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Andrea Nizza, latitanza di famiglia. Preso con la moglie in gravidanza

Catania –  Un giovanissimo ma spietato capo di Cosa Nostra, investito a rango di uomo d’onore da Santo la Causa, Carmelo Puglisi e Vincenzo Aiello, tre dei maggiori boss catanesi. Questo è il ritratto di Andrea Nizza, superlatitante dal 2014 fino a sabato notte.  E’ proprio tra la notte del 14 e del 15 gennaio che i Carabinieri sono intervenuti per fermare la sua fuga in una villa di Viagrande, a pochi metri dal confine con Trecastagni.

Una villetta dotata di tutti i confort, in cui Nizza, inserito nell’elenco dei latitanti più pericolosi del Ministero dell’Interno, si trovava con la moglie incinta e i suoi due figli. Una famiglia normalissima poteva sembrare agli occhi dei vicini, se non fosse che l’uomo di casa era il responsabile del gruppo criminale, legato alla famiglia Santapaola Ercolano, attivo nel quartiere di Librino.  Insieme a loro, una coppia di amici, due coniugi incensurati di 30 e 26 anni, che forniva alla famiglia del latitante l’assistenza logistica. I due sono stati arrestati per favoreggiamento personale aggravato.

Ad accusare e a descrivere Andrea Nizza come il reggente del gruppo, non solo le parole dei fratelli, Fabrizio Nizza, ora collaboratore di giustizia e Daniele, detenuto al 41bis, ma anche dichiarazioni di ulteriori collaboratori di giustizia.

Il gruppo facente capo ai fratelli Nizza, negli ultimi anni, era riuscito a creare un vero e proprio “cartello” della droga con il monopolio delle “piazze di spaccio” nei quartieri di Librino, San Giovanni Galermo e San Cristoforo, e, grazie ai cospicui profitti derivanti da tale attività, aveva acquisito un peso notevole all’interno del clan Santapaola, essendo in grado di reclutare e retribuire centinaia di affiliati e di acquistare ingenti quantitativi di stupefacente da immettere sul mercato catanese garantendosi rilevanti flussi di denaro in contanti, prontamente riutilizzabili per investimenti economici, finanziari e per il sostentamento degli affiliati già detenuti e al mantenimento degli associati al pari di una vera e propria retribuzione.

Le attività di spaccio venivano svolte nelle singole piazze professionalmente con ripartizione di ruoli tra pusher, vedette, responsabili delle piazze e coloro che assicuravano il continuo rifornimento di stupefacente, e con organizzazione di turni di vendita durante tutto l’arco della giornata, così riuscendo a garantire al sodalizio proventi giornalieri pari a circa € 80.000.

La latitanza di Andrea Nizza ha avuto inizio dopo la sua condanna in abbreviato nell’ambito del procedimento Fiori Bianchi essendosi all’epoca sottratto al provvedimento restrittivo contestualmente emesso dal GUP ; nel corso della sua latitanza venivano emessi nei suoi confronti ulteriori provvedimenti cautelari e sentenze di condanna, nessuna delle quali ancora divenuta definitiva.

Il 12 gennaio 2015, veniva raggiunto da un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia etnea poiché ritenuto, insieme ad altri, responsabile di Associazione di tipo mafioso, estorsione ed usura aggravata in danno di un imprenditore di Mascalucia.

Il 22 giugno dello stesso anno veniva raggiunto da ulteriore provvedimento restrittivo con cui veniva ritenuto responsabile, in concorso con altri, di omicidio, occultamento di cadavere, detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo.

Per ultimo, un ulteriore provvedimento restrittivo nei confronti della famiglia di cosa nostra catanese e segnatamente del gruppo Nizza veniva eseguito il 6 luglio 2016 con l’operazione “Carthago”, dove fu ritrovato un arsenale sulle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Davide Seminara.  che portava alla sbarra 35 persone per i reati di associazione mafiosa, armi e traffico di stupefacenti, ritenute appartenenti al gruppo dei NIZZA della famiglia Santapaola, capeggiato proprio da NIZZA Andrea. L’esecuzione dell’ordinanza riguardò l’intero quartiere di Librino posto nella periferia sud della città, eletto dal clan Nizza quale centro di distribuzione di stupefacenti di vario tipo ed in particolare di hascisc, marijuana e cocaina.

 

 

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Redazione

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