienza il 19 gennaio.

Nel novembre del 2012,  la decisione fece scalpore: dalla Cassazione arrivò un “mezzo terremoto” sul processo nato dall’operazione “Dionisio”. La sesta sezione penale della Corte di Cassazione (Presidente De Roberto) annullò, con rinvio, la sentenza pronunciata dalla prima sezione penale della Corte d’Appello di Catania, il 9 giugno 2011, sul troncone principale, con rito ordinario, del processo cosiddetto “Dionisio”, la megainchiesta della Procura della Repubblica di Catania, scattata nel luglio 2005.

La decisione riguardava, nello specifico, il reato di associazione mafiosa, contestato a Benedetto Santapaola, nella qualità di capo della omonima famiglia affiliato a Cosa Nostra.

E oggi c’è la seconda udienza del giudizio d’appello, davanti ai giudici della terza sezione.

In totale sono dieci gli imputati: oltre a Santapaola, Venerando Cristaldi, Santo Di Benedetto, Ercolano Aldo, Mario e Salvatore, Eugenio Galea, Santo Giammona, Michele Sciuto, Vincenzo Basilotta. Quest’ultimo è il noto imprenditore di Castel di Judica, per cui il reato era stato derubricato in Appello da associazione a delinquere di stampo mafioso a concorso esterno.

Gli “Ermellini” di piazza Cavour statuirono la celebrazione di un nuovo giudizio, in grado di appello, davanti ad altra sezione.

Stamattina, a sostenere l’Accusa, ci saranno il Pg Gaetano Siscaro e il sostituto procuratore Agata Santonocito: nella scorsa udienza di ottobre, è stato annunciato il deposito –che oggi sarà formalizzato- di verbali di alcuni collaboratori di giustizia. Si tratta di Santo La Causa, Paolo e Giuseppe Mirabile, Giuseppe Laudani, Ignazio Barbagallo, Eugenio Sturiale, Questo passaggio prelude alla richiesta dell’Accusa di riapertura del dibattimento proprio per sentire questi collaboratori.

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Marco Benanti

45 anni, ex operaio scaricatore alla base di Sigonella, licenziato in quanto “sgradito” al governo americano per “pensieri non regolari”, ex presunto “biondino” dell’agenzia Ansa, ex giocatore di pallanuoto, ex 87 chili. Soggetto sgradevole, anarchico, ne parlano male in tanti, a cominciare da chi lo ha messo al mondo: un segno che la sua strada è giusta. Ha, fra l’altro, messo la sua firma come direttore di tante testate, spesso solo per contestare una legge fascista di uno Stato postfascista che impone di fatto un censore ad un giornale (e in molti hanno, invece, pensato che lo ha fatto per “mettersi in mostra”). E’ da sempre pubblicista, mai riconosciuta alcuna pratica per professionista, nemmeno quelle vere. Pensa di morire presto, ma di lui – ne è certo- non fregherà niente a nessuno. Nemmeno a lui.

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