Cronache

Acireale, silenzio assordante per Ipab Oasi Cristo Re

39 impiegati senza stipendio da 53 mesi

Ad Acireale i 39 dipendenti ancora in forza all’Ipab “Oasi Cristo Re” dichiarano di non ricevere lo stipendio da 53 mensilità. Nonostante questo, continuano ad organizzare regolarmente i turni giornalieri di lavoro, anche se la struttura non ospita ormai più nessun paziente.

L’ennesimo scaricabarile a danno dei lavoratori

È una vicenda amara quella dell’Ipab di Acireale dove predominano incertezza e immobilismo delle Istituzioni. L’ente è ormai svuotato e in stato di fallimento. Attende da tempo l’approvazione dello stato di estinzione da parte della Regione ma “il presidente Musumeci sembrerebbe fare lo struzzo”, avrebbe dichiarato durante una riunione all’Ipab l’on.Angela Foti (M5S). Firmata l’estinzione la gestione della struttura, del personale e dei debiti verrebbe demandata al comune acese che comunque in, questo momento si trova bloccato dalla mancata approvazione del bilancio. Un cortocircuito insomma, dove ad avere la peggio sono in questo momento i dipendenti.

Dei 50 dipendenti originariamente in forza all’ente, solo sette hanno avuto la fortuna di essere trasferiti in altri enti. Questo gli ha permesso, anche se temporaneamente, di continuare a lavorare ed essere quindi regolarmente pagati. Tre lavoratori sono stati trasferiti a gennaio al comune di Viagrande. Altri quattro, invece, ad ottobre sono entrati nell’organico dell’Ipab “Ventimiglia” di Catania. Per i restanti trentanove, continua l’incubo di non sapere cosa succederà.

Nonostante l’incertezza, come detto, il gruppo dei trentanove dipendenti sta coprendo tutti i turni di lavoro, recandosi quotidianamente, dal lunedì al sabato, presso la struttura ormai deserta per fare praticamente da guardiani.

Durante l’ultimo incontro avvenuto tra le istituzioni e i dipendenti, la deputata regionale del M5S Angela Foti aveva sottolineato come il Comune non si sarebbe sottratto alle proprie responsabilità nei confronti dell’ente, scaricando la morte di questo sulle amministrazioni regionali e comunali passate.

Nello Musumeci in campagna elettorale per la corsa alla presidenza della Regione, ha posto la propria attenzione sulla questione della riconversione delle Ipab in istituti per lungodegenti dichiarando la possibilità della costituzione di un fondo di rotazione per finanziare gli enti. Ma, nonostante la sua elezione alla più alta carica regionale, nulla è stato fatto.

L’appello dell’onorevole Angela Foti

«La posizione dei dipendenti dell’Ipab è comprensibile, non si sentano dimenticati», ha dichiarato l’on. Foti. «Non possiamo essere soddisfatti di come è stata finora gestita questa vicenda, neppure dell’operato dei commissari».

«Dovrebbe essere costituito presto un consiglio di amministrazione per l’Ipab che purtroppo in certi casi ha fatto da parafulmine per alcune magagne comunali», afferma riferendosi ad un debito che l’ente starebbe pagando per l’acquisto di un’immobile adiacente alla struttura di via Maddem e che sarebbe stato contratto durante l’amministrazione Garozzo. «Il governo regionale dovrebbe farsi carico di una riforma che aspettiamo da venti anni e che sarebbe una soluzione anche per affiancare le asp», ha concluso la Foti.

Un intervento dunque a lungo termine quello auspicato dall’on. Foti che allungherebbe comunque solo l’attesa alla quale i lavoratori sono ormai tristemente abituati.

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