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La solita farsa. Antonio Fiumefreddo, il “salvatore” di Crocetta rientra dalla finestra. Probabile assessorato per lui

Sarebbe stato Antonio Fiumefreddo a dare sostegno morale al governatore Rosario Crocetta quando avrebbe pensato di togliersi la vita all’indomani dell’articolo de L’Espresso sulla presunta intercettazione con Tutino. Il “salvatore” Fiumefreddo quindi meriterebbe un posto nella giunta regionale. Almeno a quanto trapela da ambienti vicini al Presidente Crocetta. Molti sono preoccupati e non vedono di buon grado questa scelta. Scelta che nell’aprile del 2014 non era andata a buon fine.

 

FIUMEFREDDO, L’IMPRESENTABILE

L’avvocato, già difensore di Raffaele Lombardo e del mafioso Ercolano, dovette dimettersi dopo un solo giorno da assessore. Il no deciso del segretario del PD Fausto Raciti e le rivelazioni giornalistiche di Repubblica, LiveSicilia e anche quelle fatte in esclusiva dal nostro giornale hanno ostacolato la sua nomina. Poi è stato ampiamente ricompensato con una serie di incarichi affidati direttamente dal governatore Rosario Crocetta, dalla gestione di Sicilia Patrimonio Immobiliare a Riscossione Sicilia.

Oggi però risorge, o per lo meno ritorna ad essere tra i papabili assessori. Crocetta non è nuovo a nomine. Infatti ricordiamo i 38 assessori in meno di tre anni di governo. Praticamente ha superato il presidente del Palermo Zamparini, noto per il facile esonero degli allenatori. La squadra di Crocetta però perde, oltre agli assessori, anche le partite decisive per il futuro della Sicilia.

QUEL PATTEGGIAMENTO PER BANCAROTTA

Fiumefreddo però non ha il fiuto per gli affari, almeno nel 1996, così accade che venga accusato di bancarotta semplice. L’avvocato a quel punto opta per un patteggiamento. Il dispositivo prevede la pena alla reclusione di mesi 2 e giorni 20. Una pena per cui l’imputato otterrà la sostituzione con una multa pari a 6.000.000 di vecchie lire. Nel 2004 Antonio Fiumefreddo paga il suo debito con la legge e nel 2005 il reato viene dichiarato estinto.

GLI AFFIDI DIRETTI ALLA GEOTRANS DEGLI ERCOLANO

L’episodio risale quando Fiumefreddo era sovrintendente al teatro Bellini di Catania. Esperienza poco fortunata, visto che l’azienda KPMG, chiamata a certificare i debiti del Teatro Bellini di Catania, ne ha trovati oltre tre milioni, fuori bilancio. Ma il punto dolente, anche’esso certificato dalla società, è quello degli affidi diretti, fatti da Fiumefreddo, alla Geotrans Srl, la ditta che poco più di un anno fa è stata confiscata dall’autorità giudiziaria perché ritenuta della famiglia degli Ercolano. Una delle fatture che emerge, la numero 668 del 2008, firmata da Antonio Fiumefreddo, è di 3.900 euro. All’epoca dei fatti Fiumefreddo era anche l’avvocato del boss Giuseppe Ercolano.

 

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Redazione

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