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Acireale: ambulanze trattenute dal PS per mancanza di attrezzature

Ambulanze che arrivano in ritardo perché private delle attrezzature dal pronto soccorso. E’ quello che accade ormai troppo spesso alle ambulanze provenienti dal Pronto Soccorso dell’Ospedale di Acireale Santa Marta e Venera, le quali vengono trattenute al PS in quanto privo delle adeguate attrezzature. Succede infatti che il personale in servizio al Pronto Soccorso, essendo sommerso di pazienti ed in mancanza di sedie a rotelle, barelle, portantine ed altro materiale simile, si trovi molte volte limitato ad utilizzare il materiale delle ambulanze, trattenendole inevitabilmente.

Il problema sorge dunque quando un equipaggio viene inviato dal centralino in un soccorso e l’ambulanza non può partire perché il materiale e le attrezzature idonee sono disseminate per il pronto soccorso all’utenza dei pazienti.

Considerando che una volta ripristinato il vano sanitario del materiale “prestato”, questo vada pulito e disinfettato secondo le norme igienico-sanitarie previste dalla legge, i soccorsi sono costretti a portare ulteriore ritardo.

Tutto questo spinge le ambulanze a tardare, e le persone ad aspettare per decine e decine di minuti, se non, in relazione alla gravità della situazione, a morire.

Ma quanto tempo si impiega per la conforme pulizia del vano sanitario? Perché il regolamento non viene rispettato? Sono tanti, troppi i perché ai quali non ci sono mai risposte.

E mentre le ambulanze non possono partire perché impossibilitate, a rimetterci sono ancora una volta i cittadini; nel frangente in cui le ambulanze rimangono bloccate sono ben 15 i comuni a restare “scoperti” dal servizio. In questi capita allora che subentrino i soccorsi da Catania e/o da Taormina, i quali data la distanza impiegheranno comunque più del tempo medio previsto per il raggiungimento del luogo in cui dovrà essere svolto il soccorso.

Un pronto intervento che insomma, proprio pronto non è.

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Elisabetta Ferlito

Inizia a scrivere per caso ed è così che d'un tratto si trova e si scopre appassionata di ciò che non è convenzionale. Per lei non conta cosa hai da dire ma come sei disposto a dirlo, quanto sei disposto a rischiare per farti ascoltare. Sostenitrice delle parole che tutti pensano ma nessuno vuole pronunciare e inguaribile amante dei dettagli, con il suo oceano di caos, è nata con la testata online 'L'Urlo', e lei in quel grido ci sguazza.

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