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Bonanno in conferenza: “Sono stato considerato un fastidio. L’attuale proprietà si è un po’ distaccata. Per la cessione della società solo timidi segnali”

Pippo Bonanno, quest’oggi alle 15.00 è intervenuto presso la sala conferenze di Torre del grifo per  rispondere alle domande dei giornalisti. Diversi gli argomenti toccati questo pomeriggio dal direttore generale del Catania, si è partiti dal mercato appena concluso passando per l’esordio stagionale in lega pro per arrivare alla tanto attesa questione vendita della società:

La proprietà vuole vendere, forse già in questa settimana si può valutare il Catania e dare i primi numeri. Finora non era stato possibile farlo, troppa incertezza. Quando Pulvirenti ha preso il club, si è presentato dai Gaucci e lo ha comprato, nonostante Lo Monaco gli avesse dato del pazzo. Non vorrei che adesso accadesse il contrario. I giocatori leggono le indiscrezioni, come Catania questa è una situazione da definire al più presto. Qualcuno si è presentato, sono state richieste delle credenziali, forse fornite non in maniera completa. Chi si è interessato ci prova, ma in maniera timida però, a mio parere. Di vicende come quelle di Pulvirenti e la piazza di Catania nella storia del calcio, ci sono state vicende simili, il tempo farà il suo corso. Io penso che il tifoso, come dimostrato a Matera, ha un amore per la maglia addosso. Il loro amore per i colori può ridurre le distanze, non credo si contesterà per criticare altre situazioni”.

“Ho vissuto 10 anni di Catania, quasi nessuno sa esattamente il mio ruolo. Negli ultimi due anni sono stato considerato come un fastidio perché il calcio per me è più semplice dei ragionamenti che faceva qualcun altro. Mi sono quindi messo da parte, mostrando le mie perplessità a chi gestiva precedentemente. Sono stato richiamato quando il Catania era in difficoltà, mi sentivo in dovere per via dell’amore per questa città e maglia. 

Finaria e Windjet? Non credo possano esserci conseguenze per il Catania, finora le cose sono andate avanti bene. Quando si retrocede, con quel paracadute si programmano 2-3 stagioni, qui si era voluto utilizzarlo per una stagione. È stata una stagione fallimentare, anche perché poi la promozione non è stata raggiunta. Il primo esonero di Maran fu un passaggio importante, andrei anche un po’ più indietro. Maran doveva rimodulare la squadra. Giocatori legati a Cosentino? Preferisco non dire nulla. De Canio? Doveva servire a isolarsi con la squadra, diciamo che non c’è riuscito molto. Con Ventrone abbiamo rescisso. Il mio contratto è della durata di tre anni, ma non significa molto”.

La vittoria di Matera ha mille significati. Non possiamo dire sia stata una grandissima partita, ma non poteva esserlo per ovvi motivi, la squadra ha dimostrato il suo potenziale e le proprie caratteristiche. Il Catania si è scrollato di dosso i problemi del recente passato. C’era bisogno di aria nuova, di gente che considerasse il Catania un po’ come la Juventus quando è retrocessa in Serie B. Per questo eravamo convinti che non dovesse restare nessuno, ma che dovessero invece arrivare ragazzi determinati”.

“Prima di tirare le somme però ci sarà tempo. La vittoria ci ha dato i primi segnali, ma è ancora molto lunga. Il nostro gruppo di lavoro è stato bravo nel far capire a chi è arrivato che questa è una società forte. Chi è qui è orgoglioso di vestire questa maglia. Abbiamo preso quasi sempre prime scelte, soltanto tre giocatori hanno detto di no, ma perché legati ad altre squadre”.

“Abbiamo seguito Evacuo, Stanco e Guazzo, ma dipendeva tutto dall’atteggiamento delle loro società. Ci serviva una torre, quindi si è scelto Plasmati. Confermo che il monte ingaggi è stato abbattuto di 17-18 milioni, 2,3 milioni sono serviti per costruire la squadra. Il futuro? Qualche debito c’è, ma pensiamo di aver fatto molto. Si può guardare al futuro in maniera moderatamente tranquilla rispetto a tre mesi fa. Abbiamo rispettato tutte le scadenze, credo che nel corso di un anno e mezzo la società si rimetterà a posto. Diciamo che all’80% le problematiche economiche della società sono state superate. Potrebbe esserci qualche problema con gli argentini in prestito, come Leto. Settore giovanile? Comunicheremo a breve il nuovo organigramma. Altre figure dirigenziali? Che io sappia no in questo momento.”.

“Vogliamo riprendere il progetto interrotto due anni fa, fermo restando la volontà della proprietà di cedere. Dobbiamo azzerare il passato in tutti i sensi, è l’obiettivo principale. Il nostro obiettivo è magari il prossimo anno tentare di fare qualcosa in più dal punto di vista sportivo. I buoni giocatori li abbiamo, poi bisogna formare una squadra. Il calcio ci insegna che non bisogna fare troppi voli pindarici. Si ragionerà più avanti nel merito. La proprietà si è un po’ distaccata, non ci ha dato grandi indirizzi sulla stagione”.

“Il Catania su Sky non dipende da noi, la Lega Pro ha tutti i diritti televisivi di ogni società, sono loro a dover trattare. Mercato? Con la Salernitana avevamo discorsi avviati, è una società non dico amica ma che si è messa a disposizione come abbiamo fatto noi. Alle chiusura delle liste, abbiamo guardato nel Novara e nel Como chi c’era disponibile, perché avevano vinto il campionato. Serve anche questo, e si è visto anche a Matera. Abbiamo preteso un senso di appartenenza da parte dei giocatori. De Rossi e Ramos non li bocciamo, ma sono fuori dalla lista. Dobbiamo trovare il modo di non bruciarli. Bastrini e Bergamelli erano un po’ indietro nelle preparazione, quindi avevamo necessità di un centrale e abbiamo preso Pelagatti, che può anche giocare a destra. Parisi capitano? È l’unico che è rimasto, successivamente vedremo a chi darla. Abbiamo superato i 4.000 abbonamenti. Non so quando scadranno i termini, decideremo l’ultimo giorno”.

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