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Il Pd perde pezzi a Catania: Adele Palazzo si dimette

Un pezzo carismatico del Pd etneo dice addio

Che ci siano grossi problemi all’interno del Pd siciliano era chiaro già da un po’ di tempo. Oggi questi problmi emergono ancora più forti con le dimissioni di un pezzo carismatico del Partito Democratico Etneo. Adele Palazzo ha infatti rassegnato le dimissioni dal Pd.

“Non immaginavo di arrivare a scrivere queste parole e lasciare il partito dopo tutti questi anni di militanza. Non mi rivedo più in questo contenitore in cui è stato trasformato il partito.

Dopo tanti anni di lotte e speranze riposte nel Pd, una volta arrivati al governo avremmo dovuto finalmente fare la differenza e offrire una reale alternativa al nostro territorio.

Invece ci si è trincerati dietro lotte intestine fatte di personalismi e correnti, disgregando il partito, incapaci di approntare una politica realmente incisiva e di cambiamento, tradendo le tante aspettative di militanti ed elettori.

Circa un anno fa si svolgeva la festa democratica a Catania, o meglio dire la festa di Renzi per diffondere il verbo del Si al referendum. Che grande errore sprecare un’ occasione del genere che sarebbe servita ad aggregare invece che dividere. La risposta è arrivata presto e soprattutto a Catania che risulterà essere la provincia con la più alta percentuale di No.

Tutto questo non ci ha fatto riflettere anzi le incrinature e le divisioni si sono acuite, mettendo all’angolo le forze e le esperienze che hanno dato vita a questo partito, aprendo indiscriminatamente la porta a chiunque.

Il risultato è stato quello di un’accozzaglia di elementi disparati e contrastanti che si presenta alla società come forza di centro sinistra.

Lascio ai politologi il compito di definire le profonde trasformazioni politico sociali a cui stiamo assistendo ed elaborare pertanto nuove categorie concettuali per esprimere la conformazione degli assetti politici.

Piuttosto mi prendo la responsabilità di dire che siamo stati traditi, io come tanti militanti che se la sono data a gambe, e che il Pd così ridotto non mi rappresenta.

Il tema delle elezioni regionali sta facendo emergere tutte le falle di questo partito- è da ciechi approntare una simile linea politica, è da sordi non sentire il disagio della popolazione, è da irresponsabili continuare ad utilizzare vecchi schemi in una situazione sociale completamente trasformata.
Ma realmente si crede che i cittadini o “la ggente” (termine che sento spesso e che mal digerisco) sia disposta ad accettare tutto questo?

La mia sarà certo una visone romantica, ma rimango convinta che chi fa politica, a qualsiasi livello, svolga un’azione rivolta in primis al bene e alla crescita della comunità. Il mio voto pertanto non andrà ne al PD ne tantomeno al candidato designato dalla coalizione.

Ringrazio i componenti del mio circolo per il tempo dedicato, per le piccole battaglie intraprese e per la fiducia ripostami”

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Redazione

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