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Adrano: protesta contro Salvini e l’omertà sul caso John Kennedy

Ieri Matteo Salvini ha visitato il comune di Adrano. Una ex operatrice del John Kennedy, Teresa Salis, si è tinta il volto di nero per protestare contro l’istigazione all’odio razziale e per fare luce sulla vicenda relativa ai presunti casi di maltrattamento che sarebbero stati commessi nel centro John Kennedy di Adrano

Adrano (CT) Durante la visita di Matteo Salvini (articolo Tour Etneo per Matteo Salvini) è andata in scena una protesta inusuale: una ex operatrice del centro di riabilitazione John Fitzgerald Kennedy di Adrano si è tinta il volto di colore nero per  dire no all’odio razziale e per denunciare l’omertà e l’indifferenza che c’è attorno al caso John Kennedy.

Noi abbiamo incontrato Teresa Salis, la donna che ha inscenato la protesta contro Matteo Salvini.

Teresa Salis ha spiegato alla nostra redazione che ieri ha protestato perché ritiene “Noi con Salvini” un movimento politico pregno di odio, razzismo e opportunismo politico. L’ex operatrice del John Kennedy ha poi aggiunto: “Non posso condividere le teorie di Salvini, lui critica i siciliani, i forestali e io quando ero al nord ho conosciuto bene le discriminazioni vedendo case dove c’era scritto qui non si affitta ai meridionali”. Infine la nostra interlocutrice ha affermato che ieri è stata tenuta a debita distanza dal politico leghista.

Decisamente più complessa e delicata è la seconda ragione della protesta, ovvero l’omertà e l’indifferenza che da anni si celano nei confronti di presunti casi di maltrattamenti avvenuti nel centro di riabilitazione neuropsichiatrico John Fitzgerald Kennedy di Adrano.

Teresa Salis ha comunicato alla nostra redazione di avere contattato telefonicamente la polizia in un pomeriggio del 2013. Agli agenti del Commissariato di Polizia di Adrano aveva raccontato di essere a conoscenza di un caso di maltrattamento perpetrato ai danni di una degente del centro riabilitativo John Kennedy. Nello specifico si trattava di una paziente appena maggiorenne segregata per dieci giorni in una stanza priva di lettino e servizi igienici. Per intenderci la ragazza era costretta a defecare per terra. Secondo quanto raccontato da Teresa Salis, la ragazza si trovava in quella condizione perché era andata in escandescenza, situazione per la quale è previsto il TSO. A detta della nostra interlocutrice il centro non avrebbe optato per il TSO per evitare di “perdere” una degente e dunque anche degli introiti economici. L’ex operatrice del centro ha poi raccontato tutta questa vicenda in maniera succinta agli agenti del Commissariato di Polizia di Adrano in un interrogatorio durato tre ore. Gli agenti hanno poi proceduto ad un sopralluogo presso il centro per disabili.

Il centro ha sempre smentito le tesi di Teresa Salis, denunciandola anche per diffamazione, ma alla denuncia presentata dalla Salis nel 2013 è seguito anche un processo tuttora in corso di svolgimento, dunque è bene ricordare che ad oggi non c’è nessun colpevole e nessun innocente, la verità come sempre uscirà fuori dalle aule del tribunale.

Per quanto riguarda il processo le prime due udienze si sono tenute il 24 giugno 2016 e il 14 luglio 2016, la terza invece si terrà il 12 aprile 2017. Senza entrare nei meandri processuali, va ricordato che i capi d’accusa sono:

  • maltrattamenti fisici e psichici su disabili;
  • sequestro di persona,
  • somministrazione di farmaci scaduti;

Agli atti processuali, inoltre, c’è anche un video ove vengono mostrati dei maltrattamenti perpetrati ai danni di un altro ragazzo disabile. 

La nostra interlocutrice ha voluto togliersi anche un sassolino dalla scarpa dicendo che la sua vicenda non ha avuto un largo eco mediatico. Nello specifico, l’ex operatrice ha raccontato  che ad Adrano nessuna testata giornalistica ha sinora realizzato servizi  sulla vicenda.

 

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