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Anfiteatro romano chiuso. Polemica in città

Anfiteatro romano di Piazza Stesicoro, chiuso. Scatta la pubblica indignazione in città a ridosso delle festività appena trascorse perché tanti sono stati i turisti a restare fuori dai cancelli.

anfiteatro romano turisti
Credit: architetto Massimo Nipitella

“Catania, 26 aprile. Città piena di turisti, anfiteatro romano chiuso”, fa sapere l’architetto Massimo Nipitella.

C’è poi chi fa notare con sarcastica comicità la drammatica questione. “Tanto sono pietre vecchie”, incalza retoricamente Gino Astorina accompagnato dal corrispondente di Adnkronos Francesco Bianco. “Mandiamo i turisti in posti belli! Al 2000 (quartiere Barriera, n.d.a.) ci sono palazzi belli…”

Tuttavia, mentre il saggio indica la luna lo stolto gli guarda il dito, verrebbe da dire. Specie se si considera che l’anfiteatro sarebbe accessibile solo nella porzione visibile dalla strada.

Anfiteatro Romano: 2000 anni di storia inghiottiti nell’indifferenza

Datato intorno al II sec. d.C., l’anfiteatro romano di Piazza Stesicoro è il più grande anfiteatro della Sicilia. Considerato il secondo anfiteatro dell’impero romano dopo il Colosseo in termini di grandezza, con l’eruzione lavica del 1669, fu cancellata la sua presenza dalle memorie nella ricostruzione postuma che interessò la città di Catania.

Nei primi anni del Novecento, durante gli scavi condotti dall’architetto Giuseppe Fichera, emersero i ruderi oggi visibili nell’area scoperta di Piazza Stesicoro. La porzione nascosta tra le fondamenta dei palazzi che si affacciano sulla piazza, già dagli anni Novanta presentava importanti criticità strutturali. L’anfiteatro è ridotto a latrina: nelle sue possenti mura riversano infatti ingenti quantitativi di reflui fognari.

Ristrutturato nel 1997, è stato aperto solo durante la stagione estiva e poi richiuso. Parzialmente risanato, nel luglio 1999 è stato riaperto al pubblico. Nel corso degli ultimi anni, l’anfiteatro ha subito ancora chiusure e riaperture. Per ultimo, dal mese di ottobre 2017 e per qualche mese a seguire, Il Museo del Parco Archeologico di Catania autorizzava la gestione delle visite guidate a offerta volontaria su prenotazione nell’area non accessibile e comunque pericolante all’IBAM CNR – Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali.

Non ci è dato sapere quali siano state le ragioni che hanno portato alla riapertura del sito nella parte interdetta. Adesso, invece, l’accesso all’anfiteatro è interamente interrotto per carenza di personale.

L’anfiteatro crolla, inascoltate le denunce parlamentari

La situazione in cui versa l’anfiteatro romano di Piazza Stesicoro è critica non solo per il monumento, ma anche per l’incolumità dei residenti e di chi si trova a circolare in zona.
Ma chi ha fatto cosa nelle istituzioni per sollecitare la messa in sicurezza e il recupero dell’anfiteatro?

SENATO DELLA REPUBBLICA

Il caso dell’anfiteatro viene portato in aula dalla senatrice Ornella Bertorotta.

Ornella Bertorotta
Sen. Ornella Bertorotta – Senato. Ph. profilo facebook

È il mese di febbraio 2014 quando la senatrice Ornella Bertorotta (M5S) dispone un sopralluogo di parte nel sito programmato il 19 marzo. La relazione tecnica datata 23 marzo, segnalava la grave situazione emergenziale in cui versava il monumento.

Gli ambulacri apparivano a occhio nudo in assetto di implosione. Dalle pareti permeavano in modo vivo reflui fognari e acque bianche, presumibilmente da innaffio, proveniente dal giardino di Villa Cerami, sede del dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Catania.

L’impalcatura in tubi innocenti completamente arrugginita che sorreggeva le vecchie scuderie di Villa Cerami, oggi segreteria del dipartimento universitario, si sgretolava al tatto.

Tubi di scolo in PVC inseriti nel monumento nel muro portante esterno e sottostante il giardino di Villa Cerami, inoltre, hanno favorito lo scollamento dell’architrave con la parete esterna, affossando il monumento con il flusso costante di acque bianche, oltre che con l’aumento del volume del giardino durante l’innaffio.

 

 

 

 

 

 

 

Impalcatura sostituita in somma urgenza in seno al Tavolo Tecnico convocato dalla Sovrintendente Fulvia Caffo.

Nell’area sottostante il rettorato della Chiesa di San Biagio, due punti luce sono stati chiusi con mattoni rossi e tubi innocenti metallici mentre una passerella pericolante d’alluminio protetta da una rete di contenimento collegava in sospensione le mura dell’antica via che costeggiava l’anfiteatro.

