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CronacheNews

Amnesty International all’ex Monastero dei Benedettini

 

 

Amnesty International approda al Coro di Notte dell’ex Monastero dei Benedettini, questa mattina, in occasione della giornata nazionale contro il terrorismo, la guerra e la violenza. Il tema dell’incontro “L’integrazione come strumento di opposizione alla diffusione del terrorismo islamico”.

Gianmarco Currao, uno dei relatori, ha impostato il suo intervento su “una struttura di tesi ed antitesi attraverso quella che è sostanzialmente la generale opinione rispetto al problema del fondamentalismo islamico, cioè che l’occidente sia la causa dell’odio generalizzato, del fondamentalismo islamico. E portando la testimonianza di un articolo scritto da un giornalista statunitense di origini arabe, Stephan Schwartz, che parlerà di come viceversa l’Arabia Saudita in questo giochi un ruolo fondamentale o lo abbia fatto fino a qualche anno fa, supportando quei valori del wabismo che sono una fazione della corrente sunnita. Valori che oggi sono portati avanti dallo Stato Islamico.”

L’altro relatore Pietro Gitto: “Il mio discorso parte già dall’uso errato del termine ‘islamofobia‘. […] Vuol dire appunto paura irrazionale, non del terrorismo che è il problema che comunque ci minaccia, ma dell’islam, di una religione. Sostanzialmente una religione che non conosciamo, una religione sulla quale siamo disinformati.”

Presente al dibattito il mediatore culturale Pondikpa Azimare. “Le principali difficoltà che noi abbiamo – ha detto Azimare – per l’ntegrazione di ragazzi stranieri sono per il lavoro e l’alloggio.”

Per il mediatore ghanese “il Cara di Mineo è un centro di accoglienza, la base dell’integrazione. Lì (l’ospite migrante, ndr) deve essere formato e sapere come si deve comportare e vivere insieme con gli altri. [..] Non deve essere un posto dove fare restare le persone più di due anni, tre anni. [..] Ci sono le leggi, lo so, non è un diritto (quello di spostarsi liberamente,ndr) che si può dare in una sola giornata, ma non deve essere anche un ghetto che lasciare i ragazzi dopo più di un anno, due anni senza documenti.”

Poi Gitto si è espresso sui fatti di Charlie Hebdo.

In particolare si è pronunciato sul fallimento dei principi occidentali di tolleranza, che non hanno frenato cittadini francesi, seppur con origini algerine, dal commettere questi omicidi di natura ideologica: “Sono loro stessi che non sentendosi parte del nostro sistema di valori, si sentono più vicini, richiamati da discorsi o da prediche come quelle dell’Imam di Londra, che inneggiano ad un islamismo fondamentalista che fa leva su questa disinformazione e sul senso di alienazione che loro stessi sono i primi a provare in Occidente”.

 

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Alberto S. Incarbone

21 appena compiuti ed una vita da studente davanti, di fronte a me vedo sempre nuove vie d'uscita. Gioco a fare il giornalista da quasi due anni, collaborando con TRA tv e Il Mercatino, anche se qualche volta mi diletto a fare il cameriere. Amo viaggiare a piedi per la Sicilia, ma soprattutto parlare, parlare con i vecchi. Radio, televisione, carta stampata e web non mi bastano: sogno una terra vergine da esplorare, in cui comunicare col pensiero. Nel frattempo mi trovate in giro ad intervistare qualcuno, sperando di fare domande intelligenti.

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