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CronacheNews

Addio, Smeralda

“Sei stata la mia migliore maestra di vita amore mio. Ora sei volata via e non credo di averlo realizzato ancora…vorrei accompagnarti perché una bimba non può stare da sola nemmeno per un secondo. Ti amo dolce e forte guerriera!”. Così il padre Giuseppe saluta la sua piccola Smeralda, la piccola guerriera che aveva ricevuto le cure delle cellule staminali.

Ieri, però, le condizioni della bambina sono peggiorate a tal punto che nulla ha potuto l’immediato ricovero in ospedale. La piccola ha avuto un arresto cardiaco. Nata il 1 marzo 2011, Smeralda era entrata subito in coma a causa di una asfissia ipossico-ischemica provocata da alcune complicazioni durante il parto. Da quel momento era diventata il simbolo per la lotta per le cure staminali, contestate e bloccate dalla medicina istituzionale.

Anche i tifosi della Curva Nord del Catania si stringono intorno al dolore della famiglia: “È un giorno molto triste. Smeraldina non ce l’ha fatta. Dopo una battaglia dura, combattuta con coraggio e forza infinita, il suo cuore ha smesso di battere. Ci tocca da vicino, nei nostri affetti più profondi. Perché quando si è fratelli, non di sangue, ma di vita, quello che succede a uno riguarda tutti. Pino è un nostro fratello. Un uomo ed un padre che ha combattuto una battaglia difficilissima non staccandosi mai nemmeno per un minuto dalla sua piccola guerriera. A lui, alla moglie, ai figli e a tutta la loro splendida famiglia va il nostro pensiero, il nostro affetto . Domani la Nord non farà nessuna coreografia. Il nostro pensiero per chi, costretto in un letto dalla nascita, ci ha ricordato quanta dignità ci sia nella vita umana. Un abbraccio, piccola Smeri. Riposa in pace““

Adesso, l’ultimo addio ad una bambina tanto forte seppur tanto fragile, amata e protetta da quella famiglia che ha fatto di lei una vera guerriera.

 

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