Registrati anche resti di crolli di piccola entità, ma pur sempre rilevanti in termini di salvaguardia del monumento.

Anfiteatro romano – Crollo registrato a settembre 2013

L’1 aprile 2014, la sen. Ornella Bertorotta illustrava perciò la drammatica situazione a Palazzo Madama nel corso di un intervento di fine seduta.

L’allarme lanciato trovò immediati effetti da parte della Soprintendenza allora in capo all’architetto Fulvia Caffo che convocò un Tavolo Tecnico il 24 aprile con le parti chiamate in causa. Tra qualche scaricabarile e soluzioni ipotizzate, l’unico intervento utile fu la richiesta di circa 40.000 euro in somma urgenza dalla Regione per sostituire l’impalcatura fatiscente che sorreggeva Villa Cerami.

CAMERA DEI DEPUTATI

L’intervento dell’on. Aris Prodani e il “bluff” che ha portato a 5 milioni di euro in favore del monumento.

Aris Prodani
On. Aris Prodani – Camera dei Deputati. Ph. profilo facebook

Nel 2015 il  Museo Regionale Interdisciplinare di Catania presentava un progetto di riqualificazione per l’anfiteatro. Per vie informali si apprendeva che non sarebbe risultato idoneo per il PO FESR 2014/2020.

L’allora Segretario della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo, Aris Prodani, friulano iscritto al Gruppo Misto, avanzò un accesso agli atti per conoscerne le motivazioni e cercare di comprendere le ragioni che indirizzavano l’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana a non considerare l’anfiteatro di Piazza Stesicoro tra le priorità strategiche regionali visto l’enorme potenziale per il settore turistico, per le opportunità di lavoro e, non da meno, per la riqualificazione del Centro Storico catanese, oltre alla messa in sicurezza stessa dei suoi abitanti.

Per pronta risposta, furono stanziati 5 milioni di euro sul progetto sviluppato con una previsione di investimento complessivo pari a circa 22 milioni.

L’on. Sebastiano Barbanti e la richiesta di chiarimenti sull’allaccio fognario del Centro Storico.

Sebastiano Barbanti
On. Sebastiano Barbanti – Camera dei Deputati. Ph. profilo facebook

Qualsiasi progetto possa essere avanzato per l’anfiteatro, deve fare i conti con il problema principale che impedisce l’accesso ai visitatori ma anche la stabilità del monumento stesso: l’allaccio alle reti fognarie assente per diversi edifici limitrofi che riversano direttamente nel sito archeologico.

Nonostante l’ordinanza del sindaco Enzo Bianco del 1999, il provvedimento che intimava la raccolta degli scarichi fognari non è stato ottemperato dai residenti. Infatti, gli effetti di tale criticità permangono.

Il 16 febbraio 2016 viene dunque presentata un’interrogazione dall’on. Sebastiano Barbanti (PD). Il parlamentare calabrese chiedeva chiarimenti circa gli interventi urgenti da attuare per tutelare l’anfiteatro di Catania a fronte della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea del 19 luglio 2012. Sentenza che ha portato al commissariamento degli Enti inadempienti per coordinare la realizzazione di fogne e depuratori, per la costruzione delle reti idriche e altre opere, e tentare di evitare inoltre sanzioni europee connesse ai ritardi della Regione Siciliana.

PROCURA DELLA REPUBBLICA

Dal cuore dell’attivismo civico, l’esposto presentato in Procura.

Debora Borgese. Ph. profilo facebook

Gli interrogativi dell’on. Sebastiano Barbanti cadevano però rovinosamente nell’oblio.

Pochi mesi dopo, il 16 settembre 2016, veniva presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Catania che chiedeva il sequestro dell’anfiteatro per la messa in sicurezza del sito.

Un provvedimento in extrema ratio per sollecitare gli organi preposti ad accertare eventuali opere abusive da parte del Rettorato della Chiesa di San Biagio in capo a Padre Calambrogio e dell’Università di Catania allora guidata dal Magnifico Giacomo Pignataro.

Inoltre, l’esposto era volto a individuare precise responsabilità per omissione d’atti d’ufficio da parte della Regione Siciliana quando Rosario Crocetta era ancora governatore, del Comune di Catania guidato dall’allora Sindaco Enzo Bianco e dell’assessore ai lavori pubblici del periodo, l’ing. Luigi Bosco.

REGIONE SICILIANA

L’on. Gaetano Galvagno si intesta la battaglia portando denunce cittadine e parlamentari nazionali all’Assemblea Regionale Siciliana.

Gaetano Galvagno
On. Gaetano Galvagno – Conferenza Stampa ARS

Una volta insediatosi all’ARS, l’on. Gaetano Galvagno (FDI) ha fatto propria l’istanza per salvare l’anfiteatro romano di Piazza Stesicoro.

