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Ad un anno dalla morte di Camillo Baldi, Acireale dimentica

Oggi, 11 aprile, ricorre l’anniversario della morte dell’ex consigliere Camillo Baldi, trovato impiccato a Trecastagni. Ad un anno dalla sua morte avvenuta in piena campagna elettorale, il caso desta ancora delle perplessità: non sembra essersi fatta chiarezza su quello che è stato definito un suicidio, seppur ci siano degli elementi che hanno spinto a pensare che Baldi sarebbe stato indotto a compiere il tragico gesto da altre persone presenti sul posto.
Il caso è sfumato via, archiviato da un silenzio che echeggia tra l’opinione pubblica e la politica acese. Una città forse troppo distratta a causa dei tanti eventi accaduti negli ultimi tempi, susseguitisi uno dopo l’altro, hanno fatto dimenticare il dramma, benché il fascicolo sulla morte di Baldi sia ancora aperto per le troppe ombre sul fatto troppo presto liquidato come un semplice suicidio. La città dei cento campanili forse è assordata dai tanti scampanii pronti a segnalare strani eventi che hanno lasciano il segno: non ultime le intimidazioni lanciate al sindaco Roberto Barbagallo e all’onorevole Nicola D’Agostino.
Camillo Baldi, consigliere che in passato aveva attratto una buona fetta dell’elettorato, nell’ultima tornata ebbe delle difficoltà nel trovare spazio tra le liste che concorrevano alle elezioni. Eletto tra le file dell’amministrazione Garozzo nel 2009, a fine mandato confluì nel gruppo misto. Sicuramente vi furono alcuni dissapori con il centrodestra che hanno caratterizzato il percorso politico del consigliere. Dopo i tanti “no” incassati in quella fatidica campagna elettorale, aveva aderito alla lista “Grande Acireale”. In un dibattito su facebook lo stesso Baldi a 48 ore dalla sua morte, parlava del bisogno di mettere la legalità al centro delle politiche acesi, per poi lanciare quel significativo messaggio che ha il sapore di un amaro saluto “Non è un addio, ma un arrivederci”.

Non si può asserire che ci siano dei nessi tra le minacce degli ultimi giorni con il dramma che ha coinvolto Baldi, ma allo stesso modo non si può rimanere indifferenti di fronte ai tanti episodi che lasciano aperti misteri e spingono alla riflessione. Ci dicono di un territorio che è afflitto da una condizione di disagio generale. Negli ultimi anni abbiamo assistito a rapimenti, sparizioni, suicidi di giovani, minacce a politici, fino alle denunce degli stessi amministratori per infiltrazioni mafiose nelle liste: ognuno di questi casi ha cause diverse, è chiaro, ma tali fatti di cronaca narrano dei retroscena clamorosi quanto tragici, retroscena su cui fare luce per cancellare questa triste patina che avvolge un territorio che può e deve raccontare ben altro.

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