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Angela Foti M5S, ora momento per accertare responsabilità

Passata la cronoca degli eventi meteorologici del 5, 6 e 7 novembre è tempo di bilanci. Dopo l’intervista al sindaco Roberto Barbagallo abbiamo dato spazio ad Angela Foti, deputato regionale del Movimento 5 Stelle, riguardo il dibattito creatosi dopo l’invio al Comune di Acireale, da parte della Regione siciliana, di 350.000 euro per la “rimozione delle cause di pericolo per la pubblica incolumità”.

La cifra messa a disposizione dalla Regione è congrua?

“L’intervento di tipo economico è stato ‘il minimo sindacale’, nell’ambito dell’esiguità delle somme che ha a disposizione la Regione. Non è stato fatto nulla in più di ciò che era assolutamente necessario. È stato un sostegno esiguo che, però, permette al Comune di uscire dal baratro del dissesto, cui si è esposto nella prima settimana (quando i soldi dalla Regione non erano ancora arrivati)”.

Come giudica l’operato dell’Amministrazione comunale?

“Innanzitutto sono affianco dell’amministrazione comunale per tutto ciò che è riuscita a fare in una situazione così drammatica e atipica. Ho trovato di basso profilo che, in un momento del genere, gli esponenti della politica locale si siano messi a discutere sulla necessità di aprire o chiudere le scuole, sul farsi fotografare o meno… Questi sono particolari; conta che la città si sia unita, in maniera trasversale, per risolvere i problemi. Detto ciò, una nota amara va registrata sulla qualità delle opere pubbliche in Sicilia. Trovo necessario che il sindaco, coraggiosamente, vada ad individuare le responsabilità (che secondo me ci sono) al Maugeri e al Palavolcan. Il tetto del teatro si è ‘scoperchiato’ mentre le abitazioni vicine hanno, quasi perfettamente, resistito.

Lo stesso vale per il Palavolcan: il tetto ha avuto problemi da quando è nato. Non sono un ingegnere, ma so che l’ancoraggio dei tetti è una pratica che ci difende da questi fenomeni. Di fronte alla tromba d’aria si troveranno delle scuse, ma bisogna cercare le responsabilità. Le opere pubbliche devono essere fatte a regola d’arte e bisogna verificare la qualità dei lavori. Bisogna esigere,col senso del bene comune, che le opere pubbliche siano fatte per gli interessi pubblici e i che i soldi spesi non vengano sperperati. Quest’equazione deve finire”.

E l’operato dell’amministrazione regionale?

“L’amministrazione regionale ha fatto ciò che doveva fare attraverso la delibera. Andare ad Acireale è stato un atto un po’ teatrale che il presidente poteva evitare (nell’economia dell’accaduto) ma, ciò che conta è la delibera. Esistevano tre capitoli nel bilancio, quali ad esempio ‘aiuto alle comunità locali colpite da eventi atmosferici’, che sono deputati a queste emergenze e che, nella finanziaria precedente, ammontavano ad oltre 2 milioni di euro. L’unico problema era che tutti i dipartimenti avevano raggiunto la soglia del patto di stabilità. Andava fatto un innalzamento della soglia in modo che il dipartimento della protezione civile potesse erogare dei soldi”.

 

Allarghiamo il discorso a tutta l’Isola… Sul tema dell’ambiente e della prevenzione dei “disastri annunciati”, quali sono stati i contributi del suo gruppo parlamentare?

“Siamo riusciti, col voto positivo dell’altra parte dell’aula, ad impiegare i forestali in diverse azioni: pulire le aree archeologiche e migliorare la sicurezza di molti luoghi. Inoltre, nella fase finale del lavoro della commissione territorio e ambiente, si trovano alcuni disegni di legge che si propongono di fermare il consumo del suolo e di riqualificare, tramite incentivi, i centri storici.  Abbiamo firmato anche atti d’indirizzo per contrastare la desertificazione del suolo attraverso ammendanti  provenienti dal compost ottenuto dalla raccolta differenziata. È noto, infatti, che la mancanza del compost è ritenuta una delle cause dell’accelerazione dell’erosione.

Gli atti d’indirizzo quando vedranno la luce?

“Sono stati approvati ma bisogna vedere se nei dipartimenti si esegue ciò che viene richiesto di eseguire. La nuova e vecchia programmazione prevedeva il contrasto alla desertificazione ma assistiamo ad un’azione criminale condotta attraverso la mancata esecuzione di quei lavori che dovevano farci raggiungere degli obiettivi.

Qual è il ruolo che l’agricoltura può e deve avere nel processo di messa in sicurezza del territorio?

“La creazione della banca della terra è un passo fondamentale. L’agricoltura deve essere riportata ad argomento centrale dell’azione perché oltre la metà dei problemi che abbiamo (frane e disastri) sono l’effetto dell’abbandono del settore primario. Dove c’è agricoltura non ci sono incendi di dimensioni preoccupanti, c’è pulitura, ci sono canali, c’è controllo”.

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Adriano Zuccaro

Ventiquattrenne, ex stagista al Qds, ex calciatore (si fa per dire), presto ex universitario specializzato (si spera). Laureato in lettere moderne ma proveniente dal liceo scientifico ad indirizzo informatico (perché autolesionista) è, da sempre, in bilico tra numeri impietosi e citazioni sognanti, tra bilanci dell’Assemblea regionale e lettura metrica di Orazio, tra report di natura economica e “gattopardismi” letterari-reali. Curioso, affaccendato, pignolo e pronto ad un uccidere per una mano sbagliata a briscola in cinque, insegue sogni ottocenteschi: insegnare lettere in un liceo catanese, pubblicare articoli giornalistici sulle testate “m’pottanti” e, cosa ancor più folle, portare a casa una dignitosa pagnotta grazie alle “sudate carte”.

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