Sono tre gli atti già presentati dal parlamentare regionale originario di Paternò.

Nella prima interrogazione datata 28 agosto 2018, oltre a sollecitare interventi per ripristinare, valorizzare e tutelare l’anfiteatro, il parlamentare chiede anche la messa in sicurezza del centro storico di Catania dove appunto insiste il monumento sotterraneo. Inoltre, emerge un’anomalia sulla piattaforma ministeriale che ospita la pubblicazione del bando di gara per la rete fognaria di Catania. La difficoltà di accesso al bando, secondo il parlamentare, potrebbe avere dissuaso imprese e aziende a partecipare al concorso.

Il terremoto del 6 ottobre 2018 e sciame sismico a seguire, ha fatto tremare anche Catania, sebbene abbia interessato principalmente i comuni di Biancavilla, Santa Maria di Licodia, Paternò e Adrano. Il parlamentare ha dunque presentato un’altra interrogazione per ribadire l’urgenza di monitorare l’anfiteatro. Il monumento, considerata la situazione strutturale in cui versa, potrebbe essere compromesso anche a causa di eventi sismici.

Il 4 marzo scorso, l’on. Gaetano Galvagno ha accompagnato nelle viscere del monumento i consiglieri della I Municipalità – Centro Storico presieduta dal dott. Paolo Fasanaro.

I Municipalità Centro Storico con l’on. Gaetano Galvagno e il Presidente Paolo Fasanaro

Dopo la visita è seguita l’interrogazione per attestare la fruibilità dell’anfiteatro presentata all’ARS. L’on. Galvagno ha rinnovato l’accertamento sulla sicurezza del sito e la sua fruibilità anche ai soggetti disabili. Anticipando i tempi e le polemiche, il parlamentare ha suggerito l’ipotesi di istituire un ticket d’ingresso per permettere al sito di generare indotto utile anche a integrare nuovo personale preposto alle visite guidate.

I MUNICIPALITÀ – CENTRO STORICO

Scarichi fognari abusivi? La palla rimbalza al presidente di I Municipalità Paolo Fasanaro.

Paolo Fasanaro - Presidente I Municipalità. Ph. profilo facebook
Paolo Fasanaro – Presidente I Municipalità. Ph. profilo facebook

Il Presidente della I Municipalità, il dott. Paolo Fasanaro (FDI), conosceva bene le problematiche legate all’anfiteatro molto tempo prima di visitarlo personalmente con i suoi consiglieri e con l’on. Gaetano Galvagno.

Con istanza del 27 agosto 2018, il dott. Fasanaro procedeva infatti a una richiesta di accesso agli atti verso la SIDRA. Il Presidente richiedeva una relazione degli interventi fognari realizzati nell’area pertinente all’anfiteatro romano di Piazza Stesicoro.

La SIDRA, presente al Tavolo Tecnico convocato dalla Soprintendenza nel 2014, aveva palesato difficoltà nella progettazione di una rete fognaria senza danneggiare in alcun modo il monumento. Tuttavia, nella risposta del 23 settembre, il Direttore Responsabile, il dott. Osvado De Gregoriis, ha fatto presente del bando per il completamento dei lavori fognari prossimo alla scadenza, suggerendo inoltre degli interventi multidisciplinari per intervenire sulla tutela e la salvaguardia del monumento e restando a disposizione qualora le autorità competenti avessero proceduto con un censimento degli edifici e nuclei abitativi sprovvisti di allaccio.

Nulla di fatto per l’anfiteatro romano di Piazza Stesicoro

Sembrava essere arrivati a un punto di svolta per l’anfiteatro. Dopo il sopralluogo del 4 marzo, l’on. Galvagno aveva fissato un appuntamento per sottoporre la questione al compianto assessore Sebastiano Tusa. Il tragico incidente aereo in cui ha perso la vita l’assessore, ha lasciato ancora una volta in sospeso l’anfiteatro. Questione che doveva essere discussa il lunedì seguente alla grave dipartita.

Intanto, l’anfiteatro romano di Piazza Stesicoro è lasciato lì a marcire nell’indifferenza delle istituzioni che non considerano non solo l’importanza di preservare un bene monumentale che giorno per giorno perde in questo modo il suo valore. Addirittura, nulla viene fatto per mettere in sicurezza il centro storico catanese e pianificare una strategia valida per creare sbocchi occupazionali destinati ai giovani e agli addetti ai lavori considerato il potenziale e l’attrattiva turistica del sito.

La Regione per le proprie competenze e il Comune di Catania per le altre non hanno più scuse e tempo da perdere. I cittadini catanesi rivogliono il loro anfiteatro e lo dimostrano le polemiche sollevate nei giorni scorsi. E lo rivogliono vero e tutto, non solo attraverso ricostruzioni virtuali che lasciano sempre il tempo che trovano.

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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