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Ben Affleck alla regia: la legge della notte

La legge della notte quarto lungometraggio dell’attore regista Ben Affleck. Un film che segue il successo per l’Oscar alla regia per lo stesso Affleck con il film Argo, e solo per questo difficile, ma non si poteva immaginare così tanto.

Un film che non prende, non coinvolge, non tiene il ritmo, non ha mordente, non ha sfumature ed è un vero peccato.

Ispirato all’omonimo romanzo La legge della notte,  dello scrittore Dennis Lehane,  ha come sfondo una Boston degli anni 20, tempi duri, di gangster e proibizionismo, il film tratta tutti gli argomenti e i temi di quel periodo ma senza approfondirne nessuno, nascita del KKK, razzismo, proibizionismo, fondamentalismo religioso, recessione. Ma tutto in modo opaco, superficiale, accennato come una carrelata di eventi.

Così come il cast, nomi importanti – Ben Affleck, Zoe Saldana, Elle Fanning, Brendan Gleeson, Chris Messina, Sienna Miller, Chris Cooper,  e a sorpresa Remo Girone-,  ma che non hanno spessore ne struttra psicologica per dare corpo alla pellicola. Peccato per la bellissima Sienna Miller, perfetta femme fatale, amante del boss di turno e  allo stesso tempo del protagonista Ben Affleck (anche questa volta nel doppio ruolo di regista e attore) e con una perenne espressione monotono che annoia per tutto il film. Mentre, la prodigiosa Elle Fanning il cui personaggio ha mille sfaccettature, poteva essere usato di più, una conferma Zoe Saldana  bella e credibile nel ruolo di donna dal polso di ferro e dal cuore d’oro. Remo Girone fedele al suo ruolo di “mangiaspeghetti“.

Un film lento, e cupo, con dialoghi che non catturano l’attenzione e personaggi che non creano empatia con lo spettatore, colpa probabilmente di una sceneggiatura che resta in superficie. La fotografia è perfetta, così come location e paesaggi, la cura nei dettagli per abiti e trucco, e le auto usate. Eppure neanche questo ha aiutato la pellicola che viene definita noir ma che nulla a che vedere con i gangster movie che hanno fatto epoca: Il Padrino, Quei bravi ragazzi, L.A. Confidential.

Trama: il film è ambientato a Boston negli  anni 20 quando il Proibizionismo non riesce a fermare il fiume d’alcool che invade gli speakeasy della mala. Chiunque con abbastanza ambizione e nervi saldi ha l’opportunità di ottenere rapidamente potere e denaro e così Joe Coughlin, il figlio di un commissario della Polizia di Boston, che da tempo ha voltato le spalle all’esercito e alla sua rigida educazione per diventare un fuorilegge, ne diventa protagonista senza troppi scrupoli ma con cuore. Però perfino tra i criminali esistono delle regole e Joe infrange la più grande: incrocia il suo cammino con un potente boss, rubandogli soldi e donna. L’incontro finisce in tragedia, conducendo Joe su un percorso di vendetta, ambizione, amore e tradimenti che lo costringe a lasciare Boston per Tampa e i suoi contrabbandieri di rum.

Trailer:

https://youtu.be/txMgOXHQifw

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Giada Condorelli

Un incrocio di razze, culture e religioni, fa di me una curiosa cronica. Padre siculo normanno, da Lui eredito creatività ed amore per l'arte in tutte le sue forme. Madre libica di origine armena, da Lei eredito la forza di volontà ed il valore dell'arricchimento reciproco. Una Laurea in Politica e Relazioni Internazionali, un matrimonio d'amore, un Blog e infiniti sogni. Del multitasking ho fatto una filosofia di vita. Appassionata di moda senza esserne schiava, beauty addicted, amante del healthy food, per necessità, con mise en place chic! Foto e lifestyle sono parte integrante delle mie giornate...Pinterest ed Instagram la mia ossessione. Riesco a trovare la bellezza in ciò che vedo e la positività in ciò che accade. "L'eleganza è la sola bellezza che non sfiorisce mai" ( Audrey Hepburn )

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