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Allattamento: un sigillo sul legame mamma-bambino

Tutto quello che una neomamma deve sapere per mantenersi in salute

L’allattamento materno è il momento più bello per una mamma dopo la nascita del proprio bambino, poiché è il modo per mantenere un contatto diretto madre-neonato, rafforzandone il legame.

È un evento fisiologico durante il quale il corpo della madre modifica il proprio assetto ormonale per nutrire e accudire il figlio nel periodo iniziale di vita.

L’allattamento comporta per la mamma un aumento dei fabbisogni nutrizionali (più che durante l’intera gestazione) e pertanto l’alimentazione dovrà essere adeguata alle nuove necessità per mantenere in buona salute mamma e bambino.

Le richieste caloriche per una donna durante l’allattamento, sono correlate alla quantità di latte prodotto e alla quantità di riserve caloriche accumulate sotto forma di tessuto adiposo.

È quindi fondamentale seguire un’alimentazione varia e completa, mantenendo un regime calorico adeguato.

Il costo energetico dell’allattamento è pari a 450-500 kcal al giorno

Una donna che allatta al meglio, arriva a produrre 600-900 ml di latte al giorno almeno per 6 mesi, e per ogni 100 ml la madre consuma 90 calorie.

Dopo 12 mesi il volume del latte scende a 300-500 ml/die, ma rimangono elevate le sue proprietà organolettiche: anticorpi, oligoelementi, energie.

FABBISOGNI DI MICROELEMENTI NELLA NUTRICE 

L’aumentata richiesta di quasi tutti i micronutrienti (vitamine e sali minerali) può essere ricoperta da una dieta ricca e variata che può essere sufficiente da sola a far fronte a queste nuove necessità senza bisogno di ricorrere a supplementazioni farmacologiche.

 

Estremamente importante è ricoprire i fabbisogni di calcio

La quantità di calcio secreta quotidianamente nel latte materno è variabile (da 150 a 300 mg/die) e dipende principalmente dalla mobilizzazione del calcio depositato a livello delle ossa con conseguente temporanea perdita della massa ossea materna durante l’allattamento.

Tale perdita verrà ripristinata dopo lo svezzamento, alla ripresa della funzione ovarica.

Alcuni studi hanno dimostrato che la secrezione di calcio nel latte è indipendente dall’apporto con la dieta e dalla supplementazione. Per cui l’apporto racco­mandato durante l’allattamento è pari a quello raccomandato per la popolazione femminile adulta sana (1000 mg/die).

!!! Falso mito: la donna che allatta deve bere molto latte vaccino!!!

Il latte materno è costituito per circa l’87% da acqua

Per compensare le perdite è opportuno che la nutrice bevi almeno 2 litri di acqua al giorno con contenuto minerale regolare.

Durante l’allattamento il fabbisogno di iodio aumenta

Ciò accade come conseguenza delle modifiche al metabolismo materno, anche per favorire la secrezione lattea. L’apporto con la dieta deve essere, quindi, tale da garantire un contenuto nel latte di circa 100-150 μg/100mL.

Le concentrazioni di folati nel latte materno aumentano progressivamente dal colostro al latte maturo fino a raggiungere livelli molto più elevati di quelli plasmatici.

Allo scopo di assicurare i livelli di folati adeguati per la madre durante l’allattamento, l’assunzione dovrebbe essere incrementata del 25% in questa fase della vita della donna, fino a raggiungere i 500 μg/die.

Vi è infine una richiesta maggiore anche di zinco, rame, selenio, vitamina A, vitamine del gruppo B, vitamina C (utilizzare limone come insaporitore di cibi).

Come nutrirsi

Il modello dietetico adatto per la nutrice è simile a quello consigliato per la gestante, con alcune varianti.

Una maggior richiesta di proteine: +20 g/die nel primo semestre, +13 g/die nel secondo semestre. La scelta deve essere varia e ricadere su:

  • pesce (fresco o surgelato) almeno tre volte alla settimana preferibilmente pesce azzurro per ricoprire il fabbisogno di omega 3;
  • carne magra bianca e rossa per raggiungere il fabbisogno di ferro, zinco e vitamine del gruppo B (B6-B12);
  • uova, quali importante fonte di proteine e ferro;
  • formaggi freschi da alternare a quelli stagionati (1-2 volte a settimana);
  • legumi (ceci, fagioli, piselli, fave, soia) sono un’importante fonte di proteine vegetali e vitamina B6 e possono essere consumati anche 2 volte a settimana.

