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Anfiteatro romano di Catania degradato e soprattutto chiuso

La città di Catania è seconda solo alla capitale per resti di epoca romana. Nonostante questo, però, l’Anfiteatro romano in Piazza Stesicoro è in balia al degrado e all’abbandono. Il sito, di cui dovrebbe occuparsi la Regione Siciliana e la Sovrintendenza dei beni culturale di Catania, proprio in questi giorni di particolare affluenza turistica è chiuso. Un vigile presente nei paraggi riferisce di non essere a conoscenza del motivo e ipotizza «forse per carenza di personale».
Nell’arco di circa mezz’ora, durante un caldo pomeriggio d’agosto, almeno dieci visitatori si sono sporti ad osservare i resti. E chissà, forse, anche la sporcizia. Svariati piatti di carta e cartoni dove viene servito il pasto per i gatti che proprio fra le antiche rovine sembra abbiano trovato degna dimora.

Per Lorenzo Costanzo, vice presidente nazionale CNA-Federmoda, tutto ciò è una vergogna, soprattutto in riferimento agli eventi promossi in ambito nazionale: «Forse è vero che ci sia carenza di personale, ma in Italia ci sono varie associazioni che svolgono attività di custodia. Se ne valutino alcune di queste. L’ingresso al sito è gratuito, magari arriva qualcuno solo per una fotografia. Sia dia questa possibilità. Questo sito ad Agosto non dovrebbe chiudere».

Praticamente è come se uno stabilimento balneare chiudesse per ferie qualche giorno in questo periodo. Un’opportunità mancata anche per i tanti crocieristi in giro per la città etnea, e non solo, di visitare il sito.

«Una volta l’anno viene qualcuno del Comune a pulire- prosegue Costanzo- ed è impressionante il numero dei gatti che cerca rifugio. Probabilmente qualcuno scavalca, porta il mangiare, ma nessuno poi pulisce. Di questo potrebbero occuparsene anche i volontari attraverso un contributo, anche libero, da parte dei visitatori o degli sponsor».

Non si potrebbe escludere anche una partnership con l’Università o creare un circuito con il Teatro Greco Romano e Odèon, osserva il vicepresidente CNA A Roma, ad esempio, il biglietto per il Colosseo, Foro Romano, e Palatino è unico.

Ma chi dovrebbe occuparsi dunque di una rivalutazione e riprogrammazione dell’Anfiteatro? Secondo Costanzo, il quale denuncia certa indifferenza da parte dei cittadini ed esorta un lavoro sinergico fra le istituzioni: «In primis l’Assessorato ai Beni culturali e dell’identità siciliana, quindi la Regione. La Sovrintendenza e l’Assessorato alla Cultura del Comune di Catania. La mia proposta è quella di coinvolgere le associazioni al fine di dare informazioni e far sì che il sito possa essere attrattivo per i turisti»

 

 

 

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