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Dopo un anno di governo, Musumeci “Fatte cose importanti, ora ripartiremo”

È tempo di fare bilanci per il governatore Nello Musumeci: dopo un sondaggio che registra un gradimento del suo governo nettamente in calo, il presidente ha deciso di parlare.

I successi del governo Musumeci

«Sul fronte economico abbiamo rimesso in regola i conti e avviato una rinegoziazione degli accordi con lo Stato e presenteremo i documenti contabili in tempo. Abbiamo creato il polo bancario per il imprese con Irfis e Mediocredito, accorpato Ircac e Crias ed erogato già 130 milioni. Abbiamo pubblicato bando per 170 milioni destinati alle aziende», afferma Musumeci.

Anche sul piano burocratico, alcuni importanti passi sono stati fatti.

«Abbiamo -prosegue- avviato la digitalizzazione e avviata la stabilizzazione, sbloccate le opere per il dissesto idrogeologico per 160 milioni e ridato risorse ai Comuni e alle Province, sapendo che non bastano. Ma purtroppo abbiamo la necessità di maggiori risorse ma non abbiamo i fondi in bilancio, della finanza locale deve occuparsi lo Stato. Sulla differenziata siamo saliti al 34 per cento contro il 22 del 2017. Abbiamo fatto l’autorità di bacino. Sull’agricoltura abbiamo pubblicato bando per 175 milioni. Abbiamo rinnovato il contratto dei forestali, abbiamo fatto ricorso per la prima volta contro le quote del tonno rosso stabilite dall’Ue in danno alle nostre marinerie».

L’abusivismo: un nemico comune

«Siamo al fianco dei sindaci che abbattono le case abusive, senza se e senza ma. Basta case che diventano tombe, come accaduto a Casteldaccia», commenta il governatore.

L’abusivismo è, da tempo, un nemico forte per il governo. 

Parole dure, invece, nei confronti di Anas e Rfi: «Non ci piace come lavorano Anas e Rfi, non sappiamo più come dirlo. Sono diventate un cancro per la regione Sicilia: o cambiano marcia o saremo costretti a mettere in mora i nostri interlocutori ai quali per un anno abbiamo concesso quasi illimitata fiducia. Viviamo in una condizione di assoluta emergenza nel campo della viabilità in Sicilia. Non è possibile che i cantieri debbano essere semi deserti, e puntualmente non vengono rispettare le scadenze».

Ma i sindacati non sono convinti

La Cgil, però, sembra non essere convinta delle parole del governatore. A detta del sindacato, infatti, Musumeci eviterebbe il confronto proprio con le sigle di categoria.

«Se Musumeci pensa che sfuggendo al confronto con i sindacati possa nascondere l’incapacità di affrontare emergenze e problemi sbaglia. Lo dimostrano i fatti: oggi per i siciliani non c’è nessun cambiamento rispetto ai disastri dei governi precedenti. Nella manovra non ci sono soldi per gli stipendi dei lavoratori delle ex Province e non è accettabile che continui lo scaricabarile con il governo nazionale», dichiara Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil Sicilia.

«Rimane l’incapacità di spendere i Fondi europei mentre la condizione delle nostre infrastrutture e la sicurezza del territorio sono al minimo storico. Sui rifiuti si tenta di caricare tutto sui Comuni mentre si annuncia una legge di riforma che non sappiamo se vedrà mai la luce. Se il governo regionale continua a evitare il confronto con il sindacato le emergenze esploderanno in modo incontrollabile», conclude Pagliaro.

EG.

 

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Redazione

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