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Inaugurata l’Antica Focacceria all’aeroporto Fontanarossa di Catania

L’Antica Focacceria apre a Fontanarossa con le due versioni più amate dai siciliani. L’arancino e l’arancina insieme in vetrina

Il dibattito non si ferma, ma continua più fervido che mai. La lotta linguistica per decidere il sesso dell’arancino o arancina è ancora viva. Uno stop arriva dal nuovo punto vendita dell’Antica Focacceria, inaugurato ieri 17 dicembre, presso l’aeroporto Fontanarossa di Catania.

Il punto vendita nasce dalla partnership tra Chef Express (Gruppo Cremonini) e FC Retail. Madrina dell’evento la siciliana Margareth Madè che, dopo il taglio del nastro avvenuto dalle mani di l’Ad Nico Torrisi per Sac e per Chef Express l’Ad Cristian Biasoni, ha presentato sul palco le due varianti della prelibatezza sicula in materia di street food.

La convivenza dei due generi basterà a sedare gli animi da oriente ad occidente della Sicilia? Purtroppo no.
Post, sondaggi, video irriverenti, e tant’altro per stabilire il sesso da utilizzare.
Il nome deriva più dalla forma, l’arancina palermitana è rotonda, l’arancino catanese è conico.

Anche l’Accademia della Crusca si è espressa sulla questione: “Il gustoso timballo di riso siculo deve il suo nome all’analogia con il frutto rotondo e dorato dell’arancio, cioè l’arancia, quindi si potrebbe concludere che il genere corretto è quello femminile: arancina. Ma non è così semplice”.

Davide Enia, drammaturgo e attore palermitano, sostiene che “si dice arancina perché somiglia a una piccola arancia, non somiglia certo a un arancio”. Spiegazione corretta ma non del tutto.
Francesco Sabatini, linguista, filologo, lessicografo e presidente onorario dell’Accademia della Crusca spiega “Di solito i diminutivi vanno al maschile. L’arancia è femminile, ma la trasformazione in un’altra cosa dovrebbe far cambiare il genere grammaticale”.

Anche se molte spiegazioni sono state date, il quesito resta vivo. La Sicilia si divide a metà sul nome ma non sul gusto. Al di là del come si dice ci piace ricordare come conclude l’Accademia nell’analisi: “che, poi, maschio o femmina, a punta o rotonda, è sempre la fine del mondo!”.

 

M.C.
E.F.

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Redazione

Quotidiano on-line siciliano

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