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Amt: manca il numero legale, oggi passa la modifica “pro imbucato” di Sammartino?

Come accadeva una volta nelle confezioni dei chewing gum (“ritenta, sarai più fortunato”), l’amministrazione Bianco-Sammartino tenta stasera di fare passare la delibera di adeguamento dello statuto Amt alla cosiddetta “Legge Madia”, un provvedimento del governo Renzi –secondo gli intendimenti dei promotori- finalizzato a migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione, un vero “cancro” del cosiddetto “sistema Italia”.

Ieri sera, al termine dell’ennesimo consiglio contrassegnato da ampi vuoti fra i banchi e dalla vis polemica del capogruppo di “Fratelli d’Italia” Manlio Messina (che ha lamentato, in particolare, l’improvvisa “scomparsa” di tre verbali da sottoporre al vaglio del senato cittadino), è mancato per due volte, nel giro di un’ora, il numero legale. In soldoni: 20 presenti e “soltanto” 25 assenti! Tutto rimandato a stasera alle 19.

C’è da votare questa delibera, che –secondo rumors- dovrebbe servire (visto che il cda è scaduto il 31 luglio e il Presidente Carlo Lungaro -l’ennesimo personaggio del “cerchio magico” del sindaco da decenni- va via) a “imbucare” –secondo un metodo che ricorda molto il “manuale Cencelli” della Prima Repubblica- il nuovo Presidente dell’azienda municipale trasporti, un caso tragicomico –è quanto mai vicina al fallimento- di come non si gestisce un servizio pubblico fondamentale per i cittadini.

L’ “imbucato” sarà –dicono i beneinformati- di espressione politica del “giovane” emergente –perno essenziale dell’amministrazione Bianco- della politica catanese e siciliana, quel Luca Sammartino, in pista per le regionali per il Pd. Il posto giusto per “nuovo Polo” targato Sudano. Dicono, però, quelli della “Catania democratica” che la giunta Bianco sia espressione -per metodi e cultura politica-. “alternativa”.

La seduta di ieri, stancamente avviata sin dall’inizio al nulla, è stata rallegrata dalla presenza di Pippo Spadaro, padre di Salvo (consigliere eletto con Bianco e fedele sostenitore della sua maggioranza), che ha ricordato, fra l’altro, il suo impegno sociale e annunciato la nascita prossima del suo terzo patronato in quel di San Giorgio alto (gli altri due sono a San Giorgio e alle “Salette” di San Cristoforo”).

Nel merito della delibera, c’è da evidenziare, grazie agli emendamenti presentati dal consigliere del Pd Niccolò Notarbartolo, alcune “perle” dell’amministrazione Bianco. Eccone una in tema di collegio sindacale, che a norma di legge è deputato al controllo.

Ebbene, cosa prevede la delibera? Che “…i sindaci effettivi e supplenti sono nominati dall’assemblea, previa designazione dell’Organo di Controllo analogo, ai sensi dell’articolo 2400 del Codice Civile…”

Nella motivazione dell’emendamento Notabartolo scrive: “il Collegio Sindacale è un organismo indipendente. L’intento della modifica proposta dall’estensore dello statuto è sottoporre la nomina dell’organo di vigilanza al controllo dello stesso ente (il comune, che detiene la maggioranza della proprietà, ndr) che designa gli amministratori. E quindi della politica. Previsione profondamente illiberale e figlia di una cultura politica malsana”. Fra il “malsana” di Notarbartolo e il nostro “missina” forse non c’è molta lontananza.

In tema di Amt, ecco la posizione espressa, con un comunicato stampa, dal capogruppo di “Bianco per Catania” Alessandro Porto:
“Amt, la posizione del consigliere Porto: “Prima statuto e poi piano industriale”.

Un’occasione per rilanciare il trasporto in città, assicurando il servizio all’utenza e la tranquillità ai dipendenti. Il voto atteso stasera in consiglio comunale, che dovrebbe dare il via libera al nuovo statuto dell’azienda metropolitana trasporti, può essere occasione per ripensare a un servizio efficiente sia in termini di gestione che di offerta per la cittadinanza. Ne è convinto il capogruppo in aula di Con Bianco per Catania, Alessandro Porto, che invita i colleghi ad approvare l’atto per adeguarsi alla legge Madia, dando così il via a una nuova fase per l’azienda cittadina. “E’ un passo necessario per modificare la governance dell’Amt – afferma Porto – dalla quale si potrà ripartire per rimettere sulla carreggiata una realtà importante per l’economia e fondamentale per permettere alla popolazione di spostarsi sul territorio. Da termpo, la richiesta è quella di procedere alla redazione di un piano industriale – continua il consigliere di maggioranza – e credo che i tempi siano maturi per stabilire come rilanciare l’Amt per garantire il futuro ai dipendenti e la mobilità alla cittadinanza”.
Chiede regole certe che possano, da ora in avanti, rimettere sul binario giusto un’Amt in profonda sofferenza, il consigliere Porto che ricorda come, con una governance solida che possa rifarsi a regole certe, si possa avviare un ragionamento complessivo che possa realmente tirare fuori il trasporto pubblico locale dal baratro in cui sembra essere finito. “Una governance forte – spiega Porto – può finalmente mettere mano alla redazione di un piano industriale che possa tracciare la rotta per risollevare le sorti di Amt, da una parte, e dare le risposte che i dipendenti, preoccupati per il proprio futuro e costretti a lavorare in condizioni difficili, avanzano da tempo. La politica ha il dovere di garantire il servizio all’utenza – conclude Porto -.e la tranquillità a chi lavora, non solo dal punto di vista economico”.

 

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Marco Benanti

45 anni, ex operaio scaricatore alla base di Sigonella, licenziato in quanto “sgradito” al governo americano per “pensieri non regolari”, ex presunto “biondino” dell’agenzia Ansa, ex giocatore di pallanuoto, ex 87 chili. Soggetto sgradevole, anarchico, ne parlano male in tanti, a cominciare da chi lo ha messo al mondo: un segno che la sua strada è giusta. Ha, fra l’altro, messo la sua firma come direttore di tante testate, spesso solo per contestare una legge fascista di uno Stato postfascista che impone di fatto un censore ad un giornale (e in molti hanno, invece, pensato che lo ha fatto per “mettersi in mostra”). E’ da sempre pubblicista, mai riconosciuta alcuna pratica per professionista, nemmeno quelle vere. Pensa di morire presto, ma di lui – ne è certo- non fregherà niente a nessuno. Nemmeno a lui.

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