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È “Anatomia della guarigione” di Erica Francesca Poli il libro del mese – Giugno 2019

La neuropsichiatra milanese si afferma con metodi per superare le sofferenze vitali.

Classe ’75, studi e carriera rispettabilissime e  un’esperienza professionale non indifferente, hanno motivato  Erica Francesca Poli, a scrivere più di un libro che mira alla sperimentazione di nuove tecniche che si integrino con la psichiatria e la psicoterapia, al fine di affermare il superamento del concetto di dolore e sofferenza, nell’ottica della guarigione definitiva.

Il manuale, un libro, un “oggetto” dal quale è difficile separarsi, Anatomia della guarigione – I sette principi della Nuova Medicina Integrata pubblicato per Anima Edizioni, sta diventando l’incipit, lo strumento alternativo per integrare le classiche forme di supporto psicogeno e psichiatrico, che ad oggi, troppe volte hanno creato dipendenza dai terrori quotidiani, agli svincolamenti delle emozioni: azione primaria per godere appieno l’esistenza.

Guarigione? Non solo la medicina ufficiale

Cosa è la guarigione? Cosa la determina veramente? Come far si che accada? È ormai sempre più chiaro che non esiste una sola e unica medicina e che le strade della guarigione scorrono necessariamente attraverso l’integrazione di più saperi e più prospettive”

Basta questa citazione ripresa dal meraviglioso libro che proponiamo come lettura del mese a far scoprire che la scienziata lombarda è vicina anche alle discipline orientali, senza abdicare i propri studi iniziali di medicina classica, tutt’altro, dato che ha sviluppato quell’abilità per riuscire a supportare i momenti più drastici e dolorosi che investono la nostra vita, se non a esaltarne i substrati emotivi, anche quando qualcosa ci proietta ad una visione, d’impulso e di primo acchito, positiva e gradevole.

Anima quantica

Quasi un non illudersi del bene, ma principalmente non farsi illudere che il male possa averla vinta a tutti i costi. Ha compreso che l’integrazione delle medicine è il punto di svolta, con la tanto discussa, non nella sua accezione necessariamente negativa, “sfera” quantica, grazie alla tanta “materia” che emerge in queste discipline che anche la scienza sta approfondendo.

Non è solo filosofia intesa dai più come azione etera e teorica, ma l’incipit illuminante che Erica Francesca Poli ha inteso, è che si presenta qualcosa di molto pratico e reale.

Il suffisso Ψ

Azzardiamo a dire che trattasi di qualcosa vicino alla consulenza filosofica, che a causa del già detto inteso come teorico, se non danneggiata addirittura dall’assenza di quel suffisso che ha messo al bando tante discipline di aiuto alla persona: si parla del suffisso Ψ (psi). Sia chiaro che l’autrice è una neuropsichiatra, psichiatra, psicoterapeuta, che non scredita per nulla l’importanza delle specializzazioni, ciò al fine di non confondere.

I sette principi della Nuova Medicina Integrata

Proprio così come viene riportato in quarta di copertina

[…] alla luce delle più recenti ricerche di neurofisiologia, scienze della psiche e fisica quantistica, vengono esplicati in questo libro i sette principi della potente interazione tra psiche e corpo nei processi di guarigione, fornendo risposte scientifiche agli interrogativi sui meccanismi che li attivano, individuando terapie che consentono di accendere questi interruttori profondi e lo fa attraverso riflessioni, esempi e casi reali raccontati da una psichiatra, un medico eclettico dalla formazione rigorosa ma dalla mente aperta, impegnata nel cercare la strada  verso la guarigione di patologie, anche gravi, dell’unità psiche soma utilizzando sinergie terapeutiche che rafforzano le cure ufficiali con trattamenti innovativi in una appassionata attività di instancabile riparazione della sofferenza, con il paziente, o meglio la persona sempre costantemente al centro

l’intento primario è tagliare col passato, senza rinnegarne lo sforzo per sostenere e abbattere i malesseri che rendono devastante il cammino vitale.

Epistemologia “poliana”

Sono tanti i casi riportati di pazienti curati, ad esempio, con la ISTTP che è una delle metodologie che usa e che, più che parlare di “cura” o “pazienti”, sarebbe meglio definire come “attivazione delle potenzialità” e “persone”.

Erica Francesca Poli non lascia nulla al caso, non abbandona la persona nella crisi, e, potenzialmente sovvertendo i canoni dei vecchi baroni, dove tutto deve essere così come madre filosofia è stata erroneamente impartita, e non insegnata, nelle scuole o madre medicina viene praticata, con risultati che spesso sentiamo e vediamo essere futili se non addirittura spreco di tempo e denaro, coraggiosa e ardita sta risolvendo molti casi.

Filantropia tra benessere e malattia

È un classico, che si rifà a teorie, ere, epoche della storia, che il bene fatto ritorna. È un dato di fatto che così non è per nulla, se non che si entri in un’ ottica cristiana di sofferenza=eternità. Il bene, è dentro noi, purtroppo oscurato dagli abbagli delle leggi delle vita: la morte dei genitori, dei figli, la morte insomma.

Lutti di diversa natura, ma anche lutti che ci imponiamo. Perché non risvegliare dall’arido torpore della sofferenza i nostri punti di forza?

Ci renderebbero consapevoli che grazie ad un atto come la creatività, o al cambio del lessario e del linguaggio che utilizziamo erroneamente, e magari non volutamente, rappresentano la distruzione che abbiamo deciso di, paradossalmente, edificare sul nostro corpo. Nella nostra anima.

Nella disperata ricerca razionale attraverso la mente di risposte continue.

La malattia è il tentativo di guarire. Interpretarla e comprenderla a ritroso è la cosa prima da fare.

Come? Abbandonando la paura, che ci si risveglia.

Ciò che accade non è casuale. Noi abbiamo le chiavi per risolverla.

 

 

 

Erica Francesca Poli

Non soffocare le emozioni con palliativi

Guarire, solo questo ci rimane da fare, attraverso un processo non necessariamente medico scientifico, senza evitarlo, ma comprendendo che un metodo emozionale, che passi attraverso il sentire, la tolleranza delle emozioni. Lasciar spazio alle emozioni, non reprimerle con un farmaco, per un sintomo che può condannarci a vita.

Ansia? Un segnale per un’emozione… che reprimiamo

L’esempio più bello che ho trovato è quello sull’ansia. Ma non ve lo racconto, perché questo libro è un manuale importate che va letto e appreso, per scoprire quel trattamento nuovo che nasce della Nuova Medicina Integrata.

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Salvatore Massimo Fazio

Di lui sappiamo che è contro il bigottismo sociale "è mafia pura" e che decide di vivere la socialità solo per lavoro, o rare volte al bar da Enzo quando torna a Catania. Nel 2016 col saggio "Regressione suicida", non inganni il titolo, è un invito a ripercorrere tutte le tappe della vita sino a risorgere nella veste indipendente, senza pendere dal pensiero (e da) alcuno, desta polemiche. Si ritira anche dalle direzioni artistiche "[...] non dimenticatevi che sono anche un operatore sociale e un tutto fare". Ha dichiarato difficoltà e malessere nell'aderire alle filosofie dei due outsider che ha approfondito per circa 16 anni, Emil Cioran e Manlio Sgalambro, dei quali estese la propria tesi di laurea: "C'è un motivo per il quale non posso dichiararmi filosofo, né studioso di filosofia, nonostante la stampa continua a farlo e io continui a smentirlo".
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