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Al cinema: Via dalla pazza folla

E poi ci sono momenti in cui si ha la necessita di circondarsi di romanticismo, di immergersi in atmosfere di altri tempi, per fuggire da questi amori moderni, mordi e fuggi, usa e getta. Per ricordarsi che anche se a volte sembra difficile, anche se vi verrebbe voglia di rinunciare, anche se smetterete di pensare che possa esistere, anche se è finita e pensate che non vi innamorerete mai più…
 L’amore vero esiste. Basta crederci, 
niente di più.
E quale miglior modo se non perdersi tra le righe di un libro, o nelle immagini di un film che evoca ambientazioni sontuose, paesaggi incantevoli, personaggi che sembrano così reali e  attuali.

Al cinema dal 17 settembre non perdetevi Via dalla pazza folla, film diretto da Thomas Vinterberg e sceneggiato da David Nicholls, un adattamento cinematografico dell’omonimo libro di Thomas Hardy edito nel 1874.
Ambientato nell’epoca vittoriana narra la storia senza tempo di Bathsheba Everdene, che compie le sue scelte e vive le sue passioni mentre lotta per mantenere la propria indipendenza. È una vitale esplorazione delle relazioni, dell’amore, della capacità profondamente umana di superare le avversità grazie all’adattamento e alla perseveranza. Tra amore, delusione, sofferenza e perseveranza, Bathsheba cercherà di trovare un giusto equilibrio tra istinto e ragione. Ad interpretare la protagonista è Carey Mulligan, talentuosa attrice inglese, dotata e versatile, di quelle che sanno dar vita a figure femminili vibranti e sfumate,  inquieta e capricciosa, dolce e volitiva, e tutte queste cose insieme, col suo sguardo espressivo carico di sfumature e la sua presenza delicata ma caparbia, illumina un quadro esteticamente e grammaticalmente impeccabile.

La scelta vincente del cast ricade su altrettanti attori di livello: il grande Michael Sheen brilla di luce propria nel ruolo del ricco possidente William Boldwood, Tom Sturridge nel ruolo del sergente e abile soldato Frank Troy s’adegua al copione, Matthias Schoenaerts perfetto nei panni del pastore Gabriel Oak ha occhi intensi, nessuno come lui coniuga la possanza fisica con una sensibilità quasi femminile, un genere irresistibile di dolcezza. La scelta perfetta di tutti gli attori, così come l’alchimia che riescono a creare Gabriel e Bathsheba tra di loro, lui corpo possente e sensibilità speciale e lei volitiva e indipendente, danno prova di un equilibrio interpretativo eccezionale e della lettura mai banale di due personaggi vibranti e complessi.

Bathsheba Everdene, intraprendente, orgogliosa, rigorosa, buona ma ostinata e gli altri personaggi riusciranno ad affrontare il complesso dramma della propria vita grazie alla loro autenticità fatta di sguardi profondi e vulnerabili, inquadrature di dettagli, dal petto, alle labbra, agli occhi, le cui emozioni o si trasformano in commozione o nella verità dello specchio di se stessi: nel caso di Bathsheba, solo il rispetto e l’amore di Gabirel verso di lei riuscirà a penetrare l’essenza della sua anima, oltre “l’armatura” della sua stessa indipendenza. Il contributo di tutti i  personaggi nello svelare la personalità di Bathsheba, l’umanità che si abbandona totalmente all’universo e ai ritmi della natura coi suoi animali selvaggi e fragili, l’incidenza della luce dei colori vibranti di vita per un forte impatto visivo, sottolineato dal suono struggente del violino, i costumi, rendono questo film molto innovativo e sontuoso.

L’ambientazione bucolica, la magia della campagna del Wessex in cui la storia, scritta in epoca vittoriana, è ambientata e che il regista e il direttore della fotografia ricreano con una grazia evocativa magnifica, è uno scenario perfetto. La stessa composizione cromatica, le pennellate che tracciano storia e soggetto, l’attenzione per i dettagli e i tagli di luce-oscurità, gli splendidi scenari bucolici di giorno e gli intermezzi notturni, le sapienti inquadrature sugli attori, le loro espressioni a volte dicono più di ogni altra parola, l’ariosa sincronizzazione sonora, i violini sapientemente dosati, sono tutti elementi determinati e fondamentali per rendere appassionante questa storia. Un storia che prevede sì un andamento spezzato e fitto d’ostacoli, errori, dolori, ma che, in fondo, si può riassumere nella forza di un sentimento: l’amore di un uomo per una donna, che mai si smarrisce o si sfibra, ma continua a nutrire, con una perseveranza struggente, un rapporto fondato sulla lealtà.

