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Andrea Cantieri: musica e arte

Frank Sinatra mi sorride sornione. Accanto a lui un simpatico giovanotto di nome Elvis. Immagini di un’epoca felice che ammiriamo all’interno di un collage creato dal nostro ospite per adornare il tavolo che, costruito a partire da un vecchio portone, fa bella mostra di sé in una cucina che sarebbe ingeneroso definire soltanto confortevole.

Copertina dell’album Night Sparks

L’abitazione è quella del cantante e pittore Andrea Cantieri, una casa su misura che ne riflette la personalità e dove trovano posto tantissimi libri, dischi, strumenti musicali. Accolti da un piacevole sottofondo jazz (come scopriremo, nel corso di una lunga chiacchierata, il genere preferito di Andrea), non fatichiamo a sentirci a nostro agio, trattenendo a stento un’esclamazione ammirata quando varchiamo la soglia dello studio dove l’eclettico artista dà vita ai suoi quadri, quadri che hanno al centro la figura umana, meglio se quella di un musicista, coniugata in un modo che può ricordare alcune opere di Shepard Fairey.

Stiamo divagando. La nostra visita ha, infatti, uno scopo ben preciso e cioè parlare di Night Sparks, il nuovo album che Andrea Cantieri ha registrato insieme alla sua band, disco che, nel segno di uno swing pop accattivante, ci regala dieci “scintille notturne” che proiettano l’ascoltatore in una dimensione onirica dove, tra luci soffuse e delicate melodie, tutto diventa possibile.

Dieci sono, dunque, le tracce di questo lavoro: sette che rivisitano con originalità classici come Hallelujah I Love Her So (Ray Charles) e Englishman in New York (Sting) e tre inediti (The Night Will Explode, Who You Are e Woman I Don’t Love) che, a mio parere, rappresentano la vera sorpresa di questo disco. Si tratta, infatti, di pezzi che dimostrano che Andrea è autore di talento, capace di andare oltre gli artisti che lo hanno influenzato dando forma e sostanza ad un sound che risulta familiare, ma, allo stesso tempo, è difficilmente inquadrabile e suscettibile di paragoni (in base ai miei ascolti, in ogni caso, tirerei in ballo Van Morrison, Jon Allen e i Little Feat di Waiting for Columbus).

In generale, siamo di fronte ad un’opera piuttosto complessa che, esaltata dagli arrangiamenti del fondamentale Franco Presti, si rivela il frutto maturo di una «ricerca profonda di qualcosa in cui riconoscersi, non una semplice tracklist, piuttosto la voglia di fare un disco rappresentativo cercando di far convivere al suo interno grandi autori del Novecento con brani di generi diversi e inediti scritti dall’autore, con un solido filo conduttore capace di amalgamare le diverse matrici delle canzoni (epoca, genere, stile) sotto una cifra unica e comune dettata dall’artista».

Andrea Cantieri – Foto di Natale De Fino / Pienoformato

 

Il titolo dato all’album, Night Sparks, mi ha fatto pensare a Edward Hopper e alle atmosfere di opere come Nighthawks. Ti ritrovi in questa suggestione?

«Assolutamente sì! Oltre al titolo del disco mi fa pensare subito al mio The Night Will Explode, pezzo, autobiografico tra l’altro, che parla di una storia che, nata tra il fascino delle luci notturne, si consuma velocemente e non vedrà mai la luce del sole. Anche in Who You Are cerco una donna che abbia gli occhi color notte, quindi, come in Nighthawks di Hopper, nei miei brani in qualche modo possiamo ritrovare questa immagine quasi cinematografica che include realtà e visione. Sì, credo proprio di essere io l’uomo seduto di spalle in silenzio».

Andrea Cantieri – This Place Is Empty (2011) – Olio su legno, cm 87×80

Quanto il tuo essere pittore influenza il tuo modo di fare musica?

