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Anfiteatro Romano. Lamagna risponde alle polemiche

L’Anfiteatro romano di Piazza Stesicoro resta al centro delle polemiche cittadine. La chiusura forzata del sito trova un’apparente soluzione: l’apertura al pubblico un giorno a settimana, il giovedì. A darne informazione, una nuova targhetta affissa all’ingresso principale dell’anfiteatro che ha indignato il web.

Perché l’anfiteatro non è fruibile al pubblico? Il problema è riconducibile unicamente alla carenza di personale oppure la stabilità della struttura è ulteriormente compromessa? Lo abbiamo chiesto alla dott.ssa Gioconda Lamagna, dirigente del Parco archeologico della Valle del Simeto e delle aree archeologiche del comprensorio vallivo e dei Comuni limitrofi dove ricade, appunto, l’Anfiteatro romano di Piazza Stesicoro.

L’intervista

Dott.ssa Lamagna, la situazione in cui versa l’anfiteatro romano di Piazza Stesicoro diventa ogni giorno sempre più imbarazzante…

«La situazione non è così come sembra», dichiara serenamente la dott.ssa Lamagna. «Se si parla dei problemi del personale, abbiamo dei grossi problemi di custodia perché una parte del personale è andato in pensione. Altri dipendenti operano in altri siti. Quindi, abbiamo cercato di porre un argine pianificando diversamente i turni e consentendo l’apertura il giovedì. Oggi, per esempio, l’anfiteatro è aperto mattina e pomeriggio. E io ho dato disposizione che quando ci sono una o più unità in più, il sito venga aperto anche senza una programmazione. Purtroppo, più di questo non possiamo fare».

E per quanto riguarda i problemi strutturali dell’anfiteatro romano?

«Non sono pochi e investono vari Enti», riconosce la dott.ssa Lamagna. «È stato presentato un progetto e se verrà finanziato… Diciamo che l’assessorato regionale da questo punto di vista è molto disponibile. Il problema è che sono procedure complesse quelle per accedere ai fondi europei. Non è che uno fa il disegnino e subito lo finanziano…».

Ma nel 2015 l’allora Museo Regionale Interdisciplinare di Catania aveva presentato un progetto di riqualificazione per l’anfiteatro romano con il PO-FESR 2014/2020…

«Poi è stato rimodulato e stanno andando avanti due progetti. E dovremmo ormai essere alle battute finali», conferma la dott.ssa Lamagna.

«Risolvere i problemi dell’anfiteatro non è una cosa da poco. Anzi, nel corso degli anni, molte cose si sono sistemate», riferendosi all’impalcatura in tubi innocenti che sorreggeva le antiche scuderie di Villa Cerami, finanziate in somma urgenza su richiesta della Soprintendenza per 40.000 euro.

«Io non conosco benissimo la faccenda perché fino a pochi mesi fa ero ad Agrigento. Però per tanti anni ho lavorato a Catania e quando c’erano le fognature a perdere nell’anfiteatro c’eravamo noi. Ora invece, grazie al Comune, sono state deviate. A parte piccole cose, il grosso è stato incanalato nelle fognature», peccato però che non sono mai stati avviati i lavori come confermato da SIDRA in una nota indirizzata al Presidente di I Municipalità Paolo Fasanaro. I progetti CIPE, infatti, sono stati sottoposti a commissariameto durante il governo Renzi e Crocetta. Per cui, oggi, la Regione in capo a Nello Musumeci e il Comune di Catania con Salvo Pogliese sindaco, ereditano anche questa paralisi e i ritardo. Ci troviamo perciò difronte a un miracolo di Sant’Agata?

«Le criticità ci sono. Però tutto questo allarmismo… Ma sì – continua la dott.ssa Gioconda Lamagna – è un monumento su cui bisogna intervenire, certamente. E lo faremo».

Una soluzione per garantire l’apertura non poteva essere quella di coinvolgere i dipendenti di altri siti?

«La cosa principale è di renderlo fruibile e lavoreremo anche per questo. Stiamo cercando di studiare delle forme per garantire l’apertura ma non è detto che ci riusciremo perché il personale è sempre quello. Ma il personale di altri siti, da dove? Intanto abbiamo il vincolo dei 50 chilometri. Ma poi il personale di Caltagirone… chiudo Caltagirone e apro l’anfiteatro? Il personale sempre quello è. Abbiamo allo studio alcune idee. Non so se riusciremo a concretizzarle. Però è la nostra priorità», conclude la dirigente.

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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