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AMT: dimissioni imminenti per Domenico Drago, i sindacati chiedono chiarezza

«La notizia dell’ormai imminente defezione di Domenico Drago dal consiglio di amministrazione dell’AMT, l’odierna dichiarazione del presidente della commissione comunale partecipate Michele Failla ed il silenzio del sindaco Enzo Bianco, sono segnali inquietanti che inevitabilmente fanno pensare ad un drammatico epilogo per l’azienda di trasporto pubblico catanese. Se prima eravamo preoccupati, consapevoli della gravità della situazione, adesso siamo seriamente impauriti per quello che da qui a breve potrà accadere e, se tre indizi fanno una prova, l’abbiamo di certo ottenuta!».

È questo il grido disperato che i dipendenti della partecipata, lanciano per l’ennesima volta attraverso le sigle sindacali FILT-CGIL, FIT CISL, UIL Trasporti e UGL trasporti. «Da tempo – affermano in coro i sindacalisti Alessandro Grasso, Mauro Torrisi, Franco Di Guardo e Giuseppe Scannella – non dormiamo sonni tranquilli e neanche la nuova composizione del CdA ci aveva illusi. Altro che libro bianco! La pagina è proprio nera, considerato che ormai la situazione debitoria ha superato ogni limite ed il fallimento (il secondo in pochi anni) è dietro l’angolo. Inutili anche le rassicurazioni del primo cittadino che, come suo solito, settimane addietro aveva annunciato un confronto con noi sindacati, ovviamente mai convocato. Non c’è più tempo da perdere, vogliamo sapere la verità su ciò che sta accadendo, perché se un autorevole ed esperto consigliere d’amministrazione decide improvvisamente di gettare la spugna un motivo ci sarà e qualcosa sta sfuggendo di mano. Per questo chiediamo di essere ricevuti in tempi rapidi, anche perché vogliamo rassicurare gli oltre 700 lavoratori sulle voci sempre più insistenti riguardo la cessione del 49% delle quote aziendali.

Cosa c’è dietro questo devastante salto nel buio? Lo vogliamo sapere noi e tantissimi catanesi che, quotidianamente, ci sollecitano per chiedere all’amministrazione comunale ed ai nostri amministratori aziendali di fruire un servizio all’altezza della città metropolitana e non di assistere e subire l’ennesimo dramma causato dalla mala gestione».

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Redazione

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