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Ad Aci Catena l’opposizione chiede una via di fuga per le Aci

Emergenza sisma, l'opposizione lancia una petizione per una via di fuga e nuove infrastrutture

Una via di fuga e nuove infrastrutture per la tutela dell’incolumità pubblica

L’opposizione dei consiglieri comunali di Aci Catena composta da Rosario Sorbello, Davide Quattrocchi, Francesco Petralia, Giuseppe Murabito, Francesco Giannetto, Mariangela Marano e Salvatore Finocchiaro nonchè l’ex consigliere comunale Pippo Sciacca, dopo il violento sisma del 26 dicembre scorso, chiede degli importanti interventi sulla mobilità.

La viabilità, nelle ore e nei giorni immediatamente successivi il terremoto, si paralizzò. Se il sisma fosse stato più forte, o se vi fossero stati dei feriti, allora i soccorsi sarebbero stati impediti a raggiungere le aree colpite.

A seguito dell’evento tellurico sono state chiuse al traffico veicolare piazza Santa Lucia, via Rifiano e via Pietro Platania.

E sempre a seguito del terremoto è emerso che la zona nord di Aci Catena, ovvero i quartieri di S. Lucia e Sanità, è collegata ad Acireale e agli svincoli solo tramite strade strette e progettate nei primi anni del XX secolo (via Cimitero, via Vittorio Emanuele e via Sciarelle NdR).

Tre progetti per rendere sicuri, in caso di calamità, Aci Catena ed Acireale

I consiglieri dell’opposizione nel richiedere una via di fuga guardano a tre progretti che dovrebbero essere realizzati con l’impegno anche del comune di Acireale.

  • Una nuova arteria viaria in territorio di Acireale, parallela alla ormai vetusta via Sciarelle, che dalla via Rifiano, sita al confine tra Aci Catena e Acireale, si congiunga all’incrocio tra via Brolo, via Lazzaretto e via Miracoli, attraverso via Potenza;
  • L’allargamento e sistemazione della sede stradale di via Capizzi, già previsto  dal piano triennale delle opere pubbliche di Acireale. Questo intervento consentirebbe di collegare il piazzale del cimitero acese con la zona “cubisia” che è prospiciente l’uscita autostradale di Acireale.
  • Il prolungamento di via Franca (oggi via Puglisi) che permetta, attraverso il territorio di Acireale, il ricongiungimento con via Lazzaretto.

Il territorio deve agire congiutamente

Già la settimana scorsa il sindaco di Acireale Stefano Alì si sarebbe reso disponibile a collaborare con il comune di Aci Catena per la realizzazione e l’avvio degli studi di fattibilità di questi tre progetti.

I consiglieri catenoti dell’opposizione sostengono che “le Aci tutte debbano fare uno sforzo, che sarà ripagato nel tempo, cominciando a pensare e ad agire come unico territorio.”

Ieri sera a mergine di un convegno è giunta anche la manifestazione di interesse dello stesso sindaco catenoto Nello Oliveri che si è detto pronto a valutare i progetti.

La petizione e il convegno con il vulcanologo Boris Behncke

Il movimento civico Libertà e Progresso si è impegnato isieme ai consiglieri catenoti nella diffusione del progetto. È già stata lanciata una petizione. Ieri sera invece si è tenuto un incontro sul tema nei loclai dell’ex cinema Savoia. Coinvolti il vulcanologo Boris Behncke, l’ingegnere esperto in mobilità Salvo Caprì e il geologo Giorgio Tringali.

A Benhke l’onore di parlare dell’Etna e quindi di eruzioni laviche e conseguente attività sismica. Benhke da dicembre ha iniziato un vero e proprio tour attraverso i comuni etnei allo scopo di scongiurare quella che lui stesso ha battezzato come “analfabetismo sismico” in uno dei paesi a più alto rischio sismico al mondo.

Salvo Caprì, coordinatore del Piano Urbano della Mobilità di Acireale approvato nel 2017, ha esposto la progettualità sul territorio. Ipotizzando una pianificazione di via di fughe e di infrastrutture che sarebbero necessarie per Acireale, Aci Catena ed Aci Sant’Antonio “nell’ordinario per gestire le emergenze”.

In particolare Caprì ha presentato una previsione di progetto già contenuta nel PUM acese che vede la costruzione di una bretella che collegherebbe viale Cristoforo Colombo – la zona periferica a nord di Acireale – con la zona Locu di Aci Catena (quasi in area Reitana). Tala strada collegherebbe le Aci saltando il centro storico di Aci Catena. Nella foto in evidenza una presentazione del progetto.

Serve però mettere concretamente mano ai progetti per reperire i finanziamenti – numerosi in verità – che sarebbero disponibili per la viabilità, messi a disposizione dalla comunità europea.

Giorgio Tringali, da geologo catenoto, ha invece posto l’accento sul sistema di faglie che interessa proprio Aci Catena. Il 26 dicembre scorso non fu solo la faglia di Fiandaca, che generò il terremoto e che giunge appunto fino ad Aci Catena, a rendersi protagonista dell’evento. In quell’occasione si mossero, influenzate dalla principale, pure la faglia di Aci Catena e una moltitudine di microfaglie presenti ad Aci Platani.

 

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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