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Giudiziaria

Garbage Affair. Appalto rifiuti truccato, scattano le prime condanne

Arrivano le prime condanne per gli imputati dell’inchiesta della Dia Garbage Affair su un appalto per la raccolta dei rifiuti per conto del Comune da 350 milioni di euro.

Orazio Fazio, funzionario del Comune di Catania sconterà quattro anni di reclusione. Antonio Deodati imprenditore tre anni e quattro mesi. Antonio Natoli, invece, dipendente della Ipi srl e del consorzio Seneco, ha chiesto il rito abbreviato.

Le accuse

Su Fazio, Deatoti e Leonardo Musumeci pende l’accusa di turbativa d’asta in concorso.

Quest’ultimo è il dirigente comunale responsabile del procedimento della gara dei rifiuti mentre Orazio Fazio il direttore dell’esecuzione del contratto dei servizi di igiene urbana con il raggruppamento Ipi Srl – Oikos Spa e, dal 15 maggio del 2017, con il raggruppamento Senesi Spa – Eco. Car Srl

Francesco e Antonio Deodati sarebbero stati un tutt’uno. Il primo amministratore di diritto e il secondo, invece, effettivo della Eco.Car Srl.

I quattro avrebbero lanciato e stipulato il bando di gara per escludere altre imprese concorrenti e permettere che l’appalto venisse aggiudicato a quella di Deodati, già aggiudicatario dello stesso appalto con la Ipi-Oikos.

Malgrado non fosse pienamente in regola, la magistratura dichiara che neppure la  Eco.Car sarebbe rimasta a mani vuote, grazie agli indagati.  La società era pur sempre legata ad un rappresentante su cui gravava una interdittiva antimafia confermata dal Consiglio di Stato nel 2016.

Al gruppo degli indagati per corruzione si aggiunge anche Antonio Natoli, 46 anni, dipendente della Ipi srl, dal 2017 dipendente del consorzio Seneco – attuale affidatario in Rti del servizio di raccolta dei rifiuti.

L’uomo, insieme ad Antonio Deodati avrebbe pagato Fazio per favorire la Senesi-Ecocar durante l’appalto.

Il funzionario del Comune, stretto con l’ex sindaco Bianco, avrebbe divulgato notizie riservate sulla procedura di gara indetta dal Comune. Inoltre avrebbe favorito le aziende di Deodati dietro pagamento.

Viaggio a Barcellona, vacanza natalizia ad Ortisei, 20mila euro per la ristrutturazione della casa, cellulare, pc e l’assunzione di 5 persone. Sono questi alcuni dei “favori” di cui è stato beneficiario Fazio.

La prossima udienza sarà venerdì.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore Carmelo Zuccaro, dall’aggiunto Sebastiano Ardita e dai sostituti Fabio Regolo e Alessandra Tasciotti, verte sulle indagini eseguite della Dia di Catania, diretta da Renato Panvino, in merito all’assegnazione poco chiara, dei lavori per la raccolta dei rifiuti a Catania. A seguito di un intervento del Tar, che aveva sospeso il vecchio appalto valido fino al 2016. Ma ne aveva realizzato uno nuovo, dopo le tre gare completamente deserte.

Il valore, in tre anni, era salito fino a 350 milioni di euro. Secondo la Procura, era proprio quello a far gola alle aziende del settore.

Le quali avevano elaborato diverse meccanizzazioni per appropriarsene, attraverso  passaggi di società ed irregolarità amministrative. Ovviamente invisibili agli occhi dei funzionari comunali che, come emerso dalle indagini della Dia, ricevevano regali come il pagamento dell’affitto di una casa a Roma e assunzioni nelle società degli imprenditori indagati per la loro “cecità”.

EG. DS

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Redazione

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