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Adrano: feste di San Nicolò Politi nel segno del sangue e dell’immigrazione

Adrano (CT) – Non sono di buono auspicio i segnali che precedono la festa di San Nicolò Politi.

Ha fatto scalpore una rissa avvenuta fra ragazzi extracomunitari e ragazzi adraniti (articolo rissa ad Adrano). Si dice che la rissa sia nata a seguito di qualche occhiata di troppo. In molti però sostengono che i ragazzi extracomunitari, peraltro accolti in un centro per minori di Via Vittorio Emanuele, siano andati oltre gli sguardi,  altri ancora invece sostengono che la rissa sia nata per divertimento, ovvero che lo sguardo sia stato solo una pretesa per prendere a pugni qualcuno. In molti hanno fatto il paragone con la tragedia avvenuta qualche anno addietro quando Rosario Ranno trovò la morte nella Villa di Adrano durante le feste del Santo Patrono.

Al di là della violenza, ovviamente condannabile, in molti si chiedono se Adrano è un paese in grado di accogliere gli immigrati, una posizione che forse accomuna indistintamente cittadini che appartengono a credi politici (o meglio ideologici) diversi.

Colpisce il fatto che nella stessa serata di ieri ci sia stata ad Adrano una forte lita  stavolta fra due commercianti extracomunitari. Anche in questo caso è stato necessario l’intervento del 118: il ferito ha riportato una ferita lacero contusa sul capo.

Insomma in un paese non pieno di immigrati si sono verificati due fatti violenti legati all’immigrazione nella stessa giornata, poco importa se nel primo caso gli immigrati erano le vittime, ciò che salta all’occhio è che la famosa parola integrazione non può essere imposta dall’alto.

Per concludere vogliamo citare le parole di uno dei ragazzi extracomunitari vittima dell’aggressione di ieri, parole struggenti che fanno riflettere:

“Ogni volta che siamo alla villa c è un gruppo di ragazzi chi viene a dire che dobbiamo andare a casa,non dobbiamo stare fuori ,stiamo animali, non abbiamo il senso della vita …….
Ok siamo 11 in struttura non possiamo litigare contro un paese sto dicendo che quello che è successo non è la colpa nostra ma è loro”

 

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