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Alt ai Treni per la Sicilia in Calabria, Fs smentisce “non abbandoniamo il traghettamento”

PALERMO – La Sicilia, tra qualche mese, potrebbe scoprirsi più sola e scollegata dal resto d’Italia. Il motivo? Il ministero dei trasporti dal 23 dicembre ha provveduto al taglio del finanziamento di 46 milioni di euro previsto per l’attraversamento dello Stretto. A dichiararlo è stato Michele Barresi, del sindacato Orsa, dopo aver preso visione del piano che Ferrovie dello Stato ha presentato lunedì scorso ai sindacati. “La risposta di Fs è una riduzione dell’attraversamento ai minimi termini, sopprimendo tre treni e due navi.

Resterà un solo Ferry Boat dal prossimo giugno per portare i siciliani in percorrenza da Siracusa o da Palermo fino a Roma senza dover scendere dal treno” si legge su Repubblica.it. Grandi disagi per i viaggiatori, dunque, cui seguono anche i primi calcoli sul numero di esuberi: sarebbero 102 tra i lavoratori a tempo indeterminato e 50 circa tra i precari, più ancora l’indotto (500 lavoratori circa in Sicilia). Un bollettino catastrofico per tutta l’Isola e per i lavoratori, ovviamente.

Alle notizie circolate lunedì sull’amara faccenda risponde un comunicato pubblicato ieri su Fsnews dal titolo: “Stretto di Messina: il Gruppo FS non abbandona il traghettamento, anzi potenzia e investe”. Il comunicato prosegue: “Nessun posto a rischio fra il personale impegnato nelle attività di navigazione: i 62 dipendenti saranno ricollocati in RFI nelle attività di terra e di bordo. Le attività di traghettamento di carrozze e carri merci di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) proseguiranno regolarmente, con un’organizzazione più funzionale, moderna e aderente alle esigenze. Il progetto, elaborato da RFI d’intesa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, prevede già da gennaio 2015, a carico del Gruppo FS Italiane e senza alcun onere aggiuntivo per lo Stato, un servizio di traghettamento veloce fra Messina e Villa San Giovanni – nelle ore diurne anche nei giorni di sabato, domenica e festivi – con le navi veloci della controllata Bluferries”.

Bisognerà capire cosa intende Fs per “organizzazione più funzionale e moderna” se il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, ha ritenuto opportuno inviare una nota al ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, al quale chiede “un incontro urgente per discutere della grave situazione che si sta creando nel campo dei trasporti ferroviari in Sicilia, a causa dell’eliminazione dei treni di collegamento con il nord”. Un’insularità strutturale, dunque, sempre sottoposta ad immobili stravolgimenti che potrebbe accentuare la “terrificante insularità di animo” dei siciliani (alcuni) che il Don Fabrizio del Gattopardo conosceva bene.

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Adriano Zuccaro

Ventiquattrenne, ex stagista al Qds, ex calciatore (si fa per dire), presto ex universitario specializzato (si spera). Laureato in lettere moderne ma proveniente dal liceo scientifico ad indirizzo informatico (perché autolesionista) è, da sempre, in bilico tra numeri impietosi e citazioni sognanti, tra bilanci dell’Assemblea regionale e lettura metrica di Orazio, tra report di natura economica e “gattopardismi” letterari-reali. Curioso, affaccendato, pignolo e pronto ad un uccidere per una mano sbagliata a briscola in cinque, insegue sogni ottocenteschi: insegnare lettere in un liceo catanese, pubblicare articoli giornalistici sulle testate “m’pottanti” e, cosa ancor più folle, portare a casa una dignitosa pagnotta grazie alle “sudate carte”.

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