Questo dramma riscopre una giovane eroina dell’età vittoriana, stereotipo della donna tutt’altro che succube allo strapotere maschile, capace di reagire e combattere per la propria indipendenza. Valori che le consentono di mantenere una vita sentimentale disinibita: le vicende narrate sono senza tempo, rispecchiano tutte le incertezze, le passioni e i timori di oggi, come se in 140 anni il modo di amare non fosse mutato di una virgola. Un mix di pathos e leggerezza conferisce dinamicità alla storia, merito anche della rilettura che lo sceneggiatore con sapienza e occhi nuovi ha saputo fare in due ore della pellicola riportano quello che si narra nelle 500 pagine del romanzo.

Curiosità: il personaggio di Bathsheba Everdeen ha persino ispirato Suzanne Collins, l’autrice di Hunger Games, nel chiamare Katniss Everdeen, per omaggiare proprio l’eroina di Thomas Hardy.

Ecco il trailer ufficiale:  https://youtu.be/6qg0GIDLHzQ

Se tutto questo non fosse abbastanza per farvi correre al cinema a farvi riempire il cuore di emozioni ecco la trama! Ma se volte lasciarvi sorprendere dalla storia, dai personaggi e dallo scenario unico e magico, fermatevi qui!

È la storia del giovane fittavolo Gabriel Oak che, conducendo una vita frugale e di risparmi e ottenuto un prestito, gestisce una fattoria di pecore. Egli si innamora della sua vicina, la bellissima e povera Bathsheba Everdene, appena arrivata per vivere con la zia, e chiede la sua mano. Bathsheba lo rifiuta. Dopo qualche mese, la condizione sociale tra i due si è rovesciata: Bathsheba ha ereditato la fattoria di suo zio, e Oak ha perso tutti i suoi possedimenti in una notte di tempesta. Oak si ritrova quindi alle dipendenze di Bathsheba, prima come pastore poi come fattore; e ha così modo di osservare lei e gli altri suoi dipendenti, i variopinti abitanti del paese. Bathsheba miete i cuori di tutti gli uomini che incontra, ma uno solo, all’inizio, sembra indifferente al suo fascino: il suo vicino di fattoria, William Boldwood. Per scherzo, Bathsheba gli manda un biglietto di S. Valentino. L’uomo si infiamma e inizia ad ardere d’amore per lei. Bathsheba riesce a malapena a impedire un fidanzamento tra loro, prendendo tempo; intanto nel villaggio arriva un nuovo sergente, il baldo Francis Troy. Per la prima volta in vita sua la sprezzante Bathsheba si innamora, cede alle lusinghe di Troy, lo sposa dopo pochi giorni. Troy inizia a sperperare le ricchezze di Bathsheba, ma non è tutto: spunta fuori anche la sua precedente relazione con una cameriera, Fanny Robin, che aveva sedotto e abbandonato. Quando Fanny muore di parto, Troy ritrova all’improvviso tutto il suo amore per lei, le fa costruire una tomba monumentale e scappa di casa. Viene creduto annegato in mare, e Bathsheba viene riconosciuta da tutti come vedova; Boldwood ricomincia a farle la corte, ottenendone una promessa di matrimonio di lì a sei anni. Quando però all’improvviso rispunta Troy e reclama sua moglie, Boldwood, che aveva già dato segni di squilibrio mentale, lo uccide e viene condannato a morte (sarà poi graziato e deportato in Australia). Rimasta vedova davvero, Bathsheba sposa infine il suo primo pretendente, Gabriel Oak, che in tutti quegli anni non aveva smesso di vegliare su di lei e di amarla.

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Giada Condorelli

Un incrocio di razze, culture e religioni, fa di me una curiosa cronica. Padre siculo normanno, da Lui eredito creatività ed amore per l'arte in tutte le sue forme. Madre libica di origine armena, da Lei eredito la forza di volontà ed il valore dell'arricchimento reciproco. Una Laurea in Politica e Relazioni Internazionali, un matrimonio d'amore, un Blog e infiniti sogni. Del multitasking ho fatto una filosofia di vita. Appassionata di moda senza esserne schiava, beauty addicted, amante del healthy food, per necessità, con mise en place chic! Foto e lifestyle sono parte integrante delle mie giornate...Pinterest ed Instagram la mia ossessione. Riesco a trovare la bellezza in ciò che vedo e la positività in ciò che accade. "L'eleganza è la sola bellezza che non sfiorisce mai" ( Audrey Hepburn )

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