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AMT, in arrivo nuovi mezzi e novità sulla rete

Ecco il bilancio dei mezzi AMT inaugurati a novembre di Giacomo Bellavia, presidente di AMT

Il trasporto pubblico cittadino eredita dalla precedente amministrazione 42 autobus modello Citymood CNG da 12 metri con capienza di 101 viaggiatori, accessibili ai disabili, e dotati di Monitor LCD TFT da 18,5′ a colori per l’intrattenimento e l’informazione dell’utenza. Sono stati acquistati attraverso i fondi europei del PON METRO. Quali vantaggi hanno portato alla città i nuovi mezzi AMT dalla loro messa in funzione?

Ecco il bilancio dei trasporti urbani e qualche anticipazione dall’Azienda Municipale Trasporti presieduta da Giacomo Bellavia.

L’intervista al presidente di AMT

Voci sempre più insistenti mettono in dubbio che le risorse per l’acquisto dei nuovi mezzi siano state effettivamente attinte dal PON Metro.

«Confermo che l’acquisto del Comune è stato fatto con il PON Metro, un progetto dedicato ai comuni e alle città metropolitane. Quindi, non era dedicato alle aziende partecipate. Poi il Comune ci ha dato i mezzi in usufrutto a un prezzo simbolico. L’AMT non avrebbe mai potuto comprare 11 milioni di euro di autobus e il Comune si è avvalso della procedura comunitaria per l’acquisto dei mezzi».

A quanto ammonta questo “prezzo simbolico” di usufrutto?

«Noi paghiamo un usufrutto perché il meccanismo giuridico non poteva concedere gratuitamente all’azienda i mezzi gratuitamente. Paghiamo intorno i 5.000 euro l’anno. Una cifra davvero simbolica. Questo lo posso confermare. Ma sul fatto che non sia stato impiegato il PON Metro, non mi risulta che sia così».

Facciamo un bilancio. Com’è migliorato il servizio trasporto AMT con questi nuovi mezzi?

«Sicuramente è migliorato. Quando ci siamo insediati abbiamo trovato 70 mezzi fuori. Oggi riusciamo a mantenere una media di 100 mezzi. In qualche giornata abbiamo avuto un picco di 110 mezzi. Purtroppo però, per migliorare il servizio bisogna migliorare alcune carenze intervenendo sulla rete dei trasporti. È da 20 anni che non si mette mano al piano delle linee dell’AMT. Ancora oggi ci sono 55 linee pensate 20 anni fa, quando c’erano 300 mezzi in esercizio. Oggi noi mandiamo avanti il sevizio con 100 – 110 mezzi e si comprende bene che le frequenze subiscono dei ritardi. Su ogni linea abbiamo mediamente 2 vetture. Questo significa che su ogni linea c’è una frequenza di un’ora, un’ora e mezza di attesa».

Come intendete superare questo problema sul servizio per gli utenti?

«Il nostro progetto è di razionalizzare e accorpare nuove linee così da mettere più vetture per linea e quindi aumentare le frequenze. Questo è un progetto allo studio che negli ultimi 5 anni è stato completamente fermo ma che siamo riusciti a portare a una fase molto avanzata. Ci siamo confrontati con l’amministrazione su questo e c’è intento di massima. Stiamo facendo una consultazione con tutte le parti, dai consigli di quartiere alle associazioni di categoria per avere il massimo coinvolgimento. Accostato a questo, ci sono 5 BRT che dobbiamo fare partire con i soldi del PON Metro. Con queste iniziative di fatto si cambia la mobilità a Catania per il trasporto, naturalmente con l’integrazione di FCE e Trenitalia. Le cose da fare sono strutturali e non si possono fare cambiando un paio di percorsi.  Perché, a parte qualche maquillage cambiando il nome a qualche linea non si è fatto molto nei 5 anni precedenti da questo punto di vista».

Ma i mezzi risultano sempre insufficienti…

«Infatti stiamo acquistando altri 28 mezzi con fondi regionali e saranno messi in esercizio entro giugno. E questo è utile perché tra questi 28 la maggior parte sono quelli più corti da 8 metri e che quindi possono essere usati anche per le vie più strette come quelle del centro storico. Quindi entro giugno avremo questi 28 mezzi che si vanno a sommare ai 60 mezzi nuovi e altri 40 – 45 che arriveranno entro dicembre di quest’anno. Avremo perciò un parco mezzi nuovissimo ma non basterà comunque perché si deve mettere mano al piano della rete per migliorare il servizio e offrire agli utenti maggiori confort».

Il Presidente è un vulcano di idee che bollono in pentola perché al possibile cambiamento della mobilità catanese lui ci crede.

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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