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Antonio Brunetto (M5S): «L’Europa va cambiata»

Antonio Brunetto, esattamente come Ignazio Corrao alle scorse europarlamentari, si era già rassegnato all’idea di non avere superato il turno mancando l’inserimento in lista. Invece, il suo nome è lì, tra i candidati europei per la circoscrizione Sicilia e Sardegna.

La sua appartenenza al Meet Up 101 di Catania, favorisce la fisiologica associazione del volto e del nome del candidato entro i perimetri etnei. In realtà è originario di Santa Teresa di Riva (ME): si trasferisce a Catania per frequentare l’Università. Oggi, da ingegnere e consigliere dell’Ordine degli Ingegneri, fa il pendolare.

Com’ è cominciato il tuo percorso nel Movimento 5 Stelle?

«Anzitutto dalla rete. Sono stato favorevolmente affascinato dalla democrazia diretta perché consente a ogni iscritto di partecipare alla politica attiva del Movimento attraverso Rousseau, quindi attraverso strumenti digitali che consentono di fare network tra le persone. Poi, dopo un primo approccio mi sono avvicinato ai Meet Up e all’attivismo sul territorio dove ho messo a disposizione le mie competenze tecniche e capacità a servizio dell’M5S».

Competenze che vorresti mettere a disposizione anche del Parlamento Europeo.

«Esattamente. In Sicilia e soprattutto in Sardegna abbiamo la necessità di intervenire seriamente sul sistema infrastrutturale. L’Europa nasce come Comunità Economica per libero scambio di merci e di persone. Purtroppo però, allo stato attuale, viene meno la possibilità di uno scambio efficace di merci, di persone e, di conseguenza, anche di turismo. Oggi – continua Antonio Brunetto – abbiamo un tessuto infrastrutturale che non permette a tutte le zone della sicilia di poter effettuare investimenti nel settore agroalimentare a causa dei trasporti. Ci vorrebbero infatti dei trasporti più veloci ed efficienti, gestiti molto sulle linee ferrate. Basti pensare che la tratta TP – SR si percorre in 11 ore e 30 minuti di treno con 3 scambi ferroviari, cioè una follia. Si arriva prima a New York!».

Infrastrutture e trasporti, difesa dei prodotti agroalimentari siciliani e incentivi al turismo sono i temi principali al centro di questa campagna elettorale.

«Sì, ma non solo. Abbiamo sicuramente bisogno di politiche comunitarie che favoriscano una maggiore tutela dalle importazioni estere, in particolare dall’Africa. I loro prodotti avranno pure costi inferiori, ma è necessario puntare sulla qualità, valorizzando l’eccellenza rappresentata dalle nostre produzioni».

Per quanto riguarda invece il turismo?

«Per poter visitare moltissime bellezze siciliane, i turisti devono intraprendere dei viaggi al limite dell’assurdo all’interno del nostro entroterra. Le strade sono malservite, i servizi pubblici sono talvolta inesistenti. Quindi è difficile poter avere un turismo organico in tutto il territorio siciliano per le carenze infrastrutturali».

Quando parliamo di infrastrutture e trasporti, ci scontriamo con il più grandi dei nostri problemi: il mancato riconoscimento della nostra condizione di insularità.

«In Sardegna, a differenza della Sicilia, hanno ottenuto la cosiddetta “continuità territoriale“. Nella nostra regione non è stata ancora riconosciuta: si tratta di una battaglia che il M5S ha portato al Parlamento Europeo, al Parlamento nazionale e all’ARS. E continueremo a portarla avanti fino a quando non verrà riconosciuta la condizione di insularità anche in Sicilia».

Al Parlamento nazionale si è prestata attenzione alle infrastrutture del territorio anche sotto altri aspetti.

«Come consigliere dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Catania – precisa Antonio Brunetto – ho contribuito alla stesura di un documento tecnico che è stato presentato al ministro Barbara Lezzi sulle principali infrastrutture che necessitano interventi nella provincia di Catania e in Sicilia. L’incontro “Linea SUD: Infrastrutture e Ingegneria per la crescita” si è tenuto a Lecce. In quell’occasione, abbiamo presentato appunto il documento che individua gli interventi infrastrutturali necessari, e redatto con l’obiettivo di migliorare l’accessibilità dei territori del Mezzogiorno».

«Inoltre – continua – dopo i tragici eventi di Genova, ho partecipato anche al Congresso Nazionale dell’Ordine degli Ingegneri in cui il ministro Danilo Toninelli ha annunciato il Decreto Genova con l’obbligo di mettere in sicurezza le infrastrutture italiane».

Dalle infrastrutture alla sicurezza sismica.

«L’Europa attualmente impone assurde e anacronistiche politiche di austerity e vincoli di bilancio che limitano e condizionano interventi di messa in sicurezza del territorio italiano e delle infrastrutture con gli adeguamenti sismici».

Soluzioni?

«Andare a cambiare questa Europa facendo sì che non sia più il ‘latte franco tedesco’ a dettare la linea politica perché l’Europa ha un territorio con enormi distretti diversi tra loro dal punto di vista geomorfologico. L’Italia è il Paese con il più alto rischio sismico d’Europa e sicuramente ci vorrebbero delle politiche adeguate per il nostro territorio nazionale. Non si può pensare che l’Europa sia tutta uguale.Occorre avere una maggiore contezza dei vari territori».

Il M5S in Sicilia ha trovato roccaforte. Come sta andando questa campagna elettorale? Quali riscontri state ricevendo dalle persone che incontrate?

«Parlando con le persone c’è poca informazione su queste elezioni anche perché molti vedono l’Europa come qualcosa di molto lontano. Quindi, nelle mie giornate tra le persone, nelle piazze, mi ritrovo a spiegare l’importanza di votare, perché la politica europea è la politica che più condiziona il nostro territorio. È indispensabile recarsi alle urne per evitare che nei prossimi 5 anni si resti vincolati a politiche che potrebbero condizionare negativamente anche la politica italiana interna. È fondamentale stare in Europa. L’Europa è una grandissima risorsa ma, per com’è adesso, non va bene e va cambiata».

E nei 5 anni appena trascorsi dal M5S a Bruxelles?

«Si deve riconoscere l’ottimo lavoro svolto da Ignazio Corrao in Europa soprattutto per la difesa delle nostre eccellenze agroalimentari e le battaglie da lui portate avanti in difesa delle nostre produzioni, come l’olio nostrano contro l’olio tunisino», si appresta a concludere Antonio Brunetto. «Adesso dobbiamo portare avanti il percorso e la linea politica già testata dai nostri portavoce al Parlamento Europeo».

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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