fbpx
CronachePrimo Piano

Aeroporto di Catania, la denuncia di Cori Amenta: “Io trans sbeffeggiata dagli addetti ai controlli”

Cori Amenta, stilista trans siciliana ma trapiantata a Milano, ha denunciato sui social un episodio di transfobia, che secondo quanto racconta, l’ha vista protagonista di una profonda umiliazione all’aeroporto Fontanarossa di Catania. 

Pochi giorni fa, l’Amenta si trovava in Sicilia a seguito di un lutto. Recatasi in aeroporto per rientrare a Milano, la donna ai consueti controlli ha tolto la cintura, gli stivali, e qualsiasi oggetto potesse provocare il suono del metal detector. Ma sarà per la fretta, sarà per lo stato d’animo, la designer ha dimenticato di togliersi l’anello facendo scattare l’allarme. Così, l’addetto ai controlli le si avvicina per invitarla a toglierlo.

«Al sentire la mia voce profonda -racconta Cori Amenta- collegando questo fattore alla mia stazza, si rende conto. E con aria divertita e saccente urla al suo collega “Viri ca ci su i calamari. Vieni qua subito che c’è il signor Calamaro”. Sicuramente -continua- l’avrà detto perché credeva fossi milanese, ma io sono siciliana e ne vado fierissima. Conosco molto bene tutte le frasette che sottintendono “frocio”. L’uomo in divisa continuava ad urlare ed io ero scioccata, anche perché i catanesi dietro di me hanno capito benissimo a cosa alludesse. Ero io il calamaro di turno».

«Al mio rispondergli in dialetto, comprende e si irrigidisce. Quando mi sono allontanata, ho continuato a sentire quelle stesse risate che mi avevano fatto scappare dalla Sicilia anni fa».

Secondo quanto raccontato da Cori Amenta, inoltre, al suo tentativo di identificare l’uomo dirigendosi verso la polizia aeroportuale sarebbe stata accerchiata da cinque persone che le intimavano di andarsene e di cancellare le foto.

«Io per lo Stato Italiano sono una donna a tutti gli effetti. Anche il Papa ha deciso che io sia un essere umano come tutti gli altri. Le istituzioni più alte non vedono un problema -inspiegabile poi- nel mio modo di essere. In un momento in cui si dibatte sulla legge contro l’omotransfobia e le discriminazioni, mi chiedo: se chi mi protegge è il primo che mi insulta urlandomi frocio in un aeroporto di chi dovrei fidarmi?», conclude amareggiata la stilista.

La Sac informa che è stata avviata un’indagine interna per ricostruire l’accaduto e rintracciare il responsabile del gesto. “In relazione alla nota inviata da Arcigay Catania su un presunto atteggiamento omofobo da parte di un dipendente dell’Aeroporto, Sac comunica di aver immediatamente avviato un’indagine interna per verificare quanto accaduto e ricostruire l’eventuale catena di responsabilità. È in corso la visione delle immagini della videosorveglianza e di tutto quanto possa tornare utile per chiarire la vicenda. Cogliamo l’occasione per ribadire che la società di gestione dell’Aeroporto di Catania ripudia ogni forma di discriminazione, razzismo, omofobia e transfobia”.

Il video postato su Instagram

https://www.instagram.com/tv/CIDHj7Nq9cn/

E.G.

Mostra di più

Redazione

Quotidiano on-line siciliano

Potrebbe interessarti anche

Back to top button