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Appalti senza gare. Acireale, il regolamento fa discutere

L’approvazione avvenuta nel Consiglio comunale di ieri sera, del nuovo Regolamento comunale dei lavori, servizi e forniture, non manca di suscitare polemiche. La massima assemblea cittadina ha infatti cancellato il regolamento precedente, varato da una delle prime giunte Garozzo, che di fatto aveva allargato di molto la possibilità di partecipazione per gli appalti anche in caso di affidamento diretto.

 
Un’asticella che la nuova consiliatura ha invece deciso di alzare di nuovo: affidamento discrezionale per lavori con importi fino a 20.000 euro, invito esteso a tre ditte per importi tra 20mia e 40mila euro, invito a tre ditte per lavori d’importo superiore ai 40mila euro.
Non è stato un caso che tra le voci che più si sono opposte a questo nuovo regolamento ci siano stati i consiglieri di opposizione Giuseppe Calì e Nino Sorace, due che sono stati anche assessori nelle giunte guidate dall’ex sindaco Nino Garozzo.

 
Lo stesso Nino Garozzo, dalla Rete, tuona contro chi fino a ieri marciava per la legalità e oggi, con un “esempio mirabile di ripristino della legalità e della trasparenza”, crea un sistema che creerà “tensioni con le piccole e medie imprese che si sentiranno escluse e indurrà molti a cercare raccomandazioni”: “Con la precedente amministrazione – sostiene Garozzo – lavori e forniture per il Comune, anche di piccolo importo, non potevano essere affidati senza gara. Avevo imposto l’obbligo di invito a 5/10 ditte a rotazione dall’albo di fiducia e la pubblicazione sul sito con possibilità di partecipare a tutte le altre ditte. Nessuna era esclusa, tutti potevano partecipare a tutti i bandi e nessuno avrebbe potuto lamentare alcunché”.

 
L’amministrazione, che preferisce non rispondere alle polemiche in Rete, affida la propria risposta alle parole ufficiali del vicesindaco Nando Ardita

Il precedente regolamento era obsoleto e non aveva più i connotati previsti dal codice dei contratti – spiega questi – Era prevista un‘iscrizione all’albo delle imprese di fiducia con effetto permanente, la possibilità d’iscrizione solo per un mese all’anno e non si faceva mai un aggiornamento. Abbiamo ritenuto necessario e opportuno, in virtù della dovuta trasparenza e delle nuove direttive, cambiare la situazione, aggiornando il regolamento e regolamentando anche i servizi attinenti l’ingegneria e l’architettura per i liberi professionisti iscritti all’ albo. L’affidamento dei lavori sarà ora disciplinato da uno strumento chiaro, ma flessibile. Dalla prima istituzione, inoltre, l’albo delle ditte di fiducia sarà aggiornato non più annualmente, ma ogni quattro mesi, per garantire maggiore flessibilità.

 
Resta però la sensazione che, nella foga del cambiamento a tutti i costi, la nuova amministrazione stia cancellando molti dei provvedimenti adottati dalla precedente amministrazione che, magari, non erano proprio da buttar via. E lascia spazio all’ex sindaco per agitare i fantasmi di pericolosi clientelismi cui il nuovo regolamento potrebbe aprire la strada: “Con il mio sistema le ditte aggiudicatarie delle gare non dovevano dire grazie a nessuno – chiude infatti Garozzo – Questa delibera ci fa tornare indietro nel tempo”.

 

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