«Credo che la cosa che accomuna la mia pittura con il mio modo di fare musica sia il beat (la pulsazione) che mi porto dentro. Mi piace dire e pensare di suonare mentre dipingo e di dipingere mentre suono, anche se sappiamo benissimo che non può esistere una trasposizione musicale in pittura e viceversa. La musica può creare delle condizioni favorevoli e un mood interessante. E poi è la musica di altri autori che mi fa viaggiare, da tanti anni ormai ascolto quasi esclusivamente jazz».

Come sono nati i tre brani originali che hai scritto per l’album?

«Tutto accade intorno a noi. Stai in ascolto e, magari, capita che cominci a scrivere».

In Night Sparks ritroviamo sette capolavori della musica moderna rivisitati in modo assolutamente personale. Cosa pensi delle cover band ed in particolare di quei musicisti che, quando ripropongono pezzi di altri artisti, hanno come unico obiettivo il dare vita ad un’esibizione il più possibile conforme all’originale?

«Personalmente non condivido, non rientra nel mio modo di approcciarmi alla musica. Ho parecchia ammirazione per i big che hanno fatto la storia di quest’arte, spesso pura venerazione, ma non ho mai cercato di imitarne alcuno. Non ho niente contro le cover band, credo però che il minimo sia mettere dentro la propria idea di musica, il proprio imprinting, se esiste. Molti grandi artisti hanno interpretato brani altrui, rendendoli propri, non ricordo di aver sentito David Bowie cantare una cover cercando di imitare, giusto per citare un esempio. Ovviamente, è solo il mio punto di vista».

Andrea Cantieri – Emotional Rescue (2012) – Olio e collage su legno, cm 153×153

Il pubblico, oggi, sembra peggiorato rispetto al passato. C’è sicuramente meno curiosità e poca attenzione rispetto alla tanta buona musica che, purtroppo, non rientra nel mainstream. Solo un problema legato a reality e scelte discutibili delle case discografiche oppure esiste un malessere più profondo che riguarda la società nel suo insieme?

«Senz’altro riguarda la mancanza generale di attenzione per ogni forma d’arte e quindi anche per la musica. I reality sono diseducativi, per come sono strutturati e perché il pubblico che si avvicina al mondo delle sette note pensa che quella sia la strada da percorrere».

Come vedi l’attuale scena musicale catanese?

«Vedo solo tanti amici musicisti che faticano a portare avanti i propri progetti a causa della sopraccitata mancanza».

In copertina: Andrea Cantieri – Foto di Natale De Fino / Pienoformato

 

In Night Sparks la splendida voce di Andrea Cantieri è accompagnata da Franco Presti (chitarre, organo Hammond, piano), Alberto Amato (contrabbasso), Filippo Dipietro (contrabbasso, basso elettrico), Claudio Nicotra (contrabbasso), Enzo Augello (batteria), Seby Burgio (piano), Alessandro Garofalo (piano elettrico), Claudio Bertuccio (cori). Non mancano, infine, le sezioni dedicate a fiati (Lino Zimbone, Marcello Leanza, Nando Sorbello, Giovanni Cutello, Matteo Cutello) ed archi (Adriano Murania e Alessandro Longo supportati dallo Swinging Quartet Strings).

Andrea Cantieri – Foto di Natale De Fino / Pienoformato

 

Night Sparks, masterizzato nei mitici Abbey Road Studios di Londra, verrà presentato il prossimo 28 maggio (ore 21) a Catania presso Zō – Centro Culture Contemporanee (prevendita biglietti su TicketOne).

Giorno 13 maggio, presso lo spazio Opera a Ragusa, l’inaugurazione di una personale di Andrea Cantieri, anch’essa intitolata Night Sparks e curata da Maurizio Cascone, sarà, invece, l’occasione per ascoltare alcuni brani dell’album in un breve concerto con quintetto.

 

Per saperne di più

www.andreacantieri.band

www.andreacantieri.it

 

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