fbpx
CronacheNewsNews in evidenza

Ad Acireale la Festa dei Fiori rinnova il carnevale alla faccia dei detrattori

Mesi e mesi di discordia per arrivare a questa fatidica Festa dei Fiori che Acireale ha scelto di celebrare il 25 aprile. Alla fine il “carnevale della liberazione” ha funzionato riuscendo nell’ardua impresa di rinnovare una manifestazione che da anni, tutti dicono, deve rinnovarsi.

Una ventata di aria fresca o meglio fiorita per la città delle cento campane che a dire il vero non sorride più da troppo tempo con tutte quelle saracinesche abbassate, il commercio in caduta libera e la perdita di primati, tradizioni e prerogative (persino le terme).

Hanno fatto un casino contro questi tre giorni dedicati esclusivamente ai carri infiorati, che poi chi lo dice che per festeggiare la liberazione dalla dittatura fascista necessita un corteo ed un banchetto?

L’importante è celebrare la liberazione e farlo nella maniera che può risultare più utile e non conformista.

Per la prima volta succede qualcosa di veramente bello: le maschere di Misterbianco, i più bei costumi di Sicilia, sfilano lungo il corso di Acireale in mezzo ai carri infiorati tipici delle maestrie acesi, si mescolano due primati.

Il target di pubblico, non è lo stesso che c’è a carnevale, è più alto e forse i negozianti possono sperare di vendere qualcosa in più. Le bande musicali sono ricercate e poi il tempo è buono.

Fiori in vendita nelle bancarelle insieme a ghirlande che i giovani indossano sulla testa, e se non è questa liberazione, un bel mercantino alla villa Belvedere con prodotti tipici ed uno dedicato ai fiori tra via Ruggero Settimo e piazza Lionardo Vigo.

Alla fine del secondo giorno Antonio Coniglio presidente della Fondazione del Carnevale di Acireale esulta sui social e dice bene quando scrive: “le bancarelle dovranno vendere, dalla prossima edizione, esclusivamente prodotti (fiori, frutta) più attinenti al taglio della manifestazione e le colonne sonore dovranno essere più compatibili con un nuovo format.” Forse anche il prezzo del parcheggio, 5 euro, andrebbe ridimensionato.

Il 60% dei negozi sono aperti il resto non vuole approfittarne, ma che ci volete fare gli “acitani” sono teste dure si lamentano che c’è crisi ma non sono tutti disposti a cambiare le loro abitudini (non si apre di domenica!). Il concorso sulle vetrine infiorate non va a segno, gli allestimenti non sono così sfavillanti, insomma gli acesi con tutto questo bailamme sulla festa della liberazione non ci hanno creduto.

Oggi, ultimo giorno, 25 di aprile, che si festeggia con i fiori.

 

Mostra di più

Redazione

Quotidiano on-line siciliano

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close

Adblock Detected

Please consider supporting us by disabling your ad blocker