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AddioPizzo tenterà di costituirsi parte civile nel processo Ciancio La replica dell’avv. D’Antona

AddioPizzo risponde all’avvocato D’Antona, che su un nostro articolo si chiedeva come mai non avesse chiesto di essere accetttata come parte civile nel processo contro l’editore Mario Ciancio

“Ci è dispiaciuto leggere su queste pagine le ingenerose ed infondate critiche dell’avv. Goffredo D’Antona che, ad onor del vero, non meriterebbero risposta alcuna se non fosse per le 323 persone che le hanno lette.

Se l’avvocato D’Antona, che di mestiere fa il penalista e non il venditore di finocchietto selvatico, si fosse preso la briga di leggere lo statuto di Addiopizzo Catania che fa bella mostra di se nel nostro sito, forse avrebbe capito che la richiesta di costituzione di parte civile per quanto riguarda la nostra associazione è limitata ai reati indicati nella lettera N dell’art.2 del predetto Statuto e tra tali reati non figura quello contestato all’editore de “la Sicilia” .
L’avvocato D’Antona dovrebbe altresì sapere che, solitamente, nei processi di mafia a fronte della richiesta di costituzione di parte civile da parte delle associazioni la prima eccezione sollevata dai suoi colleghi riguarda proprio la causa petendi indicata nel titolo. Magari avremmo potuto già chiedere la costituzione di parte civile in questo processo, ignorando volutamente l’esperienza derivante dal rigetto di altre richieste avanzate in questi anni, con conseguente quarto d’ora di notorietà mediatica, ma non sono i 15 famosi minuti di cui parla Andy Warhol che in questi 10 anni hanno mosso le nostre azioni.
E’ questa una delle ragioni per cui stiamo valutando con il nostro legale se, nel caso di specie, ci sono o meno gli estremi per avanzare la richiesta, tutt’altro che pacifica, della costituzione.
L’avvocato D’Antona dovrebbe sapere che il procedimento a carico dell’editore del “la Sicilia” è in fase di udienza preliminare quindi i termini per l’eventuale richiesta di costituzione di parte civile sono tutt’altro che scaduti. Non comprendiamo quindi “questo volerci tirare per la giacchetta” che, tra l’altro, stride con l’assordante silenzio del penalista su altre e più blasonate associazioni che si trovano nella identica posizione di Addiopizzo Catania ma che non vengono volutamente citate nell’intervista.
Ancor più, infine, ci è dispiaciuto leggere la superficiale banalizzazione del lavoro svolto dall’associazione in questi anni, racchiusa nella infelice sintesi “ le battaglie contro la mafia non si fanno soltanto dipingendo murales, attaccando adesivi e promuovendo convegni; bisogna metterci la faccia”
Ciò che evidentemente l’avvocato ignora è che la ragione per cui abbiamo realizzato i murales, con il contributo, ci piace sottolinearlo, di 10.000 cittadini catanesi che hanno creduto nel progetto, è quello di valorizzare la memoria storica quale elemento imprescindibile per la crescita delle nuove generazioni.
Caro avvocato quei murales non sono importanti perché c’è il logo di Addiopizzo Catania ma perché i volontari dell’associazione si prendono la briga di accompagnare i bambini delle scuole catanesi per spiegare loro chi sono e perché sono stati ammazzati Alfredo Agosta, Pippo Fava, Beppe Montana,Libero Grassi, Giovanni Lizzio, Luigi Bodenza e Serafino Famà.
E, particolare non di poco conto, lo fanno gratuitamente, senza beneficiare di alcuna parcella, semplicemente perché credono fermamente nell’esercizio della memoria.
Quanto, infine, all’invito a metterci la faccia, considerato che in questi anni, tra l’altro, abbiamo dedicato il nostro tempo di volontari , anche in questo caso senza parcella alcuna, a sostenere le battaglie dei lavoratori delle aziende confiscate, a sottolineare l’inadeguatezza dell’ANBSC, a mandare avanti un bene confiscato che ci è stato assegnato, a sollevare la questione della partecipazione alla White List dell’azienda di Ercolano, siamo sicuri comprenderà benissimo la ragione per cui non abbiamo alcuna difficoltà a respingere al mittente il suo invito. Questi pochi esempi dovrebbero farLe capire che non abbiamo alcuna “difficoltà” a metterci contro alcun “potere forte”, anche perché siamo convinti che non è dal numero di costituzioni di parte civile che va giudicato il lavoro e le intenzioni di una associazione.
Noi caro avvocato, e con questo abbiamo concluso, non solo ci mettiamo la faccia ma spesso, quando occorre, anche le …braccia. Lo facciamo per es. per portare avanti i progetti di solidarietà che ci vedono impegnati in questi giorni a cercare di regalare un sorriso per natale ai bambini delle case famiglie.
Se Ella dovesse trovare il tempo, e la voglia, di darci una mano a raccogliere e selezionare il materiale che stiamo raccogliendo e distribuiremo a Natale ce lo faccia sapere, sarebbe piacevole passare una di queste serate in sua compagnia a lavorare gratuitamente e, magari, a conoscerci meglio.”

 

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Redazione

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