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CronacheNews

Adele Puglisi: il ricordo dei compagni della comitiva

Una persona solare, sorridente, amante dei viaggi, sempre alla ricerca di qualcosa: il ricordo di Adele Puglisi, vittima dei “mostri islamici”, non muore (v.link). Anche gli amici della comitiva hanno voluto organizzare un momento di riflessione condivisa. Ritrovandosi, magari con un fiore, nei luoghi della loro giovinezza: a piazza Ariosto, a Catania, dove gli anni Settanta si incontravano anche solo per prendere un gelato. All’epoca c’era anche Adele, loro compagna anche a scuola, all’istituto “San Giuseppe”.

Poi, la vita li ha divisi, ma sempre le occasioni per sentirsi non mancavano, anche mediante i social-network. Esiste, non a caso, su facebook un gruppo chiuso “ci vediamo in piazza Ariosto”.
“era una ragazza vivace, simpatica, allegra –ricorda l’architetto Carlotta Reitano– eravamo una classe unita. Non ci aspettavamo una cosa del genre, siamo tutti un po’ sconvolti.” Il filo della memoria passa anche dalle parole di Daniela Costantino  “era allegra, sorridente. Abbiamo dei ricordi bellissimi.”

Ultima nota di cronaca: da qualcuno della comitiva è stato sollevato una questione di privacy, in merito all’incontro in piazza Ariosto. Singolare che lo si faccia quando la notizia era apparsa sul quotidiano locale e l’incontro si è svolto davanti ad una pubblica piazza. Magari la prossima volta, allora, perché non farlo in salotto?

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Marco Benanti

45 anni, ex operaio scaricatore alla base di Sigonella, licenziato in quanto “sgradito” al governo americano per “pensieri non regolari”, ex presunto “biondino” dell’agenzia Ansa, ex giocatore di pallanuoto, ex 87 chili. Soggetto sgradevole, anarchico, ne parlano male in tanti, a cominciare da chi lo ha messo al mondo: un segno che la sua strada è giusta. Ha, fra l’altro, messo la sua firma come direttore di tante testate, spesso solo per contestare una legge fascista di uno Stato postfascista che impone di fatto un censore ad un giornale (e in molti hanno, invece, pensato che lo ha fatto per “mettersi in mostra”). E’ da sempre pubblicista, mai riconosciuta alcuna pratica per professionista, nemmeno quelle vere. Pensa di morire presto, ma di lui – ne è certo- non fregherà niente a nessuno. Nemmeno a lui.

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