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Aeroporto di Catania: ufficio bagagli smarriti “incompetente”

Pessimo benvenuto per i passeggeri dell’aeroporto di Catania. Perdere un bagaglio significa abbandonare ogni speranza, soprattutto se si è viaggiatori internazionali.

Poche e scarne indicazioni rivelano l’allocazione esatta dell’ufficio bagagli smarriti dello scalo catanese che si trova – quasi celato – in un anfratto del terminal centrale. Per contattare l’ufficio bisogna citofonare perchè dietro al vetro non c’è nessuno a fare ricevimento.

Obbligo del viaggiatore che ha smarrito le valigie è denunciare il fatto, appena sbarcati, nell’area riservata al ritiro bagagli ovvero dove si trovano i nastri. Uscire dall’area senza aver presentato denuncia può rivelarsi una strada senza ritorno. Infatti, disinteressati all’accoglienza quasi come se non fosse un enorme disservizio perdere il bagaglio dei passeggeri, il trattamento riservato agli ignari viaggiatori è pessimo. Lunghe attese per ritarare un bagaglio perso giorni prima con turisti da tutto il mondo che sbuffano mentre attendono.

Il peggio tocca ai soggetti che non conoscono nè l’inglese, nè l’italiano. Come accaduto ieri pomeriggio: una giovane turista proveniente dal Messico si aggirava piangendo all’interno dello scalo non sapendo a chi rivolgersi per avere indicazioni. Lavoratori strafottenti e ciondolanti erano incapaci di darle informazioni. Ad aiutare la turista messicana una misericordiosa passeggera che parlava italiano e spagnolo.

La ragazza, una volta giunta all’ufficio bagagli smarriti, si è trovata davanti la fila di persone che aspettava gli addetti assenti dell’ufficio.

Inutile le insistenti citofonate di un britannico. Neanche rispondevano. Quando finalmente si è fatta viva una voce questa ha risposto – neanche in inglese – “quando finiamo qui (ma qui dove? NdR) veniamo”. Finalmente – sotto minaccia di chiamare le forze dell’ordine e tutta la comoda dirigenza dell’aeroporto catanese – è arrivato qualcuno.

“Ha perso il bagaglio? E perchè è uscita dall’area senza fare denuncia?” dicevano alla ragazza che non comprendeva. La messicana parlava in spagnolo, l’addetta le rispondeva in inglese. Altro nulla di fatto perchè la ragazza ancora non capiva. Veniva quasi liquidata, condannata ad affrontare un paese straniero dove non la capiscono e priva dei suoi averi. Siamo intervenuti noi – con insistenza – per chiedere spiegazioni sulla procedura da seguire. “Lei conosce questa persona? Se no se ne vada” e come si fa ad abbandonare al suo destino una ragazzina di neanche 20 anni proveniente dall’altro capo del mondo?

Grazie al traduttore del cellulare e sotto lo sguardo di una telecamera accesa la giovane è riuscita almeno a presentare la denuncia.

Tiriamo le somme: all’ufficio bagagli smarriti non si presentano alla ricezione e sono sgarbati con gli incauti avventori che decidono di visitare una “barbara” sicilia che non sa come accogliere. C’è di più, tendono a parlare solo l’italiano e se si spingono a proferire parola in altra lingua lo fanno in inglese.

Una volta si parlava dell’aeroporto di Catania come grande stipendificio politico. Se così è andata la domanda è perchè non si formano i lavoratori? Perchè non gli si impone loro un protoccolo da seguire per accogliere i turisti? Perchè non si fanno corsi in lingua per conoscere – almeno – le frasi elementari che permettono la comunicazione con passeggeri che non conoscono l’inglese?

Non è obbligo dei turisti conoscere le lingue ma è interesse della città d’arrivo venire incontro ai passeggeri affichè questi possano godere di un buon soggiorno.

È questo il trattamento turistico riservato ai viaggiatori stranieri che decidono di visitare, incautamente, Catania?

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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