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Aeroporto Fontanarossa, le mani sulla Sac Spa

L’aeroporto di Fontanarossa è un affare molto ambito ed ancora di più l’impresa che lo gestisce, la Sac Spa. Questo lo sa bene il Comune di Catania. Infatti non a caso giovedì scorso, a Roma, il sindaco di Catania Bianco ha proposto ai vertici Sac lo scambio di un terreno adiacente all’aeroporto con azioni societarie ed attualmente un perito del Tribunale è incaricato di stimarne il valore equivalente.

Ma il Comune non è l’unico, semmai è l’ultimo contendente di una gara all’ultima quota che sembra disputarsi tra Regione, Confcommercio e Confindustria.

Il mosaico della Sac spa è composto da 6 tessere.

Due sono le camere di commercio di Ragusa e Siracusa. La prima è presieduta da Giuseppe Giannone, uomo indicato dalla Confcommercio, in carica dal settembre del 2014. E’ stato presidente della Sac spa nel 2012 e tuttora gode di un vitalizio perché ex dep regionale PCI nel ’69. La seconda è in mano ad Ivanhoe Lo Bello, detto Ivan, già presidente Confindustria Sicilia, ora vice di Confindustria per l’Educazione.

Poi la volta dell’IRSAP Palermo, di cui è presidente Alfonso Cicero. L’ente provinciale fa ovviamente parte di IRSAP Sicilia, iscritta quest’ultima alla Confindustria di Palermo, di cui è presidente Alessandro Albanese.

Infine la CCIAA catanese e le ex Province Regionali di Catania e Siracusa, tutt’e tre commissariate e che attendono l’insediamento degli Organi preposti: il presidente per l’una e i Liberi Consorzi Comunali e la Città Metropolitana per le altre due. Una bufera quella dei liberi consorzi che ha al suo centro anche il riordino delle Camere di Commercio in Sicilia e che ha già creato polemica a Messina, dove il commissario della CCIAA locale De Francesco ha firmato venerdì il sì all’accorpamento con il blocco della Sicilia Orientale: Messina, Catania, Siracusa e Ragusa.

Tuttavia De Francesco ha inserito “un’apposita postilla” con la quale specifica che se “legge sulle Città metropolitane garantirà agli enti camerali, a prescindere dal numero di imprese iscritte, l’accesso al fondo perequativo, l’accorpamento potrà essere rivisto “.

Un clima di incertezze che, se non porterà ad un nulla di fatto, cioè al ripristino delle singole CCIAA, probabilmente mescolerà le carte ai soci della Sac spa e non solo, perchè in questo caso sarebbero in forse anche le quote della Società Interporti Siciliani, la Sis, cui fa capo Alessandro Albanese.

Se il Comune di Bianco ne detiene il 10,01%, in barba alla insperata ricapitalizzazione acclamata da Bianco prima delle elezioni 2013, e CCIAA e Provincia Regionale di Catania il 20%, un terzo della Sis si concentrerebbe nella Milano del Sud, tralasciando il Consorzio Asi ora in liquidazione che ha il 5,6%.

Numeri che fanno concorrenza alla stessa Regione Sicilia, titolare di un 34,11%, ma che hanno un punto interrogativo sopra la testa per via dell’incertezza di Liberi Consorzi e riordino delle Camere di Commercio.

L’aeroporto di Fontanarossa, però, non è l’unica posta in palio. Chi controlla la Sac spa, controlla, attraverso l’Intersac Holding Spa, pure il 65% della So.A.Co, la società che ha in gestione lo scalo di Comiso, terzo in Sicilia e in rapida crescita grazie ad un contributo ex Insicem da 1,6 milioni “finalizzato a favorire la attivazione di nuove rotte e il potenziamento di quelle esistenti”.

 

(Foto di Cataniaoggi.com)

 

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Alberto S. Incarbone

21 appena compiuti ed una vita da studente davanti, di fronte a me vedo sempre nuove vie d'uscita. Gioco a fare il giornalista da quasi due anni, collaborando con TRA tv e Il Mercatino, anche se qualche volta mi diletto a fare il cameriere. Amo viaggiare a piedi per la Sicilia, ma soprattutto parlare, parlare con i vecchi. Radio, televisione, carta stampata e web non mi bastano: sogno una terra vergine da esplorare, in cui comunicare col pensiero. Nel frattempo mi trovate in giro ad intervistare qualcuno, sperando di fare domande intelligenti.

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