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Al via lo sblocco del contratto per i dipendenti regionali

Finalmente delle vittorie per i dipendenti regionali: rinnovo del contratto e riclassificazione del personale.

Viene così ritirato lo stato di agitazione, che ha visto il blocco dei dipendenti da aprile. Dario Matranga, del Cobas Codir, insieme a Sadirs, Siad e Ugl le definiscono “le basi per una rivoluzione”.

Nella giornata di ieri, Bernadette Grasso l’assessore alla Funzione pubblica, ha predisposto le direttive per il nuovo contratto, già approvate dal governo regionale. Il termine rinnovo si affianca anche sistema organizzativo, poiché l’obiettivo è quello di “svecchiarlo”, rendendolo più tecnologico. Grazie alla digitalizzazione il sistema amministrativo potrebbe essere più veloce ed efficiente.

Inoltre sono attive e in stato esecutivo le nuove nomine per l’Aran, l’agenzia regionale che gestisce i contratti.

Il presidente, Accursio Gallo, assieme agli altri due componenti, Paolo Cibin e Giuseppe D’Appolito potrà insediarsi e lavorare sul rinnovo dei contratti, attuando la riclassificazione delle competenze per 13 mila dipendenti, e 1.200 dirigenti. Entro il 2020, invece, andranno in pensione 400 dirigenti e 3mila dipendenti, prevedendo, dunque, possibili assunzioni future.

“L’ultimo concorso interno è stato fatto addirittura nel 1987, mentre l’ultimo esterno nel 2000”, mentre, il contratto dei dipendenti non veniva rinnovato da dieci anni. Il governo aveva già destinato 42milioni di euro per finanziare la rivoluzione amministrativa regionale.

EG.

EF.

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Redazione

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