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Al comizio di Salvini a S. G. La punta minacce a ragazzo eritreo: “Te la do io, negro di merda”

Un corteo che ha dato in estemporanea i suoi frutti: un ragazzo eritreo minacciato verbalmente mentre assisteva e criticava il comizio di Salvini all’interno della piazza. “La polizia non lasciava entrare nessuno: io ho rivendicato il mio diritto in quanto cittadino di San Giovanni la Punta ed ho avuto la possibilità di entrare”.

E’ successo verso la fine degli interventi: alle 16 40, alla sinistra del palco, poco più lontano, 3 persone si sono avvicinate ad Alexander Beraki dopo che una ragazza che gli stava a fianco ha urlato “Falso” al leader della lega.

“Sono arrivati tre uomini – dichiara Beraki – dall’età compresa fra i 40 e i 50 anni ed hanno minacciato di metterle le mani addosso. Io mi sono frapposto fra lei e questi. A quel punto sono volate le minacce: ‘Iù ti ni abbiu una’, ‘T’ammazzo’. “

Dopodiché i 3 sono stati allontanati da alcuni, ma sono stati sostituiti da altri. Un ragazzo alto, con la maglietta rossa gli ha detto:Te la do io, negro di merda”, facendo segno di aggredirlo. “Ad un certo punto siamo stati divisi – prosegue Alexander – da persone che non so se faceva parte del servizio d’ordine oppure erano poliziotti in borghese. Molto gentili, hanno cercato di smorzare la tensione. A me non mi hanno più toccato.”

Il giovane eritreo è rimasto nella piazza per altri 5 minuti e poi si è allontanato. Né lui né la ragazza che le era accanto hanno subito aggressioni fisiche. Se gli si presentassero, “saprei riconoscere che era lì, ma è stata la mia amica a sentire l’appellativo che mi hanno dato successivamente. Per ora penso di non sporgere denuncia, non mi sembra la soluzione migliore”.

 

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Alberto S. Incarbone

21 appena compiuti ed una vita da studente davanti, di fronte a me vedo sempre nuove vie d'uscita. Gioco a fare il giornalista da quasi due anni, collaborando con TRA tv e Il Mercatino, anche se qualche volta mi diletto a fare il cameriere. Amo viaggiare a piedi per la Sicilia, ma soprattutto parlare, parlare con i vecchi. Radio, televisione, carta stampata e web non mi bastano: sogno una terra vergine da esplorare, in cui comunicare col pensiero. Nel frattempo mi trovate in giro ad intervistare qualcuno, sperando di fare domande intelligenti.

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