I grassi (insaturi) sono indispensabile per la qualità del latte e per la maturazione del SN del neonato.

Il contenuto di grassi totali del latte dipende dal periodo dell’allattamento, dalla fase della poppata e dal numero di gravidanze, e in larga parte dalla liberazione dei depositi nel compartimento materno.

Il fabbisogno di DHA (indispensabile per lo sviluppo psicomotorio e visivo del bambino nei primi mesi di vita) aumenta di 100-200 mg al giorno durante l’allattamento. Il DHA è contenuto in con­centrazioni rilevanti nel latte materno, ma non (per esempio) nel latte vaccino

  1. Preferire i carboidrati complessi (pasta, pane, cereali) e integrali.
  2. Privilegiate soprattutto le verdure a foglia larga di colore verde scuro e giallo arancione. Le verdure particolarmente ricche in calcio sono i broccoletti di rape (97 mg in 100 grammi crudi) e la cicoria catalogna (74 mg in 100 grammi crudi).
  3. Consumate frutta fresca di stagione e bio, cotta o frullata, per garantire un buon apporto di vitamine, sali minerali e antiossidanti
  4. Preferite olio d’oliva extravergine, aggiunto a crudo e con moderazione

Altri consigli:

Evitate periodi di digiuno prolungato, non saltate mai i pasti, fate 2 spuntini al giorno e cercate di consumare pasti completi (carboidrati + proteine + verdura) a pranzo e cena.

Cucinate in modo semplice ai ferri, alla griglia, al vapore, lessati, al forno, arrosto.

Scegliete i prodotti in base alla stagione, variando spesso la qualità dei cibi; con la monotonia si rischia di escludere qualche nutriente di fondamentale importanza e soprattutto di non farlo assaggiare al proprio bambino

Cercate di ridurre l’assunzione di: caffè, the e bevande a base di cola poiché un eccesso di caffeina provoca nel lattante irritabilità e insonnia. Preferire, eventualmente, i prodotti decaffeinati o deteinati.

È buona regola ridurre la quantità di sale che si aggiunge al cibo durante e dopo la cottura, dal momento che la maggior parte degli alimenti già naturalmente contengono sale (sodio) in quantità sufficiente per i nostri bisogni.

Ridurre al minimo alimenti che naturalmente contengono elevate quantità di sale come quelli in salamoia, dadi ed estratti di carne, salse tipo soia. Prestate quindi particolare attenzione al contenuto di sodio riportato in etichetta.

EVITATE:

– spezie e aromi vari: possono cambiare il sapore e l’odore del latte e quindi il neonato potrebbe rifiutare la poppata

– carne conservata

– alcolici: l’alcool può inibire la montata lattea e provocare nel lattante sedazione, ipoglicemia, vomito e diarrea

– alimenti allergizzanti (con un maggior contenuto di istamina): frutta secca, crostacei e molluschi, cacao, fragole e pesche

Vi lascio con un consiglio

Premesso che in pieno allattamento sarebbe preferibile evitare di imbattersi in diete drastiche e rigide, una madre può però adottare uno stile di vita dinamico per tenersi in forma.

Dedicatevi a delle lunghe passeggiate con il vostro bambino nel passeggino, seguite una alimentazione sana secondo le poche regole sopra dette, evitate di fumare perché le tossine del fumo potrebbero accentuare le coliche nel bebè oltre a danneggiare la sua e la vostra salute.

E non meno importante trovate tempo per riposarvi senza lasciarvi abbattere dallo stress!

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Francesca Lodato

Biologa Nutrizionista, Specialista in Patologia Clinica e Biochimica Clinica, Master Universitario in Nutrizione Clinica. Il ruolo del nutrizionista oggi è quello di migliorare lo stile di vita fino al raggiungimento di un obiettivo che può essere di peso o di salute, puntando su una attenta Educazione Alimentare. Questo modus operandi da i suoi frutti perché permette di acquisire più consapevolezza del significato della parola dieta (dal greco “dìaita”₌ stile di vita). Nutrirsi bene significa quindi: imparare a fare delle scelte alimentari qualitative e non quantitative, conoscere meglio i valori dei cibi che ingeriamo, conoscere se stessi e le proprie predisposizioni e abitudini. Partendo da questi 3 principi si può trovare la strada per la salute fornendo così al proprio organismo la giusta dose di nutrimento e di esercizio fisico. Francois de La Rochefoucauld ci ricorda: “Mangiare è una necessità, mangiare intelligentemente è un’arte”. Buon cibo a tutti!

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