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Addio, piccolo Gabriele

Una comunità afflitta e in profonda riflessione accoglie la piccola bara bianca di Gabriele, il bimbo morto tragicamente domenica, giorno in cui  ha disgraziatamente perso la vita in modo innocente e forse ingenuo, magari senza accorgersene, preso com’era dal gioco e dal divertimento. La città riflette, si commuove e si ritrova in un’occasione di profondo cordoglio.

In una Piazza Matrice gremita, i piccoli coetanei di Gabriele fanno il proprio ingresso anticipando la bara bianca e aprendo il corteo funebre con dei fiori bianchi tra le mani. I genitori presenti, adesso più che mai si sentono coinvolti, comprendono e si stringono attorno alla famiglia.

Il lutto cittadino proclamato dal sindaco – presente anch’esso –  si concretizza all’interno della chiesa, che assiepata di gente assiste ordinatamente alla cerimonia.

A celebrare i funerali è stato Don Salvatore Di Mauro, attualmente viceparroco della Chiesa Madre di Aci Catena; insieme a lui ha concelebrato Don Claudio Catalano, predecessore di Don Salvatore e attualmente parroco presso Maugeri, che ben conosce la comunità catenota, compresi i familiari di Gabriele.

Don Salvatore Di Mauro nella sua breve ma efficace omelia ha espresso profonda vicinanza alla famiglia, in più ha fatto notare quanto la comunità sia sconvolta da quella maledetta domenica.

La fine della messa è stata segnata dal toccante intervento della mamma di Gabriele: “Molti genitori ci puntano il dito contro, ma solo noi sappiamo il bene che proviamo per nostro figlio. Adesso che non ci sei più ti saremo ancora più vicini, penseremo sempre a te. Al bambino dolce e birichino che eri. Sarai sempre il nostro angelo”.

L’uscita della piccola bara bianca dalla chiesa è stata accompagnata da tanti palloncini bianchi e gialli che sono stati fatti partire dai bambini e dai genitori, successivamente un lungo e caloroso applauso. In questo frangente il papà di Gabriele, visibilmente provato, è stato colpito da un malore, per poi essere prontamente assisto dai volontari della Croce Rossa.

In questi giorni la città è parsa divisa, forse perché segnata dall’accaduto di una risonanza elevata che tocca ogni famiglia. Parte dei cittadini su facebook hanno additato i genitori, rei, secondo la loro opinione, di aver prestato poca attenzione al proprio figlio; altri si sono associati al dolore della famiglia.

In molti hanno avanzato persino delle iniziative: la più clamorosa è stata quella che esorta gli organi competenti a ridimensionare gli imminenti festeggiamenti in onore di Maria ss della Catena: parte dei cittadini chiede che non vengano sparati i fuochi d’artificio e che i soldi vengano devoluti ai centri pediatrici e asili. Alcuni si trovano in disaccordo. La commissione dei festeggiamenti sta ancora riflettendo sul da farsi. La stessa commissione di Maria ss della Catena prende tempo per riflettere. I ragazzi che compongono il comitato dei festeggiamenti  non hanno mancato di sottolineare che la stessa commissione è stata impegnata nei mesi scorsi in attività di volontariato all’interno del reparto di pediatria del Policlinico di Catania..

Sull’argomento abbiamo sentito Don Claudio Catalano che, sebbene sia ormai lontano dalle vicende della sua ex parrocchia, è sempre legato alla sua precedente comunità: “la morte di un bambino è da isolare dai  festeggiamenti: sono due cose differenti. L’unica cosa da fare in questi giorni è stare vicino alla famiglia, non come hanno fatto alcuni su facebook, che accusano la famiglia con commenti che lasciano il tempo che trovano. – continua Don Claudio – La famiglia non ha bisogno di soldi o altre cose materiali, ha solo bisogno di una sincera vicinanza. Dovremmo ricordarci tutto l’anno della solidarietà e del rispetto verso il prossimo, e non solo ed esclusivamente davanti a tali avvenimenti”.

Vedi link: Bimbo muore a Fiumefreddo. Quel dito contro i genitori

 

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