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Sex and the City, Le ragazze sono tornate vecchie e decadenti

“And Just like that”, quando il titolo poteva tranquillamente essere “Come ci siamo ridotte”.

Niente Sex, poco City, niente Scintillio, niente Samantha, niente Big in And just like that

Da qualche giorno sulle piattaforme Sky e Now sono disponibili i primi due episodi di “And Just Like that” il tanto atteso sequel di Sex and the City.

Le ragazze sono tornate, ma sono tornate davvero?

Dall’uscita degli episodi il mondo dei social è come impazzito. I commenti sono stati infiniti e quasi all’unisono le appassionate si sono chieste: Ma come si sono ridotte?

«Siamo rimaste deluse» ci racconta Tiziana Cammisa, influencer catanese «La serie si apre con la morte di un personaggio fondamentale. E tutte le protagoniste le abbiamo trovate fuori forma. E’ tutto troppo lontano da quello che hanno rappresentato per le nostre generazioni. Forse l’unica sfumatura che riesco a salvare sono gli outfit».

Tante, forse troppe, le scelte errate prese dal produttore. Forse, sarebbe stato meglio lasciarle come le avevamo lasciate: 50 e favolose!

Per chi è cresciuto a pane, Nutella e Sex and the city, sarà impossibile accettare che le meravigliose quattro sono diventate tre e anche poco meravigliose. Samantha, infatti, sembra essersi trasferita a Londra. A causa anche della pandemia, il mondo dell’editoria è cambiato e per Carrie non è più fondamentale essere seguita nella comunicazione dalla sua amica Samantha. Questo evento segna la rottura tra le due e il suo conseguente trasferimento a Londra.

Non c’è Sex senza Samantha. Ed ecco così che il primo pilastro crolla.

Altra scelta discutibile. Carrie, la più brillante del gruppo che faceva colazione con Vogue, che piangeva davanti un paio di Manolo Blahnik e metteva i maglioni nel forno, ora parla della qualità del salmone appena acquistato. Sono lontani i tempi in cui Carrie aveva una sua rubrica sul Sesso e la città. Oggi Carrie si vergogna e non riesce a parlare durante la registrazione di un podcast di masturbazione.

La Carrie che già nella prima puntata girava con i preservativi in borsetta non esiste più. E a proposito di questo, fu proprio in quell’occasione, nella prima puntata, che Carrie incrociò per la prima volta lo sguardo del suo Mr Big. Ed ecco la nota più dolente di tutte. Dopo aver versato lacrime per ben 94 episodi, aver tifato un po’ per Aidan un po’ per Big, dopo esserci disperate di fronte ad una Carrie abbandonata all’altare per poi gioire di fronte la cabina armadio dei sogni e la proposta di matrimonio più bella di sempre, dopo la preoccupazione durante il viaggio di Abu Dhabi quando il tradimento di Carrie sembrava essere alle porte, signori e signore nella prima puntata di And Just like that, Big muore.

Un infarto durante una lezione di peloton. Il più affascinante di tutti, l’uomo che non deve chiedere mai, esce di scena accasciandosi per terra mentre Carrie disperata non fa nemmeno lo sforzo di chiamare l’ambulanza.

Le due puntate sono un crescendo di ansia e imbarazzo per tutti i protagonisti che sembrano voler mostrare solo un lato della medaglia: come si invecchia male. Miranda ha abbandonato la sua carriera da avvocato e ha ricominciato gli studi interpretando il ruolo della paladina dei neri e dei diritti civili. In realtà in più momenti sembra solo un’alcolizzata disperata che non si tinge più i capelli perché finge di accettare il tempo che passa. Tutto questo mentre il marito indossa l’apparecchio acustico perché ha perso il 60% di udito da un orecchio e il 40% dall’altro. L’unica gioia? Il figlio Brady è cresciuto e si da da fare con la fidanzata. L’unico della serie forse.

Charlotte invece vive sempre nella sua nuvoletta felice. Sua figlia Lily frequenta un’importante scuola di pianoforte a New York e indossa Oscar de la Renta. La piccola Rose invece sembra preferire i rollerblade e come ogni teen di oggi detesta gli abiti eleganti preferendo i cappelli con le orecchie. Charlotte è ancora abbastanza Charlotte. Dedita alla famiglia, alle figlie, alla ricerca delle relazioni sociali perfette, attenta alla forma e al bon ton. Forse troppo emotiva, ma in realtà Charlotte lo è sempre stata. Basti pensare al suo incontro con Big quando le si ruppero le acque.

Insomma, volevamo davvero vedere le nostre ragazze ridotte così? Non era forse meglio vivere nel ricordo di “quelle quattro ragazze single”?

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