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Acireale, la maggioranza “bacchetta” il Presidente del Consiglio Comunale

Durante il Consiglio comunale di Acireale del 18/10/2016 si è nuovamente reso manifesto il disagio in cui versano i consiglieri comunali di maggioranza. Sotto accusa questa volta non è solamente la Giunta, rea – a parere del consigliere Rosario Scalia – di non dare risposte alle legittime istanze dei consiglieri, ma il Presidente del Consiglio Comunale Rosario Raneri.

La polemica è scoppiata sin dalle prime battute del consiglio quando il capogruppo di Acireale Futura, Rosario Scalia, visibilmente adirato, ha richiesto espressamente al segretario comunale di verbalizzare una presunta dichiarazione del Presidente del Consiglio Comunale in cui quest’ultimo dichiarava che “[…] il consiglio comunale lo chiamava quando voleva”(cit. Rosario Scalia).

Ha messo “altra carne al fuoco” il capogruppo dei Democratici per Acireale, Salvatore Seminara, con due richiami al regolamento. Nel primo il consigliere di maggioranza ha richiesto al Presidente del Consiglio il rispetto dell’art. 37 del regolamento relativo al termine della seduta lamentando nello specifico la mancata chiusura della sedute precedenti al termine della trattazione dell’argomento permettendo così un uso spropositato delle raccomandazioni.

Sul punto il Presidente Rosario Raneri, visibilmente in difficoltà, ha ammesso gli errori commessi in precedenza ed ha dichiarato che in futuro seguirà il regolamento.

Nel secondo intervento il capogruppo dei Democratici per Acireale ha invitato il Presidente a non permettere il proseguimento della riunione dei capigruppo in assenza di quest’ultimo come si evincerebbe dall’art. 57 del regolamento comunale.

Sulla questione il Presidente Rosario Raneri ha precisato che  la scelta di accettare la proposta di svolgimento dei lavori formulata dai capigruppo in sua assenza è stata presa per non prevaricare la decisione dei componenti  della conferenza dei capigruppo non conoscendo peraltro chi ha presieduto quest’ultima in sua assenza.

Insomma da questi puntigliosi interventi, che hanno messo seriamente in difficoltà il Presidente del Consiglio Comunale, appare sempre più palese l’insofferenza dei consiglieri comunali “già ridotti nella loro forza istituzionale”  (cit. Giuseppe Calì – Acireale Civica) forse derivante dalla convocazione a singhiozzo del consiglio negli ultimi mesi e della mancanza della diretta televisiva.

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