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Al centro dell’obiettivo: la febbre da Selfie

Oggi, un ragazzino di circa dieci anni mi ha aperto gli occhi: “il cellulare serve a fare le foto”. L’Oxford Dictionary ha scelto “Selfie” come parola dell’anno con la seguente definizione: ” fotografia che una persona ha fatto di se stessa, normalmente con uno smartphone o una webcam, e poi ha pubblicato su uno dei social media”. Sono più di 140 milioni le immagini pubblicate sul web con l’hashtag #me. Non staremo esagerando un pochino?

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Non bisogna essere di certo fotografi, non importa il soggetto della foto, l’importante è condividere; se  ad essere condivisa poi, è la nostra faccia insieme al Papa ancora meglio perché ebbene si, pure lui fa le selfie. Papa Francesco, infatti si è fatto fotografare in compagnia di un gruppo di ragazzi.

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Complici i social network con l’immagine di copertina, la mania di protagonismo, il narcisismo, la voglia di stare al centro dell’attenzione in questo caso dell’obiettivo. Facebook e Twitter hanno reso il rito dell’autoscatto una “malattia” che sembra fuori controllo. Chi lo ama, chi lo odia ma in questo caso, dobbiamo ammettere di avere peccato un pochino tutti! Chi non ha un amico oppure un parente con la mania dell’autoscatto alzi la mano.

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La gente per comunicare preferisce le immagini. Un’immagine colpisce immediatamente e resta impressa nella mente a lungo. La selfie è di moda, perfino l’autografo non si usa più adesso, per dimostrare e ricordare di aver conosciuto ed incontrato un vip ci vuole qualcosa che dimostri l’avvenimento, che immortali l’evento fatidico.

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Una foto… una selfie che mostrerà la perfezione di un volto famoso accanto a quello nostro, meno famoso e decisamente meno fotogenico magari con qualche brufolo di troppo perchè, le foto più importanti, sono quelle maledette e toste in cui non siamo proprio perfetti ma non importa l’importante è scattare, immortalare, per sempre e condividere. La nostra vita e quella dei nostri cari si riassume in milioni di fotografie condivise sul web, sono alla portata di tutti, basta un clic. Perfino  Angela Merkel sembra soddisfatta delle sue selfie.

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La selfie, al giorno d’oggi una routine, ha però  origini antiche. In passato, la  russa Anastasia Nikolaevna, aveva l’idea di girare la macchina fotografica e posizionandosi davanti allo specchio. “Colpevoli” anche il regista Kubrik, Andy Warhol e Edvard Munch.

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Negli anni 60 anche i Beatles e John Lennon si lasciano trasportare dalla mania.  In un concerto a New York Lennon girò con le spalle al pubblico, tenendo in mano la macchinetta fotografica per scattare una foto con i propri fans.

Anche gli autoritratti dei famosi pittori del passato sembrano essere precursori di questa moda moderna.

ca9456ad89fef6c66a71b99b32dfe05e_XLStrano ma vero in alcune parti del mondo la selfie è illegale quindi, se avete l’ansia da scatto, vi consiglio di evitare posti come questi: Empire State Building: pare che il braccio allungato sul davanzale renda la terrazza pericolosa;Il Lago Tahoe, qui è vietato fare le selfie per non disturbare gli orsi, a meno che non si voglia rischiare uno scatto della vostra testa tra le fauci di un delizioso e giocoso orsetto; Francia nella spiaggia di Garoupe, qui è vietato scattare selfie per rispetto pubblico ed ambientale; Olanda, Van Gogh Museum, qui è vietato scattare selfie per non disturbare la contemplazione dei quadri; Arabia Saudita, qui la selfie va contro il principio musulmano della modestia.  Occhio a dove andate dunque ed a dove scattate. Potrebbe essere finalmente l’occasione per posare il vostro apparecchio super tecnologico per  ammirare con i vostri occhi e non attraverso un obiettivo, scattando cosi bellissimi ricordi solo con la vostra mente.

 

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Redazione

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