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Aperta la nuova sede Frontex a Catania

Catania –  E’ stata inaugurata la nuova sede della Frontex a Catania, la Task force regionale europea per la gestione dei migranti. La nuova sede, di cui si parlava già da quasi un anno, è stata individuata nell’ex convento di Santa Chiara.

All’interno dei nuovi uffici, quattro funzionari opereranno a stretto contatto con una task force composta anche da esponenti di Europol, Eurojust ed EASO, ovvero tutte le articolazioni comunitarie impegnate nell’operazione Triton.

Presenti il ministro dell’interno Angelino Alfano, il commissario Europeo per la Migrazione, Dimitris Avramopoulosil direttore dell’agenzia Frontex Fabrice Leggeri ed il sindaco Enzo Bianco.

“Stiamo studiando una proposta da presentare all’Unione europea per l’uso delle navi per l’identificazione dei migranti, – ha dichiarato Alfano – per poter prendere impronte digitali e dati anagrafici in mare durante i soccorsi. Così non avremo un posto fisso a terra creando degli hotspot sul mare”.

Idea poco gradita da Luca Casarini di Sinistra Italiana Sicilia: “Dalle parole di Alfano emerge il vero obiettivo di Frontex: esternalizzare le frontiere, spostarle verso sud fino ai paesi da dove i migranti e i profughi scappano. Foraggiare dittatori perché si tengano i migranti e facciano il lavoro sporco al posto nostro. Così come è stato fatto con l’accordo Ue-Turchia. Così come si ha intenzione di fare in Libia, con l’istituzione di enormi campi di concentramento per migranti che transitano da lì per tentare di arrivare in Europa. Alfano parla delle navi di Frontex come di “hotspot” mobili in mezzo al mare – continua Casarini – a quando l’istituzione di campi di detenzione galleggianti, di navi carcere per chi non ha commesso alcun reato ed è colpevole solo di cercare salvezza e aiuto? Il ministro Alfano non parla dell’unica cosa che servirebbe per affrontare in termini dignitosi e responsabili la situazione: corridoi umanitari per chi scappa dalle guerre, un grande piano di accoglienza e di residenzialità lunga per chi è costretto a fuggire dalle guerre, dalle torture, dalla miseria, dai disastri ambientali e climatici. Quali sono per Alfano i “paesi terzi sicuri”? L’Egitto ad esempio?”.

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Redazione

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